Ecco l'intervista integrale di Elsa Fornero al WSJ
I giovani «devono sapere che un posto di lavoro non è qualcosa che si ottiene di diritto, ma qualcos
Il ministro del Lavoro italiano Elsa Fornero, esperta di pensioni e professore di economia a Torino, si occupa di pensioni, lavoro, welfare e pari opportunità nella terza più grande economia della zona euro. La sua importante riorganizzazione del lavoro, che deve essere sottoposto al voto parlamentare a Roma mercoledì, risponde in parte a una richiesta da parte delle autorità europee perché l'Italia renda più semplice alle aziende il licenziamento dei singoli lavoratori.
La Fornero ha parlato con i giornalisti del Wall Street Journal, Christopher Emsden e Alessandra Galloni, nel suo ufficio di Roma. Di seguito una trascrizione del colloquio.
WSJ: Diversi leader parlamentari dicono che voteranno per la riforma del lavoro al di là dell'impegno preso con l'attuale governo tecnico, ma che vogliono modificarlo dopo l'approvazione. Questo la preoccupa?
Ms. Fornero: A volte i partiti politici si comportano come se ci volessero far dimenticare che ci troviamo a operare sotto vincoli di bilancio molto ristretti. È necessario che i membri del parlamento usino il buon senso e non cerchino di capovolgere il provvedimento subito dopo l'approvazione. Ritardare la messa in atto delle misure prese minerebbe la credibilità della legge. Possiamo accettare alcuni ritardi minori per compensare il fatto che l'economia è attualmente in una contrazione maggiore, ma speriamo che la contrazione finirà presto.
WSJ: Nei sei mesi di negoziati, comprese le visite a fabbriche, chi le ha offerto il maggiore supporto?
Ms. Fornero: I miei alleati principali sono stati il primo ministro Mario Monti, e in linea di massima parlare con i più giovani, le piccole imprese e gli artigiani, che sono entusiasti all'idea che stiamo cercando di costruire la crescita professionale attraverso contratti di apprendistato. Non stiamo cercando di creare un mercato del lavoro basato su bassi costi. Le aziende che cercano di prosperare grazie ai costi molto bassi hanno un approccio a breve termine.
WSJ: Ma Confindustria, principale lobby industriale in Italia, ha criticato i provvedimenti?
Ms. Fornero: Vorrei far notare in questa sede che Confindustria non ha mai chiesto una revisione più forte dell'articolo 18. Confindustria critica ora la riforma, lamentando il fatto che offre un rimborso dei contributi sulle retribuzioni aggiuntive solo alle imprese che assumono almeno il 50% degli apprendisti successivamente regolarizzati con contratti a tempo determinato. Questo mi stupisce. Nel corso delle consultazioni con loro prima di definire tale provvedimento, gli imprenditori di Confindustria mi hanno detto che loro regolarmente assumevano l'80% degli apprendisti con contratti a tempo indeterminato.
WSJ: Qual è il ruolo dei sindacati, in particolare Cgil, il più grande sindacato, il cui leader Susanna Camusso è stata esplicita nella sua critica alla riforma, accusandola addirittura di avere una "passione per i licenziamenti"?
Ms. Fornero: La trasformazione dell'Italia richiede anche cambiamenti sindacali, che oggettivamente sono ancora piuttosto conservatori. Cgil ha i suoi punti di vista e la sua ben nota posizione e gioca per stabilizzarla. Noi stiamo cercando non di cambiare il gioco, ma di cambiare il sistema. Stiamo provando a essere arbitri. Altri stanno giocando per vincere.
WSJ: L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori offre la base giuridica per un posto di lavoro per tutta la vita. I sondaggi mostrano che anche i giovani italiani credono che questo sia di estrema importanza, anche se indirettamente ha portato alla proliferazione di contratti a breve termine che hanno spostato il peso delle perdite di posti di lavoro, nella fase di recessione, proprio sui lavoratori più giovani. Cosa pensa dello smantellamento di un simbolo come questo?
Ms. Fornero: La tradizionale attenzione per l'articolo 18 è ovviamente ideologica. Non voglio darmi delle arie, ma penso che in una certa misura il nostro successo si basi sulla disarticolazione degli elementi di questo articolo. Resta illegale licenziare per motivi discriminatori. Ma i motivi economici ora possono essere citati.
WSJ: Tuttavia lei ha fatto una concessione.
Ms. Fornero: Abbiamo ammesso la possibilità che un lavoratore licenziato possa fare ricorso ai tribunali. Tuttavia, deve essere dimostrato in tal caso che i motivi citati dal datore di lavoro siano palesemente falsi. In Francia e Germania accade lo stesso. Per coloro che pensano che l'inserimento di questa clausola fosse una ritirata da parte del governo, dico che le leggi non dovrebbero essere scritte sulla base del fatto che non crediamo che i giudici possano giudicare. Possiamo, e dobbiamo, ridurre il numero di casi e di controversie che richiedono un giudice. Abbiamo accelerato il tempo vincolante di una udienza in tali casi, limitato l'ammontare dell'indennizzo, anche se il lavoratore vince la causa o l'appello e le parti stanno promuovendo la riconciliazione. In ogni caso, per quanto riguarda le parti controverse dell'articolo 18, una lezione che ho imparato in sei mesi di acceso dibattito sulla riforma del lavoro è che, per quelli che vivono profondamente nel processo politico, una volta che una cosa è fatta non è più importante.
WSJ: Avete particolari paure su ciò che potrebbe accadere con questa riforma?
Ms. Fornero: Questa riforma rappresenta una scommessa sul cambiamento dei comportamenti. La mia grande paura è di non superare questa sfida. Tutti, non solo i lavoratori, devono capire e cambiare. Questo include i giovani, che devono sapere che un posto di lavoro non è qualcosa che si ottiene di diritto, ma qualcosa che si conquista, per la quale si lotta e per la quale si possono anche fare dei sacrifici.
WSJ: Cosa bisogna fare per rendere certo che la legge venga messa in pratica?
Ms. Fornero: La prima cosa che farò una volta che la legge viene approvata è costituire un metodo scientifico per monitorare sia il ritmo di attuazione sia gli effetti reali. Spero di lasciare a chi viene dopo di me un sistema ben organizzato di monitoraggio in modo che le nuove modifiche possano realmente essere messe in pratica.
WSJ: Lei parla spesso del ruolo del cambiamento nei comportamenti. Sembra un po' una scommessa, no?
Ms. Fornero: Questa è una riforma complessa. Tocca la società italiana al livello più profondo. L'Italia non è una terra legata alle regole, ma un posto dove la gente aggiusta il sistema, lo modifica qua e là, e adotta aggiustamenti fatti su misura. Così, sapendo questo, le nostre nuove regole dovrebbero essere molto più favorevoli al lavoro. Riduciamo il tempo in cui le persone ricevono benefici, che è un miglioramento anche per i lavoratori delle fasce di reddito più basse. Nel frattempo, l'Aspi [il sistema di assicurazione della disoccupazione] controllerà che il beneficiario dell'indennità non rifiuti le offerte di lavoro. Questa condizione, in Italia, è da sempre ignorata.
WSJ: La sua riforma del lavoro rappresenta un grande cambiamento, soprattutto perché arriva dopo la recente riforma pensionistica, approvata nel mese di dicembre.
Ms. Fornero: La riforma delle pensioni è stata fatta molto velocemente, e il ricavato è andato a ridurre i buchi di bilancio durante la grande emergenza fiscale. Ho solo portato in vita una legge di 17 anni fa. La riforma delle pensioni del 1995 era buona, ma molte leggi buone vengono lanciate nel futuro e si dissolvono.
WSJ: La riforma delle pensioni lega l'ammontare della pensione a quanto un lavoratore ha contribuito per tutta la vita, piuttosto che all'ultimo e più alto stipendio della vita lavorativa.
Ms. Fornero: L'idea che quanto si contribuisce sia correlato ai benefici che si ricevono è fondamentale. Ma la gente qui è spaventata da questo, perché vengono chieste esenzioni particolari. Finora, hanno avuto ragione nella loro convinzione di poter aggirare la legge.

Comments
Quello che conta è la trascrizione dell'intervista, in cui la Fornero parla di "diritto al posto di lavoro" (job):
http://online.wsj.com/article/SB1000142405270230445860457749098029792227...
Poi l'articolista americano, il giorno dopo, ha cambiato le parole in "diritto al lavoro" (work).
http://online.wsj.com/article/SB1000142405270230487030457749080387487589...
L'articolista ha scritto frasi mai dette dalla Fornero, e questa fa bene a protestare. Leggetevi le due pagine in inglese e scoprirete la verità.
E comunque, se ho capito bene dalle notizie di questi tempi, se la Fornero è contro il diritto al lavoro, perché il Governo ha ideato di far pagare di più chi assume solo a tempo determinato e facilitare invece quelli che assumono a tempo indeterminato? Tant'è vero che Confindustria ha pure protestato.
PS: Non ho votato Silvio Berlusconi né PDL.
PPS: è vero, nella trascrizione italiana in questa pagina bisognava linkare l'originale inglese del WSJ della trascrizione e quello dell'articolo del giorno dopo, così uno poteva verificare facilmente che l'errore è del giornalista americano.
Si, dobbiamo imparare a distinguere diritti e doveri. Ai miei tempi il lavoro era un dovere e coloro che non producevano si chiamavano parassiti. Perché si può lavorare anche senza posto fisso e non vivere alle spalle della comunità. I tempi sono cambiati ma i parassiti sono tali anche nei nuovi tempi. Ciao
@Luciano Le parole esatte, in realtà, sarebbero "Work isn't a right; it has to be earned, including through sacrifice." Il significato non cambia, ma per dovere di cronaca è giusto riportarle. Così come credo che si sarebbe dovuto riportare il link diretto all'articolo.
http://online.wsj.com/article/SB1000142405270230487030457749080387487589... Qui il testo originale dell'intervista
@Luciano Le parole esatte, in realtà, sarebbero "Work isn't a right; it has to be earned, including through sacrifice." Il significato non cambia, ma per dovere di cronaca è giusto riportarle. Così come credo che si sarebbe dovuto riportare il link diretto all'articolo.
http://online.wsj.com/article/SB1000142405270230487030457749080387487589... Qui il testo originale dell'intervista
Grazie per aver riportato la versione integrale. E' utile perchè parte del dibattito di questi giorni è frutto di un fraintendimento. L'articolo sul WSJ riportava l'intervista stravolgendone il testo e sostituendo "job" con "work". Chi sa la differenza tra le due parole o anche solo in italiano tra "lavoro" e "posto di lavoro" eviterà di appellarsi scorrettamente alla costituzione. Confrontate: http://online.wsj.com/article/SB1000142405270230487030457749080387487589... e http://online.wsj.com/article/SB1000142405270230445860457749098029792227...
@farquad: l'originale è "a job isn't something you obtain by right". Informarsi, prima di parlare?
@farquad: l'originale è "a job isn't something you obtain by right". Informarsi, prima di parlare?
Io aggiungerei: job is something you obtain by mom.
Tutti sanno che in Italia, la classe politica non è mai stata capace di rispettare l'articolo 4 della Costituzione: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto." I ragazzi italiani sono abituati a lottare per avere un lavoro. Dove sarebbe questa rivoluzione culturale???...
Welfare, questo sconosciuto...
Cioè voi «Work is not a right» lo traducete con «un posto di lavoro non è qualcosa che si ottiene di diritto»?!?!? Questa non è una traduzione è una esegesi.
Beh è davvero una brava ministro (o ministra?) . Io che sono in una pmi e mi faccio un turbo mazzo per sudarmi ogni singolo euro, so che il lavoro è il tuo cliente e in questi tempi di crisi è un attimo che il cliente ti molli e devi lottare duro, per conquistarli e tenerli. Cosa per niente facile. Mi pare che in Italia, nonostante tutto, siano ancora pochi quelli che hanno capito che la festa, durata cinquant'anni, è finita. Dunque ben vengano le riforme, anche se sono dolorose. Abbiamo bisogno di cambiare comportamenti e cultura, come dice la ministro.
Concordo. E aggiungo che abbiamo bisogno sia del pragmatismo del ministro Fornero che - urgentemente - del cambio di mentalità richiesto.
...e da donna, sono molto orgogliosa di questo ministro, competente e capace di assumersi le, a volte sgradevoli, responsabilità del ruolo. E pazienza se non ha le furbizie comunicative di un politico di professione, non lo è.
Grazie della traduzione.
Che soddisfazione! Questa è una ragione in più per leggere Linkiesta!
Post new comment