Le idee di Obama e Romney sui gay da noi sarebbero “oscenità”
Assistiamo sgomenti, noi poveri italiani, al dibattito sugli omosessuali che anima la campagna tra i
È appena il caso di stropicciarsi gli occhi e assistere sgomenti – noi poveri italiani di terza classe – al dibattito sugli omosessuali che in questi giorni ha animato lo scontro elettorale tra Obama e Romney. Il presidente americano ha colpito per primo e ha colpito duro, qualcuno sostiene persino sotto la cintura, aprendo in maniera chiara, aperta e consapevole ai matrimoni gay. Immaginatevi il subbuglio in casa dello sfidante, immaginate il suo staff che cerca una soluzione, una risposta credibile, una risposta che convinca il grande popolo americano: rimanere fermi su posizioni ormai consolidate, che per il solo fatto di esserlo non porteranno mai un voto in più, o gettare il cuore oltre l’ostacolo e pensare che anche un ferreo conservatore può dire una cosa suggestiva sul mondo omosessuale?
Romney ha scelto questa seconda strada, lasciando – forse – interdetti gli uomini di Obama. «Se due persone dello stesso sesso vogliono vivere insieme, avere una relazione sentimentale e anche (udite, udite) adottare un bambino, a mio parere hanno il diritto di farlo». Poi, per non sembrare del tutto rivoluzionario, ha almeno difeso la solida tradizione: «Ma chiamare tutto ciò matrimonio è una deviazione da quello che è il reale significato del termine»
Dal giorno di queste dichiarazioni epocali di Romney non abbiamo più notizie di Giovanardi. E siamo sinceramente preoccupati. E lo saremmo, anche nel caso in cui simili «assurdità» venissero pronunciate in una campagna elettorale italiana. Sì, lo sappiamo, non sarebbe possibile, ma facciamo pure un po’ di fantascienza. Parrebbero bubbole pre-elettorali, giusto per catturare qualcosa qui, qualcosa là. Nulla di onestamente credibile, a differenza degli States dove le cose restano scolpite un cicinin di più che da noi.
Ma noi italiani cosa chiediamo a un omosessuale, che cosa vogliamo davvero da lui, che si faccia eroe dei due mondi, unendo il nostro, perfettamente (?) eterosessuale e politicamente corretto, al suo, ancora in via di riconoscimento sociale, sbandierando la sua diversità ai quattro venti come farebbe una lavandaia nell’atto liberatorio di stendere i panni? O preferiamo cha rimanga in quel silenzio che sta a metà tra la colpa grave d’essere come è, e la subdola possibilità che siano gli altri, i «non–malati», a tendergli una mano misericordiosa e salvifica, in questo modo prendendosi anche il merito di un’azione universalmente apprezzabile?
Le due vie, capite benissimo, non s’incroceranno mai. Ma un Paese non può diventare schizofrenico, in balia delle teorie più assurde e pericolose, solo perché dentro di noi si nasconde una parte che (ancora) non siamo in grado di definire, che magari ci spaventa, ma con la quale invariabilmente dovremo fare i conti. Non c’è un modo più civile e intelligente di confrontarsi con una fetta sempre più corposa di popolazione, che spinge perché pari diritti le vengano riconosciuti?
Ogni mattina ormai ha la sua pena. Per cui, una mattina si sveglia il commissario della Nazionale e ci racconta che sarebbe anche ora che i calciatori gay si dichiarassero, portando la croce di un simbolo che nel tempo potrebbe trasformare così in esempio virtuoso per tutti gli altri. Obiettivo ambizioso, ancorché un filo astratto e pretenzioso. Gli risponde a stretto giro di posta il concreto Di Natale, al quale non fa difetto il buon senso antico: macché dichiararsi, ve lo immaginate la domenica in balia dei tifosi orrendi che inzeppano le curve?
C’è naturalmente chi sta con Prandelli e chi con l’attaccante dell’Udinese, e sin qui il dibattito ha il suo bel confronto, finché non assume i tratti della vera e propria patologia. Alla quale, assurdamente, contribuisce in maniera decisiva proprio un’associazione cattolica come l’Agesci – a cui fanno capo teneri e solari boyscout – che qualche giorno fa se ne esce con un concetto da fuori di testa, per cui se i capetti scout sono omosessuali, ci sarebbe da chiamare subito lo psicologo per evitare, racconta padre Compagnoni, di «turbare e condizionare i giovani. Le persone omosessuali adulte nel ruolo di educatore – prosegue – costituiscono per i ragazzi loro affidati un problema educativo. Il capo è il modello per i suoi ragazzi e sappiamo che gran parte dell’affetto educativo dipende dalla esemplarità anche inconscia che proviene dall’adulto».
Tagliato così con l’accetta, il ragionamento porterebbe a concludere che dovremmo sentirci davvero superfortunati ad averla sfangata, perché alzi la mano chi non ha avuto nella sua esistenza un capo omosessuale, un collega omosessuale, un salumiere omosessuale, un tassista omosessuale e metteteci voi le categorie che mancano. Ma i cattolici, alle volte, sanno quello dicono o sparano castronerie, come i non-cattolici peraltro, in assoluta libertà?
Cadono le braccia, se l’approccio collettivo è questo. Resta la sensazione – forte – che da parte nostra ci sia una certa volontà coercitiva, travestita da missione sociale, che ci porterebbe a decidere del destino degli altri così come piacerebbe a noi. A noi etero, s’intende. E dunque da una parte consigliare saggiamente una confessione piena e consapevole, un collettivo coming out che fa tanto salotto buono democratico, dall’altra certificare che gli omosessuali sono persone malate che devono farsi curare. Ma scusate, farsi curare da chi, da uno psicologo che dovrebbe riportare alla luce l’etero che è in noi (forse l’utero che è in noi)? Ma se il mondo è pieno di finti eterosessuali, che si nascondono dietro perfette famigliole con bambini.
Non si riesce a illuminare un percorso. Neppure si intravede chi dovrebbe portarci a una condizione di minimo equilibrio: lo stato con i suoi doveri di uguaglianza sociale, peraltro sanciti dalla sacra Carta, la Chiesa nella sua immensa misericordia, gli omosessuali medesimi che si organizzano in gruppi di lavoro e aiutano noi – sì proprio loro che aiutano noi – a sollevarci dalla nostra mediocrità? O una cosmica botta di culo che rimetta tutto al posto giusto?
Quanto all’Agesci, se vi passa sotto il naso un allegro gruppetto di scout che va per boschi, apprezzerete un sorriso, aperto e consapevole. È il vero punto di forza. Ecco perché l’ultima uscita è davvero sorprendente e preferiamo maneggiarla, vista la nostra scarsa attitudine a battere le sacrestie, da un punto di vista puramente «manageriale». Queste associazioni, che hanno come fine ultimo l’adesione più larga possibile a un certo mondo cattolico – si sa, da cosa nasce cosa – come credono verrà interpretata l’orrida similitudine omosessuale-malato? Sarà interessante controllare i numeri, d’ora in avanti, ma il destino è già scritto: i genitori più edotti eviteranno di mandare il pargolo in un luogo così gretto, e quelli meno attrezzati faranno esattamente lo stesso. Ma per i motivi opposti.
: Agesci / Barack Obama / boyscout / coming-out / finti eterosessuali / Giovanardi / italia / matrimoni gay / Mitt Romney / omosessuali

Comments
@ qualunquista gay (per l'ultima volta)
1) non sapevo che i cattolici non fossero italiano ma per definizione cittadini del Vaticano
2) non sapevo che il fine della politica fosse accontentare tutti (una specie di pensiero unico senza identità)
3) pensavo che se uno ha un idea di società discuta con gli altri partendo da questa per poi lasciare alla libera dialettica democratica il raggiungimento della "sintesi"
4) ovviamente non sapevo che tutti i cattolici fossero lobbysti
5) pensavo che come interlocutore fossi un po' migliore (questo è il primo pseudo insulto che ti faccio e non è all'omosessuale ma alla persona e al suo modo di "ragionare")
La disquisizione sulla classificazione delle famiglie è stucchevole e fatta (incosapevolmente) ad arte per non voler ragionare sul modelo sociale.
Ritorno alla riflessione iniziale: l'argomento è chiuso perchè una sola parte è disposta a discuterne, l'altra ha già deciso per tutti.
Ama chi vuoi ma lasciami pensare e credere in quello che voglio.
Ah! Noto che dei due
Peccato che tu non voglia continuare la conversazione: sono in cassa integrazione e non ho niente da fare. Sai, anche noi finocchi andiamo in cassa integrazione (non siamo tutti belli e ricchi come quelli delle pubblicità) e anche noi abbiamo le rate della cucina e della macchina ancora da pagare...cose che tu conosci bene, da padre di famiglia che si barcamena con 1 o 2 stipendi.
Però una cosa ci tengo a dirla:"l'argomento è chiuso perchè una sola parte è disposta a discuterne, l'altra ha già deciso per tutti" se fosse cosi il matrimonio (ops, quello è solo per gli etero...come abbiamo detto di chiamarlo? il pincopallino...ecco si, il pincopallino) ci sarebbe già. Forse siete più forti voi liberi cattolici in libero stato. buona giornata (perchè non si dica che i finocchi non sono educati oltre che "sensibili", come ci hai definito)
@ TUTTI!!!
Perché czo devo cercare di dialogare con calma e guanti di velluto con tutti per non correre il rischio di essere accusato di insultare (involontariamente) degli omosessuali e intanto tutti vomitano insulti sul mio essere cattolico!!!!!
@Kan63 semplicemente perchè io, da gay, offro a tutti la possibilità di fare quello che vogliono (ad eccezione di comportamenti su minori) mentre il Vaticano (e quindi i cattolici) agiscono nel parlamento italiano (una nazione diversa) affinchè le persone siano come loro vorrebbero si comportassero nella loro nazione (stato Vaticano) e quindi no unioni omossessuali, no procreazione assistita, si all'otto per mille, si a che i vescovi decidano gli insegnati di religione dello Stato italiano....voi, storicamente lobbysti, decidete sulla mia pelle di cittadino italiano cosa è meglio per me, e se permetti, questo mi fa girare non poco le palle.
Sul tema della procreazione: nessuno vi toglie il merito di procreare figli che contribuiscono alla società; e per le coppie etero sterili? per le coppie che hanno avuto figli e sono morti? ci sono cittadini di serie A che fanno figli (magari un maschio e una femmina che fa tanto pubblicità del mulino bianco) e ci sono coppie di serie B che non fanno figli. E magari nelle coppie di serie A ci sono quelle AAA con un numero di figli maggiore a 4, le coppie etero AA con numero di figli minore di 3... un pò come le valutazioni di Standard & Poor's.
Io non ti nego di essere eterosessuale, sposato con figli; tu non negare a me di amare un uomo.
@ qualunquista gay
1) l'equivalenza "amore" = "compassione" e non ="rispetto" é un po' impropria, se mia moglie la pensasse così la manderei un po' a ... stendere (ma non diverzierei, sa sono cattolico..). Amore é sia compassione che rispetto che molto altro. Il solo rispetto é qualcosa di molto freddo, roba intellettuale nulla a che vedere con il coinvolgimento dell'amore (strano che sia io a spiegarlo a un gay, di solito su questo siete più sensibili!)
2) amerei ancora di più mio figlio perché sarei consapevole delle difficoltà che questa sua situazione gli farà incontrare nella vita (non vivo mica su marte so che la vita per un omosessuale oggi é più difficile che per un eterosessuale e spesso più per i pregiudizi che per le leggi).
Lo amo di più anche quando mi dice che lo insultano perché cattolico (sa capita anche questo in Italia, più di quanto lei immagini!)
3) di mio figlio non mi vergognerei neanche se rubasse, se ami qualcuno lo ami aldilà di tutto e non é certo il giudizio degli altri che ti può mettere in crisi.
4) visite in ospedale, successioni,... siamo d'accordo che si può trovare una soluzione giuridica per rendere quasi equivalenti le due unioni ma resta da discutere il valore sociale di "procreare": é un valore o no? che qualcuno si prenda la briga di fare 3 figli e farli studiare e mantenerli e metterli in condizione nel futuro di contribuire alla società é un valore? e se lo schema naturale é che i figli nascono nelle coppie etero siamo sicuri che dal punto di vista educativo l'adozione per le coppie omosessuali non abbia conseguenze nel tempo? queste non sono questioni di tasse.
È un po' di questi temi che con "rispetto" reciproco bisognerebbe discutere, magari senza insultarsi (ah, io non ho mica scritto, né pensato, che gli omosessuali siano deplorevoli...)
@Fusco
Perché scrive un bell' articolo se ha appena il coraggio di accennare al responsabile, che è la Chiesa cattolica, così forte che nessun partito osa la scomunica, a partire dal PD che ha tradito l' Italia laica?
Dai toni dell'articolo si evince solo una cosa, che chi scrive è sicuramente omosessuale e gay militante, talmente folle che pensa che in realtà siamo tutti gay o bisex e ci fingiamo solo rigorosamente uomini o donne, e non eterosessuali come pretende di apostrofarci. Si chiama tentativo di rivalsa da frustrazione. E noi siamo uomini e donne "normali" ovvero la nostra testa è conforme al nostro organo sessuale. Mentre nella sua follia pensa che i malati siamo noi uomini e donne (non eterosessuali, neologismo inventato dalle lobbies gay e lesbiche, esattamente come la parolaccia, inesistente in campo psicologico e psichiatrico, di omofobia....), che non vogliamo renderci conto ed ammettere di essere gay e siamo limitati nella nostra vita sessuale. Stia tranquillo il giornalista, che noi siamo contentissimi di continuare a fare l'amore con gli organi sessuali che abbiamo e di farlo con una persona che lo ha diverso dal nostro, e non ci stuferemo di certo mai, e continueremo ad usare lo sfintere anale per l'uso consueto per cui è stato creato. Per cui credo che lui sia il primo a doversi sottoporre ad un serio periodo di cure psichiatriche, perchè ciò che dice dimostra chiaramente chè arrivato alla follia pura. Anche perchè leggendolo si ha l'impressione che pensi veramente di dire cose intelligenti e logiche, mentre in realtà dice solo emerite idiozie, da mori dal ridere. Non esiste alcun sesso al di fuori di quello femminile e maschile, e questa non è un'opinione ma un fatto scientifico inconfutabile, il che smantella tutte le sue affermazioni minchionate, a meno che non dimostri quali sono gli organi sessuali diversi da quello femminile e quello maschile. L'omosessualità, maschile o femminile, così come la bisessualità, la pedofilia, lo scambismo, le ninfomani ed i voyeurs o gli erotomani, la zoorastia e la necrofilia, sono devianze psicologiche e perversioni sessuali, depravazioni e gusti sessuali particolari, al limite della malattia psichiatrica. E come tali non rappresentano e non prefigurano categorie riconducibili a specie umane diverse e particolari, ma a semplici condizioni psicologiche particolari. Si godessero tranquillamente le loro perversioni in privato e la smettessero di avanzare diritti assolutamente indebiti. Ed i Boy Scout fanno benissimo a ribadire che un educatore, che ha la responsabilità educativa di giovani, non possa essere un omosessuale, altrimenti rischierebbe di condizionare con la sua devianza sessuale i ragazzi, e tradirebbe la fiducia dei genitori che glieli affidano, che si presuppone siano cattolici e uomini e donne, e come tali non possono di certo prestarsi alla ideologia gay, che è nettamente anticattolica e contronatura. Tra un pò di tempo pretenderanno che venga riscritto il vangelo, eliminando ogni riferimento al sesso dei protagonisti, o che vengano eliminati da esso i chiari riferimenti alla condanna divina contro l'omosessualità, il lesbismo, la prostituzione, la pornografia, la pedofilia, l'infedeltà tra coniugi, l'aborto, l'omicidio ecc. ecc, Credo che ormai i gay si siano talmente convinti di essere così potenti da poter imporre ogni loro capronata come seria. Mentre in realtà è meglio che comincino a rientrare nei ranghi della semplice tolleranza da parte della società, della loro devianza, perchè altrimenti si attireranno addosso la reazione violenta della gente che non ne potrà più della loro invasione in ogni campo sociale ed umano. Matrimonio ed adozioni, saranno possibili solo nelle nazioni ormai condannate all'apostasia e all'immoralità, all'autodistruzione e all'anarchia. Per l'italia, speriamo che continueremo ad evitare queste minchionate contronatura, orripilanti.
Ti dovresti vergognare di essere così incivile razzista e ignorante.
magari sarà vero che il 60 percento degli italiani è a favore dei matrimoni gay...(anche se bsognerebbe sapere a che domanda ha risposto il campione), ma cosa succede se parliamo del secondo passo e cioè delle adozioni ai gay!
Bisogna ricordare sempre che il secondo aspetto non può essere del tutto scollegato dal primo...
e se invece di creare mostri giuridici, si estendessero i diritti?
che ne so: io decido prima chi mi viene a trovare in ospedale...e se non voglio mia mamma e voglio la mia compagna o il compagno o il vicino di casa risolvo il problema!
e far così per tutto! libertà massima per tutti: gay, etero e tutti gli altri, non in quanto categoria, ma in quanto cittadini!
bisognerebbe anche ricordare per onestà che le lobby gay sono fra le maggiori finanziatrici delle campagne elettorli usa...
se l'agenda politica in ogni paese la detta chi paga i manifesti e le cene elettorali, non si può affrontare seriamente questo genere di problematiche e purtroppo neppure le altre!
Diamo delle precisazioni; il sondaggio pubblicato sul Corriere poneva la domanda di matrimoni fra persone dello stesso sesso. Le adozioni sarebbero complementari in caso di matrimonio, esattamente come già avviene in Spagna, Olanda, Svezia, Norvegia, Canada etc etc tutti paesi certamente più avanzati di noi dal punto di vista delle libertà e dei diritti civili.
Obama ha parlato di matrimoni, Romney (Repubblicano, che è un gruppo politico fortmemente conservatore e con forti appoggi da parte di lobby religiose e di estrema destra e ultraconservatori) ha parlato persino di adozioni.
Sul secondo aspetto a cui fai riferimento, il mostro giuridico sarebbero proprio una sequela di norme e leggi varie sparse, che renderebbero soltanto più difficile la loro interpretazione in ambito giudiziario e legale, cosa che farebbe come al solito del nostro paese l'avanguardia della tutela della burocrazia forzata, piuttosto che semplificare il tutto con una legge che riconosca il matrimonio, oppure unioni civili ad esempio.
Per quanto riguarda le lobby, è risaputo che le più potenti lobby mondiali dopo le corporazioni e le multinazionali, sono proprio le lobby religiose, in primis la Chiesa Cattolica, basti pensare all'Italia, dove i lobbysti cattolici sono ben integrati in politica con uomini baciapile del Vaticano in tutti i posti chiave, e nei maggiori partiti, addirittura abbiamo avuto un partito dal dopoguerre apertamente d'ispirazione fortemente cattolico cristiana come la DC. Di lobby gay in realtà non se ne sono mai viste, altrimenti in Italia, così come in USA, ci sarebbero già da molto tempo i matrimoni senza tanti problemi. La Chiesa Cattolica negli USA infatti, ha finanziato con centinaia di milioni di dollari la campagna per l'abolizione dei matrimoni gay approvati qualche anno fa, e ha finanziato nonchè appoggiato apertamente il referendum abrogativo con spot a suon di milioni di dollari.
Perciò si può semmai parlare di lobby religiose fortemente contrarie all'approvazione di politiche civili e democratiche tanto da condizionare fortemente le politiche negli stati occidentali. Questo denota grande coraggio da parte del presidente Obama, che però come Romney hanno capito che i gay votano esattamente come gli altri.
Sono piu' o meno d'accordo nei toni dell'articolo, ma soprattutto ultimamente non mi stanco mai di irritarmi e ribattere quando vedo che viene tirata in mezzo l'Agesci.
Punto 1: e' una associazione cattolica, quindi viste le lungimirantissime posizioni della Chiesa a riguardo, e' difficile che possano in maniera ufficiale appoggiare di avere capi omosessuali nelle proprie staff. Per il semplice motivo che al giorno d'oggi e con la chiesa cattolica di oggi le due cose non sono compatibili, ma la colpa non credo proprio sia dell'Agesci, anzi.
E infatti:
Punto 2: L'Agesci ha mai in qualche modo ufficialmente preso posizione a riguardo? Mi sembra di aver capito di no. Le posizioni riportate sono di due persone che sono all'interno dell'associazione, invitate a un incontro per discutere di omosessualita'. E' un gran bene che prima di tutto domande riguardo alle questioni ce le si ponga, ma c'e' da dire che la scelta dei relatori e' stata quanto mai infelice. Questo non toglie in nessun modo che a fronte di questi due tizi che hanno parlato, se ne si ha voglia, si puo' andare a cercare il restante 99,99% dei membri dell'associazione e chiedere il loro di parere. Garantisco, si trovera' una pluralita' di visioni e un'apertura mentale ben diverse da quelle riportate negli ultimi giorni.
Chiudo dicendo, con rammarico, che ogni volta che si parla di scout nella stampa o negli organi di informazione, e' esclusivamente per parlarne male. Conoscendo personalmente quanto a ragazzi vent/trentenni costi organizzare attivita' formative per i piu' giovani a titolo completamente gratuito, la cosa e' sinceramente deludente.
Ha ragione: non ne usciremo mai.
Ho tre figli scout (qualcuno lo è stato, qualcuno lo è ancora), non AGESCI, ma non cambia molto.
Forse non sono nè abbastanza "edotto" nè abbastanza "non atrezzato" ma penso che continuerò a farli partecipare a questa esperienza che ritengo altamente educativa, come poche altre.
Ho letto INTERAMENTE e con interesse la relazione di padre Compagnoni e mi sono detto subito che nonostante la grande delicatezza con cui ha toccato il delicatissimo tema ci sarebbero state delle grane e infatti...
Il problema è che il tema dell'omossesualità è un tema chiuso, sui cui non si può riflettere, o si accetta tutto il pacchetto (matrimoni, adozioni, probabilmente in futuro le quote nei consigli di amministrazione e così via) senza discutere oppure si è gretti omofobi.
Aprire una discussione un po' seria sul tema sull'istinto, sulla naturalità, sulla libertà, sul significato della parola famiglia, sul suo ruolo sociale sulla natalità e così via è impossibile, semplicemente impossibile.
E chi ci smena? Gli omosessuali ovvio che sono ricacciati nel limbo del o tutto o niente.
Da chi?
Sono cattolico, non s'era capito?, e se mio figlio (quello che ho davanti mentre scrivo) mi dicesse di essere omosessuale lo amerei più di prima, ma sarei dispiaciuto, cercheri di parlarci, di capire, non lo forzerei mai a essere quello che non è, ma sicuramente lo spingerei a cercare di capire fino in fondo quello che è, e se per fare questo dovessi passare da uno psicologo, o da un amico più "edotto" di me perchè non farlo? Io non amo gli psicologi ma se uno va da uno psicologo è per forza un deviato?
Comunque mi spiace per i miei amici omosessuali ma la strada è ancora lunga finchè l'unico modo di aprire il dialogo è quello di chiuderlo.
@Kan63 "se mio figlio (quello che ho davanti mentre scrivo) mi dicesse di essere omosessuale lo amerei più di prima", perchè? penso che più amore dovrebbe essere dedicato ad un figlio tossicodipendente o deliquente non ad un omossessuale. Quello di cui avrebbe bisogno è rispetto e non compassione, sapere che non è con chi va al letto che offre lo spessore delle sue qualità, dirgli che la vita è difficile per lui omossessuale come per tutti gli altri. Io non chiderei mai ad un figlio eterosessuale "come mai sei eterossessuale? cosa posso fare io per farti cambiare idea? andiamo da uno psicologo che magari ti aiuta", non lo farei MAI! perchè dovrebbe farlo con un figlio gay? hai paura che poi i tuoi colleghi di lavoro possano prenderti in giro? ti vergogneresti di quel figlio che non ti darà nipotini? che non porterà a casa fidanzate? E poi "Il problema è che il tema dell'omossesualità è un tema chiuso, sui cui non si può riflettere, o si accetta tutto il pacchetto (matrimoni, adozioni, probabilmente in futuro le quote nei consigli di amministrazione e così via) senza discutere oppure si è gretti omofobi" qui non siamo in banca dove ti offro un pacchetto ed è prendere o lasciare; a me gay non interessano quote nei consigli di amministrazione ne adozioni, mi interessa avere lo stesso rispetto che si riserva alle persone delle mie stesse qualità, ne più ne meno, sapere che se dovessi andare in ospedale potrà esserci il mio compagno ad assistermi, sapere che per fargli ereditare le 4 cose che ho non devo spendere più soldi dal notaio rispetto ad un eterossessuale. Una ultima cosa per il matrimonio, facciamo cosi: per voi bravi cattolici eterossessuali l'unione di due persone lo chiamiamo "matrimonio" (uomo+donna), per i deplorevoli omossessuali maschi lo chiamiamo "pincopallino" (maschio+maschio) e per le deplorevoli omossessuali donna "ginkobiloba"(femmina+femmina)...chiamatelo come volete ma riconoscete a tutte le persone di avere gli stessi diritti che hanno di fronte alla legge come quando pagano le tasse.
Beh, la Chiesa cattolica ritiene che il fenomeno dell'omosessualità sia un fenomeno che - a vari livelli e con varie sfaccettature anche all'interno della Chiesa stessa - è da considerarsi negativo. Non è un prendersela con l'omosessuale, ma è un giudizio sul fenomeno. E il motivo è chiaro: l'omosessuale non adempie al compito che - sempre secondo la Chiesa - ognuno di noi ha: procreare ed educare i figli secondo l'insegnamento di Cristo.
Ora ognuno può avere l'idea che vuole su questa impostazione. Ma, sapendo che si parte da questo presupposto, mi pare un po' difficile sorprendersi del fatto che un padre cattolico non voglia che a capo di una comunità cattolica come gli scout ci possa essere un omosessuale. Ancor meno sorprendente se si pensa che questo capo ha a che fare con dei ragazzi.
Insomma, che la Chiesa non voglia come modello educativo dei suoi ragazzi un omosessuale, non mi stupisce.
Concordo con i toni dell'articolo, sono disgustato dall'ignoranza della nostra politica e delle nostre istituzioni per quanto riguarda i diritti civili nel nostro paese. Gli italiani per quasi il 60% sono a favore delle unioni omosessuali, sarebbe ora che il paese si svegliasse e si accomunasse a grandi paesi democratici e civili, piuttosto che rimanre schiavo ancora di dictat clericali che ci lega più ad ideologie iraniane, e la politica ha l'occasione giusta nascondendosi dietro al governo Monti, come sta già facendo negli ultimi mesi, almeno stavolta lo farebbe per una buona causa.
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