Reportage

Il grido dell’Atlantide italiana: “Il colpevole esiste”

Matteo Muzio
Da una città rovinata dall’alluvione, le prime voci dopo il nubifragio e l’esondazione dei torr
Foto della stazione Brignole. Da Flickr, Max Lucotti

Genova. Il giorno dopo l’alluvione, il tempo non è migliorato. Ma la situazione sì. La pioggia ha continuato a cadere con regolarità anche nella giornata di sabato. Il peggio era accaduto chiaramente il giorno prima. A causa di due torrentelli imbrigliati invano negli anni precedenti.

Il primo a esondare, verso le undici e mezza del mattino è stato il Carrega, piccolo affluente del Bisagno con conseguente allagamento di piazza Adriatico, zona popolare situata al di sotto del livello del Bisagno, il torrente che attraversa la parte orientale di Genova quasi in parallelo con l’altro fiume ponentino, il Polcevera, per il momento rimasto tranquillo. Poi il turno del Ferregiano, nella zona di Quezzi, alle dodici circa, con la morte della prima vittima. Il resto, con il bilancio pesantissimo di sei vittime, lo abbiamo saputo già dai telegiornali.

Da Flickr, foto di Max Lucotti

Chi c’era però non se lo dimenticherà facilmente. Andrea Brunelli, avvocato, lavora nelle vicinanze di via XX settembre, zona centralissima e commerciale: «Verso le 12 e 30, in studio è mancata la corrente elettrica. Fatto insolito, ma lì per lì non ci è sembrato niente di grave. Andiamo a pranzo e a un certo punto sentiamo urla di molte persone e delle macchine che salgono contromano». Andrea corre a vedere cosa succede: «L’acqua era arrivata quasi a metà della via (Via XX settembre, come quasi tutte le vie di Genova, è in salita ndc) e la gente correva per mettersi in salvo più in alto possibile. C’era un camion fermo in mezzo alla via e qualcuno è salito sopra il cassone per evitare la furia dell’acqua». Andrea, pur essendo al di sotto dei trent’anni, dice che questa situazione non ha precedenti: «Un collega più anziano ci ricordava che nel 1970 l’acqua non era arrivata tanto in alto». Più sotto, tutta la zona della stazione Brignole era completamente allagata.

Da Flickr: foto di Max Lucotti

Francesco, archeologo, passava di lì in motorino: «Scendevo da via Serra e ho trovato le vie allagate, tanto che in certi punti arrivava l’acqua fino alle cosce. Sono riuscito a passare ai lati, dove c’era un po’ meno acqua». Anche in Val Bisagno, lato occidentale, ci sono stati allagamenti, ma tutto è andato bene. Giorgio, pensionato, dice come ha fatto ad evitare il peggio: «Verso l’una, quando ho visto che l’acqua arrivava dalle saracinesche dei garage, mi sono messo una cerata e degli stivali e sono sceso giù con un bastone uncinato per aprire i tombini. Non è stato difficile ma se non l’avessi fatto qualcuno avrebbe avuto perlomeno dei danni».

Dall’altra parte invece, in piazza Adriatico, le pompe continuano a funzionare. Ieri sembrava una versione distorta di Venezia, con le case immerse fino al primo piano in una laguna di fango e detriti. Il circolo Arci, dove il sottoscritto andò a votare a tutte le primarie del Pd avvenute in passato, anche quello sott’acqua, vicino a una scaletta oberata di rifiuti organici. Calma spettrale mentre rimane sui muri un’inquietante striscia nera al primo piano delle case, dove l’acqua arrivò nel momento clou, le 13 della giornata di ieri.

Da Flickr: foto di Fabrizio Ghini

Ma adesso si possono fare, passato il primo momento di apprensione, anche alcune analisi. Per Francesco Gastaldi, docente di urbanistica all’università IUAV di Venezia, genovese, l’alluvione ha cause molteplici: «La prima è senza dubbio la speculazione edilizia degli anni ’60, che portò a costruire in zone ad alto rischio, come la collina di Quezzi, in secondo luogo la mancata pulizia dei torrenti e infine la scarsa manutenzione urbana, con tombini tappati e cedimenti del terreno stradale. I cambiamenti climatici centrano relativamente e l’evento comunque è stato sicuramente eccezionale».

La questione del Ferregiano comunque è vecchia, già nel 1993 i lavori per lo scolmatore che avrebbe dovuto portarlo a sfociare a valle vennero interrotti dall’arresto di due ex assessori comunali socialisti coinvolti da Tangentopoli. Il 29 di quest’anno, il presidente della regione Liguria Claudio Burlando aveva dichiarato che i lavori per la messa in sicurezza del torrente erano «terminati« con tanto di piccola cerimonia .

A tutt’oggi la questione scuote il centrosinistra ligure. Il sindaco Marta Vincenzi è stato pesantemente contestato dagli abitanti della zona alluvionata, con tanto di calci alla sua macchina. Ma anche la sua principale avversaria alle primarie, Roberta Pinotti, non era molto presente: si trova a New York, per partecipare alla maratona.  

: alluvione / genova / marta vincenzi

Comments

Emilio  Odescalchi's picture
Inviato da: Emilio Odescalchi
6 November 2011 - 13:03

Mi spiace per gli amici Genovesi. Onore e cordoglio per le vittime. La colpa sarà di nessuno. Gli Insipienti arrivati alle cariche pubbliche restano tali.
La responsabilità è come una palla lanciata tra le foche del circo: ci giocano, la fanno volare tra loro, la palla rimbalza, rimpalla per tante volte poi una foca distratta o senza pesce premio, la lancia fuori dalla pista, con la palla volano via colpe e responsabilità. Gli addestratori, Burlando e Vincenzi, riceveranno ancora gli applausi del pubblico?
Auguri ai Genovesi.

paracarro's picture
Inviato da: paracarro
6 November 2011 - 11:28

Beh, che strano, perlomeno non è Berlusca ....... invece si legge che la cosa arriva dagli anni sessanta, quando dominava la turboculturacattolica che piace a Ferrara e alla Cei e al '93, con i mozzorecchi in azione (che poi la cultura è quella ... peccato, peccato, peccato ....hai peccato ....)

La stessa turbocultura dei debiti scaricati su quelli che arrivano dopo (in questo caso sotto forma di danni da riparare a costi altissimi) della Banca d'italia comandata dal turbocattolico Fazio (Argentina, Parmalat, Cirio, Furbetti ... derivati comprati dalle amministrazioni pubbliche senza la minima vigilanza)

Il problema più grosso è che adesso VORREBBERO RIMETTERE IN MANO TUTTO A QUESTI QUA!!!!

paolo della sala's picture
Inviato da: paolo della sala
6 November 2011 - 03:00

L'ambiente non va "salvaguardato" come fa l'ambientalismo da salotto. Per esempio nelle Cinque terre si vieta di rimuovere gli alberi seccati, i rami caduti etc., perché devono "restare a disfarsi sul posto". Bravi, però prima soffocano le nuove piante, e poi alla prima pioggia vengono giù sulle case...
La manutenzione si faceva nella mia città nel Tigullio fino al 1950, quando i ragazzini delle scuole medie, prima di andare a scuola, d'inverno se ne andavano nel bosco a prendere la legna da mettere nella stufa di classe... E andavano nel bosco anche i loro genitori, ovviamente. Oggi i bambini milanesi che vengono qui in vacanza e i loro genitori passano davanti all'ultimo alimentari rimasto nel centro storico, guardano una cassetta di FAVE e chiedono "Che roba è?" (m’è successo di sentire ciò). Quelli indigeni, invece di andare nei boschi a giocare (non dico a prendere la legna), giocano da soli alla play station o vanno come i coetanei milanesi a fare il corso di cinese (con istruttore adulto); poi il corso sui panda del Belucistan (a scuola); poi vanno al corso di calcio (con un allenatore che li hitlerizza, mentre i loro genitori se ne stanno sugli spalti ad eccitarsi per le prodezze del pargolo)...
Il disastro della civilizzazione italiana attuale si chiama fine dell'autoapprendimento. E dire che a parole tutti lodano Socrate (color che sanno chi questi era). Se non c'è gioco libero, non c'è autoapprendimento. Se non c'è autoapprendimento non c'è apprendimento, c'è imbecillimento. Ed è per questo che poi gli amministratori fanno un sacco di convegni sul "territorio", l'ambiente, le cimici delle lor nonne, ma poi non sanno che pesci pigliare e non fanno nulla, salvo coprire con cemento tutti i rivi d'acqua libera (così come vietano ai ragazzi i cortili dove giocare liberi), e salvo fare i nuovi box, per prendere voti invece di pesci. Fine della filippica.

VEDI anche: http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2011/11/causa-delle-alluvioni-di-...

P.S.
Nella prevenzione ci vuole intelligenza. Si deve per esempio mixare l'informazione che arriva dai satelliti col buon senso: vanno bene i meteorologi laureati, ma insieme alla pratica.
I pescatori mi hanno insegnato che quando il fronte nuvoloso va da sudest verso ponente (con venti di scirocco e libeccio), come è avvenuto oggi, le piogge si scaricano SEMPRE sulla costa compresa tra Rapallo, Genova e il Ponente ligure.
Quando invece il fronte nuvoloso proviene direttamente dal ponente verso levante, i nubifragi colpiscono la zona compresa tra Sestri Levante e la Versilia, com'è avvenuto nel caso delle alluvioni che hanno colpito le Cinque Terre, la Val di Vara e la Lunigiana.

Massimo  Sorci's picture
Inviato da: Massimo Sorci
5 November 2011 - 23:55

cmq Cofferati, pur non correndo la maratona, ha detto la sua per conto terzi
http://attentialcane.ilcannocchiale.it/2011/11/05/canidi_diversi.html

io la mia - ma è una cosa assolutamente anema e core - l'ho detta qui
http://www.linkiesta.it/blogs/attentialcane/tirare-la-catena

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
5 November 2011 - 21:35

Non e' chiaro pero' chi sia il responsabile che annunciate

Osservatore Romano's picture
Inviato da: Osservatore Romano
5 November 2011 - 21:29

Governo ladro, piove. Si sa da sempre.

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