Reportage

Ecco la povertà dei tedeschi che la Merkel vuole nascondere

In Germania il 10% della popolazione possedeva nel 2008 il 53% della ricchezza nazionale, mentre dieci anni prima la percentuale era solo del 45 per cento. Una tendenza che è peggiorata. Il governo è stato perfino accusato di aver truccato i dati sulla povertà. Linkiesta è andata a vedere come vivono i tedeschi poveri 

Foto Afp

BERLINO - Nancy Kett, diciannove anni, indossa una maglietta azzurra che le lascia scoperte le spalle. Ha i capelli raccolti in una treccia bionda e voluminosa e tra le braccia regge sua figlia di undici mesi che sgrana gli occhi. È questa l'immagine che accoglie il visitatore una volta varcata l'entrata di uno degli edifici-alveare dell'epoca socialista di Marzahn, quartiere problematico alla periferia di Berlino. Fuori, i calcinacci si staccano dall'imponente facciata sotto la pioggia incessante. Dentro, un gruppo di donne cerca disperatamente di uscire dalla povertà, in uno dei paesi più ricchi d'Europa.

Kett è una delle 14 madri che hanno aderito al progetto «Jule», un'iniziativa nata quest'anno nel quartiere per risolvere una delle piaghe sociali che lo soffocano. Nel distretto di Marzahn-Hellersdorf, che conta 250mila abitanti, il 50% dei neonati vive con un solo genitore, per lo più disoccupato; nel 98% dei casi si tratta della madre. A Jule viene offerta assistenza alle giovani madri (da 17 a 25 anni sono le attuali adesioni): concretamente si tratta di un tetto e la possibilità di portare a termine una formazione professionale e inserirsi nella società una volta trovato un lavoro.

Lo scorso autunno migliaia di persone in tutto il paese hanno protestato chiedendo maggiore uguaglianza sociale. A otto mesi dalle elezioni federali, il tema sembra scuotere gli animi dei tedeschi molto più della crisi economica e finanziaria che fa tremare l'Europa intera. Ad aumentare il malcontento è poi intervenuta una vicenda scomoda: a fine novembre la stampa tedesca ha svelato che il Governo aveva grossolanamente truccato la versione definitiva dello «Studio sulla ricchezza e la povertà», una pubblicazione ricorrente del ministero del Lavoro. La prima bozza del documento denunciava senza mezzi termini i «rischi sociali» di una «ricchezza privata ripartita in modo iniquo», all'interno di una situazione in cui i salari alti continuano a crescere mentre quelli bassi si abbassano. Tutti questi dettagli sono scomparsi nella versione definitiva, secondo una procedura definita come «prassi» dal portavoce della cancelliera Ángela Merkel.

Stando ai dati contenuti nel documento, il 10% della popolazione tedesca possedeva nel 2008 il 53% del ricchezza nazionale netta, mentre dieci anni prima la percentuale era solo del 45 per cento. La metà dei tedeschi possiede invece appena l’1% del patrimonio nazionale. La ricerca evidenzia che tra il 2007 e il 2012 il patrimonio complessivo dei tedeschi è cresciuto di 1.400 miliardi di euro, ma dietro questa cifra si nasconde «una ripartizione molto disuguale». Particolarmente sbilanciata risulta essere l'evoluzione dei salari: mentre per quelli più alti si è riscontrata «una tendenza positiva di crescita», per il 40% dei tedeschi al netto dell’inflazione si è constatato un arretramento. «Una tendenza del genere dei redditi è contraria al senso di giustizia sociale della popolazione», secondo quanto denunciava la bozza originale dello studio.

Per capire il significato di questi numeri basta viaggiare quindici minuti a est della torre di Alexanderplatz e addentrarsi in un bosco di Plattenbau (gli edifici a moduli prefabbricati tipici dell'architettura sovietica). Marina Bekábi, una signora robusta dall'espressione simpatica, è la direttrice del progetto Jule. «Uno dei problemi principali dei giovani genitori che si rivolgono a noi è quello dei debiti», assicura, «ovviamente ci sono poi le situazioni di conflitto tra la coppia e le famiglie». «La nostra forza è la vicinanza al problema. Ci mettiamo a disposizione tutto il giorno anche nelle vacanze per offrire assistenza ai problemi individuali», spiega, «la nostra funzione è quella di accompagnare le madri nella soluzione delle loro difficoltà. Se si tratta di debiti, per esempio, le accompagniamo dal consulente, ecc». Quattro stanze comuni con una sala riunioni, uno spazio per i giochi e una cucina sono la base su cui coloro che aderiscono all'iniziativa cercano insieme di aiutarsi per offrire ai propri figli un futuro migliore.

Il sindaco del quartiere, Stefan Komoß, un socialdemocratico appassionato intento a migliorare la reputazione della zona e a rilanciarla come polo industriale e addirittura attrazione turistica, può vantare alcuni buoni risultati per esempio nella lotta contro i crimini dell'estremismo di destra. Dal palazzo municipale, in un edificio nuovo nel cuore di Hellersdorf, su una piazza su cui si affacciano due centri commerciali e una scuola, passa in rassegna alcuni risultati positivi prima di riconoscere l'emergenza sociale: la disoccupazione giovanile è del 17%, sarebbe a dire peggiore della media della capitale, che è già maglia nera dell'intero paese. All'incirca 20mila persone sono iscritte all'ufficio di collocamento e il 60% dei bambini nascono in famiglie che vivono del sussidio «Hartz IV».

Foto Afp

Hartz IV (dal suo ideatore Peter Hartz) è il nome del sussidio di disoccupazione che viene assegnato in Germania dal 2005 indistintamente a chi ha appena perso il lavoro come a chi non lo ha mai avuto. Secondo i critici, ha creato fasce di popolazione marginate, dove spesso si rende difficile il reinserimento nel mercato del lavoro. Il problema si ripercuote in particolare sulle famiglie dei disoccupati cronici, dove, secondo quanto denunciano gli assistenti sociali, i figli hanno poche alternative a quella di seguire lo stesso sentiero.

È questa la situazione della maggior parte dei genitori che si rivolgono alla associazione «Die Arche», una organizzazione non governativa per l'assistenza ai bambini in difficoltà che da alcuni anni a questa parte ha scelto di slegarsi dai finanziamenti pubblici per finanziarsi unicamente con le donazioni private. «Die Arche» ha sedi in tutta la Germania, ma uno dei suoi centri storici sorge non a caso a Hellersdorf.

È un venerdì pomeriggio di un fine settimana di ponte, e nell'edificio dell'antica scuola si svolgono attività senza sosta. Dal primo piano, in cui tre educatrici si occupano di bambini di meno di un anno, fino al pian terreno, dove alcuni adolescenti giocano a dardi e biliardo in una sala ricreativa.

«Il 99% dei bambini e ragazzi che frequentano questa struttura sono tedeschi con radici tedesche, solo l' 1% vengono da famiglie con origini di immigrazione. I problemi che abbiamo qui sono identici a quelli di quartieri con un'alta presenza di immigrati come Neukölln», spiega Wolfgang Büscher, responsabile della comunicazione e della raccolta fondi per l'organizzazione, mentre un ragazzino di 11 anni di nome Kevin lo segue imitandolo per i corridoi tetri dell'edificio.

Sono più di 600 i minori che frequentano questa struttura anche se non tutti con la stessa regolarità. «La tipica madre che si rivolge a noi è una madre sola con più figli, spesso da padri distinti e che non sono presenti», spiega Büscher. L'associazione è stata coautrice di un recente studio sull'analfabetismo tra i giovani in Germania, il cui risultato scioccante è che «tra il 22 e il 25% dei bambini con meno di 15 anni nel paese sono analfabeti», un dato che ha a che vedere in particolare, secondo l'esperto, con il fatto che la natalità rimane più alta negli strati più bassi della popolazione. «È necessario affrontare meglio questo tema perché stiamo perdendo in Germania più di una generazione».

Sono problemi, secondo quanto insiste Büscher, che si tramandano tra le generazioni, per lo più molto vicine tra loro. Se si chiede a i ragazzini che frequentano la struttura cosa vogliono fare da grandi, la prima risposta è «il concorrente di Popstar (programma tipo X-Factor)», la seconda è «Hartz IV, come la mamma». Mentre un ragazzino esce dalla sala-giochi con un bambino per mano, Bücher passa a denunciare il comportamento sessuale della generazione perduta di Berlino: «Molti dei bambini che vengono qui hanno i loro primi rapporti sessuali a otto nove anni. La normalità è undici-dodici anni. Questo si deve alla 'ipersessualizzazione' della loro realtà domestica, dovuta, tra le altre cose, l'alto consumo di materiale pornografico tra i genitori».

Situazioni come quella di Marzahn-Hellersdorf convivono in Germania con l'economia più solida d'Europa e un modello welfare invidiato all'estero. È l'altra faccia del modello di successo tedesco, e il tema su cui si giocheranno le prossime elezioni. I Socialdemocratici dell'Spd hanno già presentato un modello «per maggiore uguaglianza sociale» che sarà un punto fondamentale del programma elettorale. Una delle denunce più efferate contro questa situazione era però partita dalla ministra del Lavoro, la conservatrice Ursula Von der Leyen, salvo poi essere messa a tacere dai piani alti del governo di centro destra tedesco.

Foto Afp
 

argomenti: Esteri / Paesi europei / Europa

Comments

Polnizer's picture
Inviato da: Polnizer
17 Giugno 2013 - 19:16

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Inviato da: Noel
15 January 2013 - 18:35

Ma però ore la cose in Germania stanno migliorando. Da qualche settimana è stato abolito il pagamento di 10 Euro a trimestre A PERSONA per avere diritto all'assistenza di un medico di base.
Poi lo stipendio mensile Harz IV di 400 Euro per 172 ore è stato portato a 450 Euro!

jean's picture
Inviato da: jean
12 January 2013 - 21:31

Ma perche' sti cretini dei tedeschi rivogliono la Merkel??
Lo schiavo sosterra' sempre il suo padrone...

gattaccio's picture
Inviato da: gattaccio
12 January 2013 - 21:07

In tutto il mondo c'è la povertà e la concentrazione progressiva della ricchezza. I dati hanno senso se sono paragonabili: quali stati sviluppati se la cavano meglio? Quelli dove emigrano a frotte i tedeschi, credo, cioè quali? Non illudiamoci di migliorare la nostra situazione gongolando delle altrui difficoltà.

Roberto's picture
Inviato da: Roberto
11 January 2013 - 18:00

Non capisco, si afferma che tra il 22 e il 25% dei bambini con meno di 15 anni nel paese sono analfabeti; ovviamente ciò non riguarda l'intera popolazione di quella fascia d'età ma solamente un certo gruppo che non viene definito adeguatamente. L'articolo vorrebbe dimostrare che c'è una speraquazione enorme nel popolo tedesco ma riesce solamente a misurare la scarsa mobilità sociale ed il fallimento dell' attuazione dei sussidi Hartz IV. Il fatto stesso che gli immigrati sono praticamente assenti nel centro citato dimostra che ci sono persone che non sanno, possono o vogliono uscire dalla loro situazione. Persone che si sono adagiate nel comodo aiuto della società rinunciando a darsi da fare per uscire dalla situazione in cui si sono trovati per le più varie ragioni. Stranamente la maggior parte degli immigrati riescono dove questi nativi hanno fallito. Temo che questo dimostri l'inutilità del cosiddetto reddito di cittadinanza applicato senza controllo e senza obbligo di frequenza a corsi di orientamento e supporto per l'inserimento nel mercato del lavoro. Proverbio cinese: dai un pesce ad un affamato e lo sfamerai per un giorno, insegnali a pescare e lo sfamerai tutta la vita.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
11 January 2013 - 14:35

Io ci vivo da 42 anni in Germania e concordo con Mauro. Altri problemi in Germania è l'approccio alla sessualità, troppi illegittimi in giro che causano problemi oggi e in futuro. Il tedesco medio non è più come una volta, cioè: adempimento di dovere e diligenza, anche poi il fatto che lo stato sussidia molti dalla culla alla fossa nel minimo possibile. Tutto ciò qualcuno lo deve pagare, non certamente i ricchi perchè lo stato ne ha bisogno di loro.
Vi saluto,
Daniele

Nele B.'s picture
Inviato da: Nele B.
11 January 2013 - 14:34

L'articolo dice il vero. Anzi, come dicono Fabriziosibilla e Mauro, è fin troppo positivo.

Io vivo a Colonia, da 8 anni. Le situazioni di povertà forse qui sono un po' meno diffuse che a Berlino, ma anche qui la povertà cresce, la disuguaglianza anche e le speranze di riscatto diminuiscono ogni giorno.
La scuola non favorisce la mobilità sociale perché il ruolo delle famiglie di origine e del titolo di studio dei genitori è determinante nella scelta del percorso scolastico di un bambino (la motivazione ufficiale è che genitori senza un titolo di studio non possono seguire bene il percorso scolastico dei loro figli e aiutarli a superare le difficoltà). Per questo un figlio di "accademici" come li chiamano qui (Akademiker significa laureati) andrà al ginnasio, farà la maturità e potrà accedere all'università se lo vorrà, anche se non è brillantissimo. Mentre un bambino sveglio, ma figlio di operai o Hartz IV senza titolo di studio probabilmente verrà mandato all'istituto tecnico o alla scuola professionale, che non portano a conseguire la maturità e quindi precludono l'accesso all'università (a meno di conseguire la maturità separatamente).
Molte aziende licenziano. I contratti sono sempre più precari. I contributi tutti a carico dei lavoratori. Non c'è un sistema sanitario nazionale, quindi chi ha un contratto precario è obbligato a pagarsi (da solo) un'assicurazione sanitaria che presuppone che una donna di 30-40 anni con lavoro precario guadagni almeno 2272 euro al mese (ufficialmente la quota mensile è il 14% dello stipendio, ma la quota minima per una donna in età fertile è di almeno 318 euro altrimenti -ti dicono- chi te lo fa fare di lavorare in proprio?!? ...Mah, non so, magari il fatto che non ho trovato un lavoro con un contratto?!?).
Chi perde il lavoro difficilmente lo ritrova. L'arbeitsagentur più che aiutare nella ricerca di un nuovo lavoro, ti mette i bastoni tra le ruote, perché questi lavori precari sono l'unica cosa che si trova, e se si accetta uno di questi incarichi si rischia di perdere il diritto al sussidio, anche se i datori di lavoro magari ti pagano dopo mesi.
L'unico modo per ottenere un buon posto di lavoro è avere delle buone conoscenze. Quelle contano di più di titoli di studio, esperienza, merito, risultati...
E di fronte a tutte queste cose il governo chiude gli occhi, volta la testa dall'altra parte o la mette sotto la sabbia, non saprei.
Il giorno in cui si scoperchieranno i pentoloni anche qui verrà fuori tanto di quel marcio...

Nele B.'s picture
Inviato da: Nele B.
11 January 2013 - 13:12

L'articolo dice il vero. Anzi, come dicono Fabriziosibilla e Mauro, è fin troppo positivo.

Io vivo a Colonia, da 8 anni. Le situazioni di povertà forse qui sono un po' meno diffuse che a Berlino, ma anche qui la povertà cresce, la disuguaglianza anche e le speranze di riscatto diminuiscono ogni giorno.
La scuola non favorisce la mobilità sociale perché il ruolo delle famiglie di origine e del titolo di studio dei genitori è determinante nella scelta del percorso scolastico di un bambino (la motivazione ufficiale è che genitori senza un titolo di studio non possono seguire bene il percorso scolastico dei loro figli e aiutarli a superare le difficoltà). Per questo un figlio di "accademici" come li chiamano qui (Akademiker significa laureati) andrà al ginnasio, farà la maturità e potrà accedere all'università se lo vorrà, anche se non è brillantissimo. Mentre un bambino sveglio, ma figlio di operai o Hartz IV senza titolo di studio probabilmente verrà mandato all'istituto tecnico o alla scuola professionale, che non portano a conseguire la maturità e quindi precludono l'accesso all'università (a meno di conseguire la maturità separatamente).
Molte aziende licenziano. I contratti sono sempre più precari. I contributi tutti a carico dei lavoratori. Non c'è un sistema sanitario nazionale, quindi chi ha un contratto precario è obbligato a pagarsi (da solo) un'assicurazione sanitaria che presuppone che una donna di 30-40 anni con lavoro precario guadagni almeno 2272 euro al mese (ufficialmente la quota mensile è il 14% dello stipendio, ma la quota minima per una donna in età fertile è di almeno 318 euro altrimenti -ti dicono- chi te lo fa fare di lavorare in proprio?!? ...Mah, non so, magari il fatto che non ho trovato un lavoro con un contratto?!?).
Chi perde il lavoro difficilmente lo ritrova. L'arbeitsagentur più che aiutare nella ricerca di un nuovo lavoro, ti mette i bastoni tra le ruote, perché questi lavori precari sono l'unica cosa che si trova, e se si accetta uno di questi incarichi si rischia di perdere il diritto al sussidio, anche se i datori di lavoro magari ti pagano dopo mesi.
L'unico modo per ottenere un buon posto di lavoro è avere delle buone conoscenze. Quelle contano di più di titoli di studio, esperienza, merito, risultati...
E di fronte a tutte queste cose il governo chiude gli occhi, volta la testa dall'altra parte o la mette sotto la sabbia, non saprei.
Il giorno in cui si scoperchieranno i pentoloni anche qui verrà fuori tanto di quel marcio...

EnricoEnriquo's picture
Inviato da: EnricoEnriquo
11 January 2013 - 12:21

Sinceramente mi sembra un articolo tendenzioso. Il titolo che attacca la Merkel non sarà responsabilità dell' autore, ma il citare i dati sulla disuguaglianza e non quelli sulla povertà a che pro?
I soliti casi individuali messi là...
Sicuramente in Germania c' è povertà. Soprattutto, ma non solo ad Est. Sarà anche in crescita, forse più grave che non da noi..insomma un' analisi più seria non avrebbe guastato.

ndr60's picture
Inviato da: ndr60
11 January 2013 - 11:31

Ennesima dimostrazione che questa UE, lungi dall'essere "Europa dei popoli" è in realtà una cleptocrazia di Robin Hood all'incontrario...

fabriziosibilla's picture
Inviato da: fabriziosibilla
11 January 2013 - 00:31

Vivo in Germania dal 2004 e posso solo confermare l´articolo.

Si sta arrivando in un paese da una tradizione di una "societá pari" ad una "societá dispari" e non mi piace.
Credo abbia davvero ragione JC Juncker con la sua uscita sul salario minimo per evitare la "povertá anche se si lavora" che é un fenomeno comune a tutta l EU.

Mauro's picture
Inviato da: Mauro
11 January 2013 - 00:16

Io in Germania ci vivo e ci lavoro e sinceramente questo articolo è utilissimo e corretto, ma in realtà ottimistico. La realtà è peggiore.
La ricchezza globale della Germania sta crescendo, ma si sta concentrando in poche mani. Le percentuali che presentate sono sì indicative, ma (non per colpa vostra) un pochino "abbellite".
E fino a che partiti come la FDP e la CSU (per chi conosce la politica tedesca: parlo solo e unicamente della CSU, la CDU - per quanto partito "fratello" della CSU - ha in realtà ben altre posizioni su questi temi) avranno peso in parlamento... la ricchezza globale del paese potrà sì forse continuare a crescere, ma il numero di chi non avrà da mangiare crescerà a sua volta.
Saluti,
Mauro.

FabioDe Martini's picture
Inviato da: FabioDe Martini
10 January 2013 - 22:07

Se anche in Germania si truccano dati per tenere buono il popolo bisogna proprio dire che l'Euro e' un completo fallimento.
Comunque che l'euro servisse solo apagare degli stipendi ad alcuni professori io lo aevo capito subito.

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