Infografica

Quanto stavano meglio i giovani degli anni Novanta

Ilaria Sesana Infografica di

Negli anni ’90 i giovani ascoltavano Nevermind, e non era un caso. Solo vent’anni fa la vita era più facile, i posti di lavoro raggiungibii e stabili, la carriera possibile. Nevermind, appunto. Ora le cose sono cambiate. Il paese è in crisi e non cresce e a pagare il prezzo più alto sono i ragazzi tra i 20 e i 30 anni. «La situazione degli esodati è grave, ma quella dei giovani è ancora peggio», spiega Antonio Schizzerotto, professore di sociologia all’Università di Trento. Meno soldi e meno possibilità. Resta solo la vecchia musica.

Nel 1991 veniva pubblicato “Nevermind”, album capolavoro dei Nirvana. Nelle radio impazzavano Pearl Jam, Smashing Pumpkins e Dire Straits. Mentre chi ha vent'anni, oggi, deve accontentarsi di Justin Bieber e Lady Gaga. Non c'è che dire: i ragazzi degli anni Novanta se la passavano decisamente meglio rispetto ai loro coetanei degli anni Duemila. E non solo da un punto di vista musicale.

Chi oggi ha un'età compresa tra i 20 e i 30 anni deve fare i conti con lavoro precario, remunerazioni più basse, tassi di disoccupazione più alti. Elementi che rendono più difficile costruirsi una famiglia e programmare una vita “adulta”.

Prendiamo, ad esempio, le buste paga: nel 1991 lo stipendio medio di un giovane di età compresa tra i 20 e i 30 anni era di 13mila euro. Nel 2010 è scesa a 10mila. Lo stesso vale per il tasso di occupazione passato dal 54% fra i 20-30enni nel 2002 al 41% nel 2011.

Il lavoro (quando c'è) è sempre più precario e frammentato. «Negli anni 70 la disoccupazione giovanile era molto alta, ma quando i giovani iniziavano un percorso lavorativo si andava in crescita: miglioravano i salari e aumentava la stabilità. Dagli anni 90 in poi la ripresa dell'occupazione è stata favorita attraverso provvedimenti che hanno abbassato il costo del lavoro. Attraverso contratti atipici e a termine», osserva Ugo Trivellato, professore emerito di statistica economica all'università di Padova e co-autore della ricerca “Generazioni diseguali – Le condizioni di vita dei giovani di ieri e di oggi” della fondazione Ermanno Gorrieri. Negli anni 90 solo il 18% dei giovani aveva un contratto di lavoro a tempo determinato, per passare al 24% nel 2000 e salire al 33% tra coloro che nel 2011 avevano un'età compresa tra i 20 e i 30 anni.

Buste paga sempre più leggere dunque. Ma solo per i più giovani: chi ha avuto la fortuna di nascere negli anni Sessanta-Settanta, mediamente, se la cava meglio. I salari d'ingresso, ad esempio, sono più bassi rispetto al passato e anche il reddito equivalente per classi d'età conferma che i giovani degli anni Dieci se la passano molto peggio rispetto ai loro coetanei degli anni Novanta. Fatto cento il reddito medio del 1991, diventa 104 nel 2005 per poi precipitare a 97 nel 2010. Al contrario di quanto avvenuto per gli adulti di età compresa tra i 55 e i 64 anni: per loro la busta paga è sempre più pesante. Fatto 100 il reddito nel 1991, nel 2010 è 130.

Precarietà come strumento per abbassare il costo del lavoro, grimaldello per cercare di uscire dalla crisi che blocca l'Italia dagli anni Novanta. Ma la cura potrebbe rivelarsi peggiore del male: «Il ciclo di lavoro e di reddito di una persona è molto influenzato dagli anni iniziali – avverte Trivellato. Se una generazione parte male è più difficile che recuperi. Siamo di fronte a un'inerzia che riguarda non solo 20enni e 30enni, ma che arriva a colpire anche i 40enni».

Ma quali sono le cause di questo stop (forzato) per le giovani generazioni? Da un lato la crisi di un paese che da 15 anni è praticamente immobile: il tasso di crescita è passato dal 3,6% del decennio 1970-1980 allo 0,2% del primo decennio degli anni Duemila. «E questo ha comportato una seria riduzione alle opportunità lavorative che, in linea teorica, avrebbe dovuto colpire tutti. Ma invece ha penalizzato soprattutto i giovani», evidenzia Antonio Schizzerotto, docente di Sociologia all'università di Trento e co-autore della ricerca.

Le nuove regole del mercato del lavoro (dal pacchetto Treu alla riforma Biagi), infatti, non riguardano “gli anziani” e tutti coloro che erano già all'interno del sistema. Ma colpiscono i giovani senza garantire loro alcun beneficio in termini previdenziali o assistenziali. «Pur senza sminuire la gravità del fenomeno degli esodati, penso che la situazione in cui si trovano oggi i ragazzi che hanno tra i 20 e i 30 anni sia decisamente più preoccupante», sottolinea Schizzerotto.

Non resta che andare a spulciare su Youtube o nelle playlist del fratello maggiore: anche se ce li siamo persi, i Nirvana li possiamo sempre recuperare. 

Comments

Lamberto's picture
Inviato da: Lamberto
28 February 2013 - 19:51

Come non pensare a questa canzone http://www.youtube.com/watch?v=kDbZIHKfsxM

Mari's picture
Inviato da: Mari
19 September 2012 - 18:47

Perchè insistere con la contraposizione generazionale (in tal caso gli esodati, da parte di Schizzerotto); sono entrambe stritolate dal 10% della popolazione che detiene oltre il 50% della ricchezza. Il conflitto va individuato tra i ceti sociali non tra le generazioni; i rampolli di cui trattava ieri il Fatto Quotidiano se la passano sempre meglio di generazione in generazione, i nostri figli arrancano nonostante i tanti "patti generazionali" subiti dai genitori. Non fateve gettera il fumo negli occhi quando dovete individuare il nemico.

Anni 90's picture
Inviato da: Anni 90
4 September 2012 - 10:13

Il problema viene da più lontano degli Anni '90, dove già i primi segnali (vedi il quasi fallimento del 1992, ecc...) si erano fatti evidenti...

AnonimA70's picture
Inviato da: AnonimA70
15 July 2012 - 14:53

Il "prof" Antonio Schizzerotto dove era con la mente negli anni 90'? Il tipo in questione che parla di un'epoca forse vissuta nel suo cervello e in una regione,il Trentino, a statuto speciale dove pare di vivere in una enclave e dove lavora solo e ha sgravi chi fa parte di quella regione,il resto è out...Come si fa a rapportare e generalizzare la realtà dei giovani italiani negli anni 90' con differenze macroscopiche regionali,comunali,,economiche ecc ecc.Ma che si è fumato il "professore",magari questa gentaglia uscisse ogni tanto invece di star a far chiacchere inutili dietro cattedre inutili!!!

Standard and Poor's Corp. 's picture
Inviato da: Standard and Poor's Corp.
15 July 2012 - 01:56

Never... che?Negli anni 90' le riforme pensionistiche attuate distruggevano il paese garantendo alcuni ad andare in pensione dopo 19 anni nello stato (Dini & Co.).Al tempo di nevermind avevo 20 anni circa,in un paese industriale non si lavorava se non raccomandati.Crisi del 1992 prolungata a forza di governi tecnici con Amato e Dini.Amato i tagli i più imponenti mai realizzati: in un colpo solo elimina scuole interamente pagate dalle regioni come quella per infermieri,tagli alla scuola e alla sanità.Lo spread di cui oggi si parla senza sapere nel 1995 sfiorava i 700 punti basi col bund tedesco,l'unica differenza col marco è che a i titoli erano garantiti per le monete più "forti".La crisi fu devastante,nel 1996 un articolo di noto quotidiano denunciava oltre 6 milioni di disoccupati in Italia e con precariato sempre più imponente tre volte a rischio bancarotta con Standard and Poor's che (come oggi) premeva sulla speculazione dovuta dal panico ."Non si lavora se non si conosce" qualcuno intitolava un altro giornale e speciale su programma rai era il 1996,"concorsi pubblicio sempre più truccati"1995...Potrei segnalare articoli e trasmissioni tg dove si dichiarava il peggio: imprese destinate a scomparire all'estero denunciava un tg nel 1995.La realtà oggettiva è che sel'è goduta chi si è beccato il momento del boom anni 60',stipendi e pensioni ottime,avevi il posto per tutta la vita lo stato assumeva per clientela e pure si lamentano se la pensione ritarda un giorno.Non a caso i parassiti di governo nostrano hanno quell'età quelli che esortano a non chiedere il lavoro fisso,mentre a figli e parenti è stato garantito.
Per quanto riguarda la musica di un certo tipo anni 90' (molto oscura altro che felicità), non c'è che dire, le generazioni di oggi non hanno praticamente nulla e sulle loro t-shirt sogno segnalati solo gruppi che loro non hanno visto nascere,ma l'economia è altra storia!

Astrid's picture
Inviato da: Astrid
13 July 2012 - 22:16

il saggio indica i precari, lo stolto guarda Nevermind.

Francesco Sturlese's picture
Inviato da: Francesco Sturlese
13 July 2012 - 15:09

artisticamente vale molto più una Lady Gaga che Kurt Cobain, imho

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
17 April 2013 - 16:33

quella dei Cobain è arte, quella di Lady Gaga è commercio (per non dire altro.)

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
17 April 2013 - 13:09

i gusti posson esser gusti, poi si può anche non capire un cazzo di musica...........

Franco's picture
Inviato da: Franco
13 July 2012 - 18:48

ma mi faccia il piacere....comunque ognuno la può pensare come vuole

rob's picture
Inviato da: rob
13 July 2012 - 01:06

La generazione di Nevermind esprimeva un disagio ancora esistenziale, la nostra esprime un disagio che direi di sopravvivenza. Per il resto, dal mio punto di vista, lo scenario è desolante, un Paese incapace di scegliere: a destra fanno il loro mestiere, dicono solo di tagliare i diritti senza offrire nulla in cambio di concreto ai precari; a sinistra invece si offrono sempre vaghe disponibilità a ridiscutere il sistema nel suo complesso e poi non si combina niente. Nulla ha fatto la parte riformista, che ha introdotto la precarietà con Treu, nulla ha ottenuto la sinistra radicale, quella che nel 1998 e nel 2001 ha rotto con una mirabile strategia di condizionamento dimostratasi completamente fallimentare. Ho 31 anni, prendo 980 euro al mese, ovviamente senza tredicesima, contributi minimi e soprattutto senza limiti di orari sul lavoro. Della rivoluzione che mi annunciano a sinistra, me ne faccio niente.

rino's picture
Inviato da: rino
12 July 2012 - 18:11

Mah, ricordo che negli anni '90 (sono classe '72) si dicevano più o meno le stesse cose e si leggeva "Generazione X" di Coupland:
"...se avessi la mia età tu con i tempo che corrono non dureresti più di dieci minuti. E oltretutto io devo stare a subire teste quadre come te che mi stanno addosso per tutta la vita, che si buttano sempre per primi sulle fette migliori della torta e poi mettono un recinto di filo spinato intorno al resto."

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
12 July 2012 - 16:43

Nevermind esprimeva rabbia e violenza contro il vuoto di senso della società adulta in cui i ventenni del 1991 vivevano.
Gli Smashing Pumpkins pubblicarono un capolavoro dal titolo eloquente (Mellon Collie and the Infinite Sadness) sull'allegria e la spensieratezza vissuta da quella generazione.
Alive dei Pearl Jam raccontava un rapporto figlio - genitori controverso e doloroso.
Non commento il contenuto socioeconomico dell'articolo, peraltro interessante, ma la musica allora era cupa quanto i tempi.
Oh well, however, nevermind.

Alessio Dell'Anna's picture
Inviato da: Alessio Dell'Anna
12 July 2012 - 21:10

D'accordissimo con il sig. Anonimo.
Nevermind esprimeva il disagio di una generazione senza più ideali nè sogni, svuotata da un decennio di capitalismo forsennato, conservatorismo e blocchi ideologici, barricata dietro il "Rockin in the Free World" di Neil Young, e incosciente del fatto che il mondo dopo la caduta del Muro si preparava a entrare in un'epoca completamente diversa, nuova, e per certi versi allucinata. Il panorama socio-economico degli anni '90 forse era più tranquillo, ma i sintomi della decadenza c'erano già tutti. Ci siamo ripresi da allora? Macchè. Se oggi i Nirvana dovessero fare un disco non lo chiamerebbero "Non ci pensare", ma "Non pensare proprio".

guerrierodipace's picture
Inviato da: guerrierodipace
12 July 2012 - 15:01

la ormai vecchia scuola monetarista che continua a dominare in Europa continua a proporre ricete perdenti,taglio dei salari e spesa sociale,favori a banche e rendita finanziaria.
I dati reali o la Storia che si ripete a lor signori non interessa.
Draghi oggi ha detto di nuovo che bisogna calare i salari ma dimentica di dare il buon esempio calando il suo e di tutti i dipendenti BCE...altro che giovani

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
12 July 2012 - 14:40

A parte che di musica inutile allora ce n'era tanta, e discorsi di questo tono se ne potevano fare anche allora, per il resto hai ragione su tutto il campo.

Andrea's picture
Inviato da: Andrea
12 July 2012 - 14:10

Una piccola nota: nell'infografica avete scritto indeterminato al posto di determinato!

Alessandro Marzo Magno's picture
Inviato da: Alessandro Marzo ...
12 July 2012 - 13:03

Già, infatti negli anni Novanta mi sono messo in testa di fare il giornalista....

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