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Gli autonomi ora protestano a pane e acqua

Nella giornata in cui filtrano le prime indiscrezioni sulla manovra, i lavoratori autonomi scendono in piazza, a Roma e Milano, contro l’ipotesi di innalzamento della pressione fiscale, per una categoria «di lavoratori che non godono di assistenza in caso di malattia o infortunio e non hanno ammortizzatori sociali».Sacconi intanto usa Twitter per smentire le voci sull’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato.

L’immagine scelta da Acta per protestare contro il possibile aumento della press
L’immagine scelta da Acta per protestare contro il possibile aumento della pressione fiscale

I primi a scendere in piazza contro la manovra finanziaria, di cui per ora filtrano degli spunti, saranno i lavoratori autonomi “di seconda generazione”. A Roma e Milano, davanti a Campidoglio e Palazzo Marino, porteranno pane e acqua. «Un unhappy hour», scrivono nel loro manifesto legato alla manovra. «Per fare cassa il governo vuole aumentare dall’attuale 26% al 33% l’aliquota INPS per partite IVA e collaboratori a progetto, già duramente provati dalla crisi economica».
Acta scrive che, le partite Iva «pagano integralmente le tasse perché i loro committenti, aziende ed enti pubblici, richiedono la fatturazione di tutte le prestazioni», il che li rende «cittadini di serie A solo quando si tratta di dare».

L’esempio riportato è quello di un costo del lavoro di intorno ai 40 mila euro. «I contributi fiscali e previdenziali», scrive Acta, «rappresentano il 45,3% per un dipendente, il 46,3% per un professionista con partita IVA e per quest’ultimo supererebbero il 50% se venisse approvato l’aumento dei contributi». Da qui la contrarietà totale dell’associazione ai provvedimenti che il governo potrebbe prendere, ma su cui – al momento – non c’è certezza. Tanto che il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha scritto su Twitter: «In relazione alle notizie di agenzia riguardanti interventi in materia previdenziale - in particolare per quanto concerne l’età pensionabile delle donne nel settore privato - si precisa che le ipotesi indicate sono semplicemente infondate».

Per qualsiasi certezza, bisognerà aspettare la giornata di giovedì, quando il provvedimento, dopo le riunioni odierne, prima ristrette e poi allargate a tutti i ministri, verrà portato in Consiglio dei Ministri. Certo è che il possibile innalzamento al 33% dei contributi di chi è iscritto alla gestione separata dell’Inps, che raccoglie le partite IVA e tutti i lavoratori a progetto. C’è anche l’eventualità che il provvedimento riguardi i soli contratti atipici.

Tornando alla mobilitazione di Acta, nei commenti alla notizia dell’iniziativa, Michele si chiede «C’è un modo (un po’ più) efficace per farsi sentire?», dello stesso tono anche altri commenti, come quello di Gald «Pane e acqua non sono sufficienti. l’immagine è sottotono rispetto un problema enorme». Ad ogni modo Acta fa sapere che un’assemblea «si terrà il 7 luglio ore 17.00». È stato creato anche un gruppo su Facebook, Contributi INPS dal 26 al 33 %? BASTA spremere partite IVA e collaboratori che al momento raccoglie un centinaio di adesioni.

 

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Commenti

Alle partite IVA, non è l'happy hour della Milano da bere che manca, a noi mancano tutti i diritti, in particolare: tutele, lavoro, reddito minimo garantito, pensione.
Acta (120 iscritti in tutta Italia) non fa mobilitazioni, fa spot per la Milano da bere che ha rovinato Milano e tutta Italia, è quella roba che vorrebbero.
Le P.IVA, invece, vogliono i diritti Costituzionali e Universali.

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