Inside Job, il documentario che spiega la crisi

Inside Job è il documentario premio Oscar 2011 che spiega l'origine e la dinamica della tempesta perfetta della crisi del 2008. Un film a tutti gli effetti, solo che “questa è la realtà”. Le voci e i volti delle persone protagoniste della crisi, una spiegazione semplice ma non semplicistica. In I...

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7 Maggio Mag 2011 1709 07 maggio 2011 7 Maggio 2011 - 17:09

Inside Job parte dall’Islanda per spiegare, meglio di ogni altro, la crisi finanziaria del 2008. Parte dall’Islanda per spiegare la crisi di Wall Street e dell'economia mondiale, perché la crisi finanziaria dell’isola atlantica è stato il preludio alla tempesta perfetta. Le riprese del regista Charles Ferguson volano sopra New York, cercano di abbracciare una città e una crisi che, come dicono i titoli di testa «è costata a decine di milioni di persone i loro risparmi, il loro lavoro e le loro case».

Il sito di Inside Job recita con ironia: “il film che è costato 20 trilioni di dollari” e raccoglie, oltre a una scheda di ogni persona intervistata durante il documentario, anche il rosario di quelli che hanno rifiutato un’intervista al regista Charles Ferguson. Fra questi: Mary Shapiro della Sec, Daniel Mudd della statalizzata Fannie Mae, Lawrence Summers, consigliere economico di Barack Obama, Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve, Lloyd Blankfein di Goldman Sachs, Charles Prince di Citigroup, Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve e Henry Paulson, ex segretario del Tesoro dell’amministrazione Bush.

Il film ha vinto l’Oscar per il miglior documentario nel 2011 ed è tutto costruito sulle voci dei protagonisti, intervistati con ritmo e spinti a offrire risposte comprensibili. Oltre alle loro voci, una parte del documentario è dedicata alla spiegazione del mercato dei derivati e dei credit default swap. Oltre a questo, la narrazione supera di slancio anche il capitolo delle retribuzioni dei manager per focalizzarsi sul fatto che i controllori finiscono troppo spesso per lavorare per i controllati e viceversa.

In Italia arriverà in dvd solo a settembre, senza essere prima proiettato al cinema. Questo per un documentario che su Rotten Tomatoes, un aggregatore di recensioni, ha totalizzato il 98% di recensioni positive. Il regista, Charles H. Ferguson, ha realizzato, in passato, un altro documentario nominato per gli Oscar 2008: No End in Sight, sull’occupazione americana dell’Irak.

La sua non è la biografia del classico regista, anzi. Laureato in matematica a Berkeley e con un dottorato in scienze politiche all’Mit di Boston, è stato il fondatore della Vermeer Technologies. L’azienda ha cerato la prima versione di FrontPage, un software per disegnare pagine web. Nel gennaio 1996 la Vermeer fu acquistata da Microsoft per 133 milioni di dollari. Lo stesso Ferguson ha raccontato l’avventura di Vermeer in High Stakes, No Prisoners: A Winner’s Tale of Greed and Glory in the Internet Wars, un libro uscito nel 1999.

A due anni dalla crisi che ha lasciato un impatto profondo nella società (ma non nella finanza) mondiale, sta per uscire negli Stati Uniti Too Big To Fail: The Inside Story of How Wall Street and Washington Fought to Save the Financial System - and Themselves, l’adattamento televisivo del libro del giornalista del New York Times Andrew Ross Sorkin.

Tre settimane fa sono arrivate anche le conclusioni della commissione Levin-Coburn sulla crisi. Cinquemila pagine che raccontano dei prestiti ad alto rischio, delle mancanze legislative, dei rating dei crediti gonfiati e del ruolo delle banche di investimento. Tutti elementi ancora presenti, e ben raccontati, da Inside Job che sul sito offre anche un comodo dizionario del gergo finanziario che va da Asset Backed Security a Tranche. Come ha scritto Time, “se non vi ha indignato, non eravate attenti”.

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