Madalon, il finto scrittore che sbugiarda i vip del libro

Su Internet impazza il video realizzato dagli studenti di Polimediaweb al salone del libro di Torino. Un giovane giornalista si finge scrittore e va in giro con le telecamere a chiedere ai soliti noti che cosa ne pensino della sua opera fantasma. E giù un coro di complimenti: da Sgarbi che ha tro...

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19 Maggio Mag 2011 1621 19 maggio 2011 19 Maggio 2011 - 16:21
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Appena chiusa l’edizione numero ventiquattro, il Salone del libro di Torino ha un sussulto, un colpo di coda da parte di un esordiente. Ma è una burla e il video realizzato dagli studenti di Polimediaweb sta piano piano girando in rete.

Dopo le finte interviste di Tommaso Debenedetti ai grandi scrittori americani, è la volta del finto autore Manuele Madalon, giovane ricercatore universitario del Politecnico, con il suo finto libro intitolato “Implosione”. Tra le migliaia di testi presenti al Salone rimasti sui banchi senza mai essere sfogliati, l’impaziente Madalon ha dato per scontato che il suo libro fosse stato addirittura letto e commentato via mail da volti celebri e big della cultura. E così il finto giovane esordiente, seguito dalle telecamere degli studenti in ingegneria del cinema, è andato in giro per il Salone fermando scrittori, presentatori tv, bestseller e rivolgendosi a tutti in questo modo: «Maestro, la volevo ringraziare di persona per aver letto il mio libro e avermi risposto via mail». Nessuno di loro ha negato la piacevole lettura di un libro mai scritto né di aver risposto via mail per elogiare un libro mai spedito.

Vittorio Sgarbi alza gli occhi da un cellulare mentre sta scrivendo un sms, ci pensa su e risponde: «ho trovato l’ambientazione sottile e misteriosa». Giancarlo De Cataldo (lo scrittore di “Romanzo Criminale”) è più generoso e risponde dispensando consigli: «Tu hai un tuo mondo di riferimento, lo racconti in maniera autentica, c’è qualche parte tipica delle opere prime, ansia di metterci dentro tutto, non ti devi nascondere e riservare niente per domani. Poi però nello stesso tempo, te lo dico da padre di un figlio di 18 anni, c’è uno sguardo rivelatore sul mondo. L’opera seconda sarà più matura. Forse puoi mantenere lo scenario che fa sfruttato per il secondo libro». Anche per il montanaro Mauro Corona l’esordio di Madalon è buono ma attenzione: «È un buon avvio ma non ti devi affezionare sennò è un fisco. Un libro è come una scopata: bisogna pensare a quella da fare e non a quella fatta».

Il primo paragone lo azzarda Lucia Annunziata: «Ti ho confuso moltissimo con Culicchia, su Torino…». Uno dei re delle classifiche italiane, Giorgio Faletti rivela al trepidante Madalon che del libro è piaciuto un po’ “tutto l'insieme”. Anche una presentatrice e autrice tv come Serena Dandin non ha dubbi mentre Madalon si presenta per ringraziare: “Come no, certo…”. Solo Neri Marcorè alza le mani e ironizza sulle risposte.

Madalon è in realtà Gabriele Madala, giornalista e studente del Master in giornalismo dell'università di Torino. L’esperimento è stato filmato e ora è un video che sta girando per la rete. Il bluff è stato rivelato lunedì durante la finta presentazione del libro con Domenico Morreale, ideatore dell’evento, Nicola Gallino, responsabile della comunicazione della Fondazione per il libro, e lo scrittore Andrea Bajani. All’ora di pranzo nella sala blu, dove il giorno di apertura c’era stato l’atteso incontro con lo scrittore americano William T. Vollman, tutto era allestito come da dovere per la presentazione dell’esordio italiano. Locandina del libro, comunicato stampa con biografia di Madalon e trama del testo, una storia ambientata ovviamente a Torino.

Anche al Salone del libro di Torino si può quindi promuovere un libro che non esiste. Ma c’è dell’altro. Andrea Bajani (autore per Einaudi di “Se consideri le colpe” e “Ogni promessa”) ha raccontato che di Madalon ne ha incontrati molti nel mondo dell’editoria. Scrittori esordienti schiacciati dalla macchina della promozione, invisibili persino a chi dovrebbe in due righe scrivere una fascetta di invito alla lettura. Bajani denuncia un fenomeno: «Sembra una cosa buffa ma è drammatica. Ogni tanto gli editori chiamano dicendo “abbiamo un nuovo esordiente, ci fai la fascetta?”. Io rispondo ok, ma datemi il libro. E loro: “Ma no, magari ti mandiamo due pagine, l’importante è che nella fascetta ci sia il tuo nome e che dica che il libro è bellissimo”. Conta molto di più la pubblicità sul libro che non il libro – prosegue Bajani - per cui tutti si deve essere disposti a dire che un libro è bello da subito. Siamo in una Italia in cui nessuno ha voglia di imparare però se ti chiedono qualcosa tu devi sempre far finta di saperlo. È la madalonizzazione del mondo: far finta di sapere quello che hai paura di non sapere ma non di non aver nessun interesse a conoscere». 

 

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