«A Milano un’isola pedonale collegata dalle vie d’acqua»

Il prossimo 12-13 giugno a Milano si voteranno i cinque referendum sull’ambiente. L’ultimo quesito prevede la risistemazione della Darsena e il rispristino del sistema dei Navigli. Cosa succederebbe nel quartiere di Porta Ticinese? Lo spiega a Linkiesta Gianni Scudo, professore del Politecnico di...

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9 Giugno Giu 2011 0725 09 giugno 2011 9 Giugno 2011 - 07:25

Gianni Scudo è professore del dipartimento di Scienza e Tecnologie dell’ambiente costruito del Politecnico di Milano.

Cosa succederebbe con la risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica?

La Darsena potrebbe diventare da non luogo a luogo di aggregazione con infrastrutture di servizio come bar, caffè, e una piattaforma da utilizzare per concerti ed eventi. Il piccolo percorso di riqualificazione fatto finora già funziona ed è apprezzato dai cittadini. Invece del progetto del parcheggio, è necessaria una serie ulteriore di interventi pubblici.

E la riattivazione del sistema dei navigli sarebbe fattibile?

Il ripristino delle via d’acqua inciderebbe in maniera drastica sulla viabilità: certo, le strade di Milano erano limitate nella città del 1922, quando attraverso i canali si arrivava al Duomo. Si potrebbe creare una grande isola pedonale collegata attraverso le vie d’acqua. Un progetto urbano, idraulico e di infrastrutture complesso: Milano nel 1922 non aveva nulla nel sottosuolo, oggi invece c’è la metro e molto altro, come le linee dei tram e l’accesso dei passi carrabili.

Il referendum prevede una spesa di 30 milioni di euro in tre anni, bastano?

Non è una spesa enorme: il Comune di Milano potrebbe sostenerla tranquillamente. La sistemazione si farebbe carico di sopperire all’incuria che ha contrassegnato i Navigli per 50 anni.

Ci sono esempi simili in Europa?

In Scozia la città di Edimburgo ha riaperto le sue vie d’acqua, come la città olandese di Breda che ha riaperto i canali acquistando le case che sorgevano lungo i canali. Non è un idea così strampalata: se pensiamo ad una dimensione umana la soluzione è togliere auto e riaprire i canali. Limitando il traffico di automobili.

Gli sforzi dell’amministrazione Moratti per la Darsena non sono stati incoraggianti: la revoca della concessione per la costruzione dei i box, il ricorso al Consiglio di Stato e finalmente la riqualificazione, ma solo parziale.

Dopo tanto tempo perso si tratta di prendere in mano quel progetto e, senza pagare altri architetti per progetti nuovi, si potrebbero ricavare una serie di spazi che la rendono vivibile, come le piattaforme per concerti o una vasta area a verde.

I rilievi tecnici dicono che per adesso di acqua alla Darsena non se ne parla, perchè gli argini non terrebbero. Un problema in più?

Prima di ogni nuovo intervento, vanno ripristinate le alzaie, risanati gli argini, regimentate le acque. Insomma, il porto va rifatto come era originariamente, e grazie a questi lavori si favorirebbe anche la navigazione sul Naviglio grande.

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