I “tagli“ di Tremonti servono solo al consenso

I tagli annunciati oggi da Tremonti servono a creare i presupposti del consenso per le sforbiciate successive. La dirigenza a dieta può più credibilmente chiedere i tagli agli altri membri dell'azienda. Quelli che riguarderanno i costi aziendali nel complesso, e non quelli della sola organizzazione.

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24 Giugno Giu 2011 1453 24 giugno 2011 24 Giugno 2011 - 14:53
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Immaginatevi l'amministratore delegato di un'impresa. Decidete di dare una sforbiciata ai costi. Per ora solo ai costi dell'organizzazione, non a quelli della distribuzione o della produzione. Dunque quelli dei dirigenti e dei funzionari.

Per prima cosa vi informate – presso un cacciatore di teste, o organizzazioni simili – di quanto guadagnano da altre parti i vostri dirigenti e funzionari. Ora vi state occupando del “salario diretto”. Stabilite una regola banale: non possono guadagnare più della media. Di conseguenza adeguate le retribuzioni. O immediatamente (difficile), oppure congelandole per anni (meno difficile).

Sapete che una parte delle retribuzioni complessive sono “salario indiretto”. L'automobile aziendale usata a fini personali, il telefonino usato un pò troppo (dipende, se avete una tariffa flat ...), ogni tanto un viaggio di lavoro inutile. Questi sono “peccatucci” che in tempi di vacche grasse fanno parte del consenso di cui abbisognate, e, infatti, amministravate queste indulgenze dietro le quinte. Non in tempi di vacche magre. Tagliate allora il parco auto e/o lo riducete come costo, dando a tutti delle auto di cilindrata inferiore, che consumano meno e costano meno come assicurazione. I viaggi poi, sono tagliati e – solo sotto autorizzazione esplicita – possibili, ma in ogni modo rigorosamente in “turistica” e non in “business”.

Restano le retribuzione dell'altissima dirigenza. Lì è più difficile tagliare, anche perché si hanno dei doveri di rappresentanza. Va da sé che il presidente non può avere un'utilitaria, né andare mesto alla pensione “Che bello lo mare”. Dunque lui è fuori questione. Così come lo sono i membri del Consiglio più importanti.

Come e che cosa tagliare è attività abbastanza banale. La parte difficile è capire se demotiverete le persone, che hanno – vedendo ridotto il loro tenore di vita - l'opzione di lavorare meno o andarsene. La seconda opzione la scartate, perché il momento è di crisi e perciò i lavori non si trovano. Il vostro rischio è solo il primo. Come che sia, se tagliate davvero i costi, potete anche ricevere un bel bonus.

Immaginate ora di essere Giulio Tremonti.

Fate tutte le cose sopra elencate con due differenze: 1) non prendete un bonus monetario, ma politico; 2) create i presupposti del consenso per i tagli successivi. La dirigenza a dieta può più credibilmente chiedere i tagli agli altri membri dell'azienda. Quelli che riguarderanno i costi aziendali nel complesso, e non quelli della sola organizzazione. Ossia le minori uscite e le maggiori entrate del bilancio dello stato nel suo complesso.

I tagli delle retribuzioni e dei servizi dei dirigenti e dei funzionari pesano poco sui conti, ma hanno importanza simbolica.

*Direttore di Economia@centroeinaudi.it

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