Alla Camera spendono 150 mila euro per fumare da senatori

Tremonti dice che taglierà i privilegi ma martedì si aprono le porte della nuova sala fumatori di Montecitorio. Il cortile per una sigaretta al volo tra una votazione e l’altra esiste già. Solo che, poveri deputati, vuol dire patire il caldo e il freddo. E poi, insomma, al Senato ce l'hanno. Cost...

Montecitorio
25 Giugno Giu 2011 0846 25 giugno 2011 25 Giugno 2011 - 08:46
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Venerdì mattina, Palazzo Montecitorio. In un Transatlantico deserto qualche operaio lavora svogliatamente arrampicato su un’impalcatura. Giusto il tempo di un ultimo controllo ai nuovi impianti di aerazione prima dell’inaugurazione. L’appuntamento è per martedì. «Mercoledì al massimo, devo concordare la data precisa con i questori» promette il parlamentare Amedeo Laboccetta, orgoglioso promotore dell’iniziativa. Poi, finalmente, anche la Camera dei deputati sarà dotata di una sala fumatori.

Certo, il cortile per una sigaretta al volo tra una votazione e l’altra esiste già. Anzi, ironia della sorte si trova propria accanto alla nuova sala. Ma vuoi mettere la scomodità di uscire all’aperto durante i mesi più rigidi dell’anno? Sigaro in mano, al freddo, «sbattuti sulle panchine come tanti questuanti». Qualcuno aveva provato a risolvere il problema allestendo dei gazebo con un impianto di riscaldamento. All’afa estiva, invece, nessuno è mai riuscito a trovare rimedio.

E così martedì si aprono le porte della nuova sala fumatori di Montecitorio. Un lungo corridoio con qualche divanetto vicino alla Sala lettura del Transatlantico. Un ambiente riservato, dotato di aspiratori per la depurazione dell’aria. Proprio vicino al negozio di tabacchi. Costo dell’operazione, 150mila euro. «Una spesa modestissima - racconta Laboccetta, appassionato di sigari Toscani - gli sperperi di denaro pubblico sono ben altri».

Pensare che per allestire la Sala, l’Ufficio di Presidenza ci ha messo quasi nove mesi. La richiesta ufficiale era stata presentata il 21 settembre scorso con un ordine del giorno firmato da un lungo - e rigorosamente bipartisan - elenco di parlamentari. «Ne ho trovato uno per ogni partito - rivela divertito Laboccetta - C’è Gabriele Cimadoro dell’Italia dei Valori e Mario Tassone dell’Udc».

Curiosità. Alla base di tutta la vicenda c’è una piccola baruffa tra un ramo e l’altro del Parlamento. Una storia infantile, quasi tenera. «Vuole sapere la verità? - spiega con un po’ di invidia uno dei proponenti - al Senato una sala fumatori ce l’hanno da un sacco di tempo».  

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