Se Tremonti e Milanese sono una coppia a noi non interessa

Serve un codice per decifrare i quotidiani in questi giorni. Sfornano articoli densi di allusioni tipiche di un paese omofobo quale siamo. Del Tremonti privato, a noi de Linkiesta, francamente interessa zero. Quel che gradiremmo avere sono delle risposte dal Tremonti pubblico in merito ai rapport...

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13 Luglio Lug 2011 1109 13 luglio 2011 13 Luglio 2011 - 11:09
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Uno dei motivi che ha condotto alla nascita de Linkiesta è cercare di rendere le notizie fruibili al lettore. Non sappiamo se ci stiamo riuscendo, ma non è questo il punto. Da giorni i presunti beninformati scrivono sui loro giornali articoli allusivi sul rapporto speciale che legherebbe Tremonti a Milanese. In soldoni, per chi non l'avesse capito, l'allusione è riferita al presunto rapporto omosessuale tra i due. Rileggere gli articoli con questo codice di decodificazione, fondamentale per un paese omofobo come l’Italia, rende tutto più chiaro. Il Corriere, il Fatto Quotidiano, Dagospia: chi più, chi meno, girano tutti attorno a questo. Dicono e non dicono. Usano parole come “tenerezza”, “debolezza”. Altri, come Il Giornale di oggi, usano linguaggi ancor più duri: al limite della minaccia di rivelazione di «inconfessabili segreti».

Ora, però, noi de Linkiesta vorremmo dire una cosa. Garbata, ma ferma. A noi del rapporto umano tra Tremonti e Milanese non ce ne frega assolutamente niente. Se sono una coppia felice, siamo felici per loro. Se sono tutte illazioni, tanto meglio. Anche i continui riferimenti al «metodo Boffo» ci lasciano esterrefatti: quando in questo paese si smetterà di essere ricattabili in forza di propri orientamenti sessuali pienamente legittimi? Davvero non capiamo, di fronte a quel che leggiamo quotidianamente, come possa essere questo il tema. Il nodo è un altro: può il ministro dell’Economia avere come braccio destro una persona che non solo gli pagava la casa (è ormai un’abitudine) ma agiva in maniera a dir poco ambigua nella gestione del potere e delle nomine, come emerge dall’inchiesta sulla P4? Può il ministro dell’Economia avere come collaboratore privilegiato un ex ufficiale della Guardia di Finanza oggi accusato di corruzione e che tali reati avrebbe commesso proprio svolgendo il suo ruolo di stretto collaboratore del ministro? E ancora, semmai, come si son conosciuti e in che modo sono entrati in così stretti rapporti professionali Marco Milanese, ufficiale della Guardia di Finanza, e uno dei più importanti tributaristi italiani? Faccia chiarezza su questo, Tremonti. Del resto non ci importa nulla. Nei paesi che piacciono a lui (e a noi) le relazioni omosessuali non vietano a nessuno di fare il ministro: il mero sospetto di corruzione all’interno degli apparati dello Stato, invece, obbliga a dimissioni rapide. E, queste sì, coperte dalla pubblica riprovazione. 

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