“A Londra gli anarchici sono i cittadini che hanno pulito la città”

Le rivolte di Londra sono «un’esplosione vulcanica orrenda e senza cervello» di persone che rappresentano «la fascia più vulnerabile, meno istruita e volatile della società». L'analisi di Alan Moore, il fumettista padre del terrorista anarchico di V for Vendetta, e lui stesso «anarchico convinto»...

Meh
12 Agosto Ago 2011 0935 12 agosto 2011 12 Agosto 2011 - 09:35

L'attuale situazione in Inghilterra sembra poter essere definita come un'ondata criminale di stampo consumista che non denota nessuna connotazione politica. Se l'unico obiettivo della furia distruttiva è quello di procurarsi scarpe nuove, cellulari o TV al plasma è difficile vederci niente di più che una furtiva spedizione organizzata da un'orda di idioti opportunisti.

È quel genere, peraltro prevedibile, di collasso sociale che si avrà inevitabilmente se i governi non avranno il coraggio di affrontare le banche e le corporation, i veri responsabili per le condizioni economiche attuali, e anzi continueranno a voler tagliare le più semplici infrastrutture a una sottoclasse di persone che rappresenta la fascia più vulnerabile, meno istruita e volatile della società: gente che non ha legami con la società e che quindi si sente di non aver nulla da perdere.

Ci troviamo davanti a un'esplosione vulcanica, orrenda e senza cervello, che ha messo a repentaglio le vite e i mezzi di persone innocenti. La distruzione del palazzo della Sony a Enfield ha praticamente spazzato via le piccole e valorose etichette musicali indipendenti che là tenevano in magazzino la loro merce. Ma sospetto che questi siano quel genere di eventi che, purtroppo, vedremo accadere più spesso in futuro sia in Inghilterra che nel resto del mondo sviluppato.

Visto che non sono generalmente noto per aver scritto opere in favore dello sciacallaggio, posso solo immaginare di essere stato contattato in quanto, in passato, ho espresso il mio sostegno ad atti di protesta politica avvenuti in questo Paese e in altri. In particolare le cyber-proteste compiute da gruppi come LulzSec e Anonymous. Il fatto che io sia un convinto anarchico è pure noto, e mi domando se, a questo punto, la parola “anarchia” sia stata confusa con la parola “caos”. Quello che è accaduto in Inghilterra negli ultimi giorni è un esempio della seconda, e non ha nulla a che vedere con la prima - e la reazione della polizia lo ha chiaramente dimostrato.

La Metropolitan Police ha infatti provato di essere perfettamente capace - in alcuni casi letalmente capace - di contenere legittime proteste di tipo politico ma sembra meno abile, quasi riluttante, quando si tratta di gestire uno sciame di predoni il cui unico obiettivo politico è quello di accaparrarsi un nuovo paio di Nike. Poiché Scotland Yard, poco prima dei disordini, ha chiesto ai cittadini di osservare i loro vicini se li sospettano parte di movimenti anarchici, non mi sorprenderei se certe frange dell'establishment e dei media inglesi fossero molto propensi a formare un legame tra leggittime proteste di stampo politico e questa mandria di avidi dai pugni facili responsabili per i disordini.

Vi sono anche elementi felici di addossare la colpa ai social network o a strumenti di comunicazione come i BlackBerry - tutto tranne l'evidente: che abbiamo affidato l'economia mondiale a giocatori d'azzardo compulsivi e incompetenti. Se, per parte mia, io sono famoso per essere un Amish quando si tratta di aver a che fare con ogni tipo di tecnologia che postdati il cavallo e il calesse (evito anche le email), vorrei sottolineare che l’unico atto veramente anarchico è stato commesso da quei gruppi di volontari che, il giorno successivo ai disordini, sono usciti armati di scope per ripulire i danni. E si sono coordinati a quanto pare grazie a Twitter.

Quindi, per riassumere. Sono in favore di proteste genuine e intelligenti nonché di atti di resistenza nei confronti di quelle istituzioni politiche e finanziarie che non hanno svolto il loro dovere di proteggere le società per le quali lavorano. Ma mi oppongo con tutte le mie forze ad atti di violenza di ogni tipo, compreso la follia teppistica a cui stiamo assistendo. Eppure ripeto: se permettiamo al tessuto delle nostre società di scivolare in questo stato di assoluta devastazione, allora ci dobbiamo aspettare tali azioni distruttive e senza senso.

Buona fortuna e cerchiamo ovunque di occuparci delle comunità che abbiamo.

 1 4Foto scattata durante le pulizie in strada a Londra (foto L.Frigerio)
(Testo in lingua originale)

The current situation in England appears to be a criminal consumerist rampage that has absolutely no political dimension. If the main purpose of a destructive outburst is to acquire new trainers, mobile phones or plasma TV screens then it’s difficult to see it as anything other than a mass shoplifting expedition by a mob of opportunistic idiots. It’s the kind of predictable social meltdown that will inevitably happen if governments shy from confronting the banks and corporations that are actually responsible for our current economic circumstances, and instead insist upon stripping even basic social amenities from an underclass that represents society’s most vulnerable, least educated and often most volatile constituents; people who have no stake in society and who therefore feel that they have nothing to lose. It’s an ugly and mindless volcanic outburst that haphazardly wrecks innocent people’s lives and livelihoods...the destruction of the Sony warehouses in Enfield has pretty much wiped out the small and valiant independent record labels who stored their merchandise there...but I suspect that it’s the kind of event that, regrettably, we’ll be seeing a lot more of in future both in England and across the developed world.

Since I’m not generally known for having written any major works in favour of looting sprees, I can only assume that I’ve been contacted because I have expressed my support for the genuine acts of political protest that we’ve recently seen in this country and elsewhere, specifically the cyber-protests carried out by groups such as Lulz Sec and Anonymous. I am, of course, also on record as being a committed anarchist, and wonder if you might have confused the word “anarchy” with the word “chaos”? What’s happened in England over the last few days is an example of the latter, and has absolutely nothing to do with the former, as the police reaction clearly demonstrated. The Metropolitan Police have proven themselves to be very capable...sometimes lethally capable...when it comes to containing legitimate political protests, but appear to be less capable, or even reluctant, when it comes to containing a mob of looters whose only political demand is a new pair of Nikes.

Given that the Metropolitan Police had, shortly prior to the recent riots, urged citizens to inform upon neighbours whom they suspected of being ‘anarchists’, I would imagine that there are certain elements of the English establishment and media who would be very keen to forge an association between legitimate political protestors and the herd of acquisitive happy-slappers responsible for the recent eruption. There are also elements keen to blame the disturbances upon social networking devices such as the Blackberry, or indeed upon anything other than the glaringly obvious fact that we trusted the whole of the world’s economy to people who turned out to be compulsive and incompetent gamblers. While I myself am famously Amish in my relation to any technology that post-dates the horse and buggy and thus avoid even simple email, might I just point out for the record that the only genuine anarchists that I’ve heard about in relation to the riots have been the ones in the volunteer groups going out and clearing up the rubble on the mornings after, who have all apparently been coordinating their efforts on Twitter.

So, to sum up, I am in favour of genuine political protest and intelligent, organised resistance to the amok financial and governmental institutions that have demonstrably failed in their obligations to the societies they were supposed to be safeguarding. I am strongly opposed to violence of any kind, and I am therefore strongly opposed to the kind of thug-jamboree that we’re currently witnessing, but would only repeat that if we have let the fabric of our societies fall into such a state of perilous disrepair, then these are the kind of senseless, destructive conflagrations that we must expect.

Good luck with your own respective countries, and let’s all try to look after the communities that we have. With very best wishes,

Alan Moore

 

 

(Testo raccolto e traduzione di Mattia Bernardo Bagnoli)

Leggi il post Finding Moore (Alla ricerca di Moore) sul blog di Mattia Bernardo Bagnoli

 

 

*Autore di fumetti e romanzi, fra gli altri V for Vendetta e Watchmen

Potrebbe interessarti anche