“Indignati e impegnati”: il vasto programma di Civati e Serracchiani

Si conclude la due giorni democratica organizzata da Pippo Civati e Debora Serracchiani. Tra frecciate al segretario - “esistono ancora i bersaniani?” - e questioni morali assortite, il movimento dei due trenta quarantenni mostra una certa vitalità, ma ancora non si capisce cosa potrà fare “da gr...

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23 Ottobre Ott 2011 1747 23 ottobre 2011 23 Ottobre 2011 - 17:47
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“Se fosse per me il Pd sarebbe quello che abbiamo visto in questa piazza”. Un Pd “dove ci si appassiona e ci si diverte”. Un Pd che chiede “una lotta feroce alla corruzione”, un pd che non ha paura “della patrimoniale” e “dell'Ici sulla prima casa”. Un Pd che si “indigna” ma allo stesso tempo si “impegna”. Un Pd che farà “le alleanze sulla base di una programma condiviso anche con la società civile”. E che in occasione della scelta del “candidato premier e del nuovo segretario” ci sarà e “ci sarà fino in fondo”. Si conclude con queste parole dell'ultima coppia di relatori Giuseppe Civati e Debora Serracchiani la kermesse dei giovani ex rottamatori del Pd dal titolo “il nostro tempo”. Una giornata che si è aperta all'insegna dei due articoli apparsi sul Corsera e sul Fatto. Il quotidiano di via Solferino segnalava la presenza di ben 17 correnti all'interno del Pd. E il Fatto a pagina sei e sette titolava:”Squadre contro il Pd specialista in autogol”. Sui due articoli Civati prima ironizza: “La notizia è che ci sono ancora i bersaniani”. E poi precisa: ”Il Fatto dice che io sono sunnita ma io sono sciita”. Tocca alla prima coppia: Annamaria Angileri e Leonardo Brunetti. Angileri siciliana di Marsala, non la manda a dire al Pd siciliano che flirta con il terzopolo e sostiene Raffaele Lombardo: ”E' poco morale che il governatore siciliano abbia avuto frequentazione discutibile. I vertici nazionali e regionale del Pd consentano lo svolgimento del referendum sul sostegno al governatore”.

Gli fa subito eco Civati su Twitter: ”Anche noi siamo per il referendum in Sicilia”. In sala c'è il capogruppo Pd Dario Franceschini, il quale non perde tempo e subito lo twitta:”A Bologna da #Serracchiani e #Civati ad ascoltare senza parlare. Molte idee, belle gente e voglia di costruire un #Pd forte”. Michele Emiliano, sindaco di Bari, dato ieri fra gli interventi certi di oggi, “pare abbia sbagliato aereo” e sia rimasto intrappolato a Ragusa. E anche questa volta Civati ci scherza su:”L'avevo invitato perché mi sembrava un amministratore efficiente”. Risate in sale. Del segretario nazionale Pierluigi Bersani non c'è traccia perché “ha la febbre, altrimenti sarebbe venuto” ricorda la Serracchiani. Poi c'è la bella Pina Picierno, con cappello al seguito, lei a differenza di Bersani lo mette. Nel suo intervento Picierno evoca la “questione morale” di berlingueriana memoria:”La Prossima Italia sarà un'Italia nella quale potremo affrontare la questione morale sia per il centrodestra che per il centrosinistra. Di fronte a problemi giudiziari che riguardano esponenti del nostro partito non dobbiamo essere tentennanti”. E poi tuona:”Noi siamo diversi dal centrodestra!”.Si diffonde in sala la triste notizia della morte di Marco Simoncelli. E Serrachiani e Civati non perdono tempo:”Esprimiamo solidarietà alla famiglia di Marco Simoncelli che è scomparso mentre correva mentre faceva il suo lavoro”. Silenzio. Si comincia a parlare di piattaforma programmatica.

Primo tema: il “fisco 2.0” spiegato dall'avvocato tributarista Ernesto Maria Ruffini. “Fatture solo elettroniche, scontrini elettronici, fiscal card”: una sorta di “facebook fiscale” spiega il relatore. D'altronde, “se lo fanno in Brasile perché non possiamo farlo noi?” Secondo tema: l'ormai famosa “patrimoniale”. A spiegarla Pietro Modiano e Filippo Taddei. Modiano fa una rivelazione:”L'ultima cosa che ho fatto in un'iniziativa di Partito fu a Magenta nel Pci”. Quindi si passa alla liberalizzazioni, e all'abolizione degli esami stato e quindi degli ordini professionali. Arriva anche il “bersaniano eterodosso” Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che si affretta a twittare:”Sono a Bologna a Piazza Maggiore. Il tendone è pieno. Interventi concreti e frizzanti. Qui ci sono i costruttori”. Un applauditissimo David Sassoli, europarlamentare dem, evoca “gli Stati Uniti d'Europa”, e il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto ricorda che “sono un cittadino omosessuale, amo Federico, e in un altro paese potremmo essere una coppia. In Italia no”. Ergo il Pd deve “pensare ad un'Italia nuova e diversa”. Infine tocca a loro: al duo Civati-Serracchiani, ribattezzati da David Allegranti, “Civacchiani”. Prima parla “Pippo” che chiede al vertice del suo partito: ”Un Pd che si rivolga di persona personalmente come Catarella quello del Commissario Montalbano. Un Pd che combatta ferocemente la corruzione. Primarie per i parlamentari con qualsiasi sistema elettorale”. 

E ancora:”Chiediamo un'operazione sincerità perché siamo stanchi dei personalismi. Le nostre non sono proposte ma risposte”. E poi assicura:”Noi non siamo di nessuna corrente oltre ai sunniti e non abbiamo nessun capo corrente”. “Ma vogliamo giocare la partita e siamo sicuri che vincerà il migliore”. Invece Serracchiani evoca “generosità e lungimiranza”, pensa “che ci sia una politica con la P maiuscola, che funzioni, e che risponda alle domande che pongono i cittadini”. “Noi abbiamo fatto politica in questi due giorni non nominando mai il presidente del Consiglio. Si può fare politica pensando solo a sé stessi. Bisogna impegnarsi ognuno con il proprio ruolo”. E dalla terra di Giuseppe Dossetti chiude con una citazione cara allo stesso: “Quando la domanda è “Quanto resta della notte?” la sentinella risponde “Viene il mattino”. Noi siamo qui per questo”. 

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