E nel Dl sviluppo il Cav mette l’eredità ad familiam

Nel decreto che in teoria dovrebbe rilanciare l’economia italiana spunta una norma per risolvere i problemi dell’eredità Berlusconi. L’obiettivo è garantire l’equilibrio fra i figli di primo letto (Marina e Silvio) del premier e quelli avuti da Veronica (Eleonora, Barbara, Luigi). Con la nuova le...

Berlusconi Marina Piersilvio
24 Ottobre Ott 2011 1947 24 ottobre 2011 24 Ottobre 2011 - 19:47

E poi dicono che Silvio Berlusconi non pensa al futuro. Ci pensa eccome. Al futuro dei suoi figli e di come si divideranno “la roba”. La gestione della propria eredità (patrimoniale, non politica) è un problema per il Cavaliere. Tanto più che la questione è un tema centrale nella causa di divorzio con la seconda moglie Veronica Lario, che pretende un pari trattamento per tutti e cinque i figli. I due del primo matrimonio (Marina e Piersilvio) e i tre del secondo (Barbara, Eleonora e Luigi). Il Cavaliere, invece, ragiona per “letto”: i figli di primo letto, e quelli di secondo letto. E vuole che ci sia un equilibrio fra questi per evitare che, in caso di ripartizione in quote uguali, un accordo fra Barbara, Eleonora e Luigi mossa mettere in minoranza Marina e Piersilvio dentro Fininvest.

La legge vigente, con le norme sulla cosiddetta “legittima”, è dalla parte di Veronica. Il Codice civile (articolo 537) prevede infatti che «se i figli sono più, è loro riservata la quota dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli». Ma che problema c’è? Di leggi il Cavaliere ne ha cambiate tante, perché non procedere così anche stavolta? Detto fatto. Dalle norme ad personam a quella ad familiam, il passo è breve: se la bozza del Decreto sviluppo passerà così come è, cambieranno le norme sulla legittima. Un provvedimento dirompente nella delicata materia delle disposizioni testamentarie.

La nuova norma. La modifica proposta da un lato mantiene inalterata la quota complessiva di legittima (due terzi dell’asse ereditario, se i figli sono più di due, e in assenza di coniuge) ma dall’altro lascia mani libere al genitore. La metà della quota legittima, si legge, «dovrà in ogni caso dividersi in parti uguali tra tutti i figli, l’altra metà potrà essere attribuita dal genitore, con apposita disposizione testamentaria, a uno o più di essi, anche in misura diversa rispetto agli altri». Così facendo il Cav. potrà ripartire in due l’eredità Fininvest  – che vuol dire Mediaset, Mondadori, Mediolanum e il Milan –  in due quote uguali: una per Marina e Piersilvio e l’altra per i tre figli di Veronica. In questo modo garantirà l’equilibrio fra i due rami, anche se i due figli maggiori avranno, individualmente, più degli altri tre. 

La pax berlusconiana, però, rischia di costare cara a tutte le altre famiglie.  La nuova norma infatti sarà una bomba per la serenità di milioni di famiglie italiane, che già oggi nella spartizione dell’eredità incontrano spesso motivi di conflitto, pur essendoci un  Codice civile che stabilisce la divisione in parti uguali fra i discendenti.

lorenzo.dilena@linkiesta.it

 

 

 

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