Italiani che ci provano:100mila neo imprenditori in 6 mesi

Tutto sembra volgere al peggio: economia, lavoro, finanza pubblica. Eppure lo spirito imprenditoriale non langue. Nei primi 6 mesi di quest’anno si sono messi in affari 100mila neo-imprenditori. Un quarto di essi ha meno di 30 anni. Il 40% di queste iniziative, partite spesso con capitali irrisor...

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5 Novembre Nov 2011 1621 05 novembre 2011 5 Novembre 2011 - 16:21
Messe Frankfurt

Lavoro

L’economia che ristagna. La disoccupazione all’8% che colpisce soprattutto giovani e donne. L’apparato statale che è sempre più un problema. Le tensioni finanziarie sull’Italia che alimentano l’angoscia sul futuro. I motivi per scoraggiarsi, insomma, non mancano. Ma ci sono anche gli italiani che non si rassegnano e, anche partendo con poco, compiono un atto di fiducia in se stessi e nel futuro, senza aspettare che la soluzione cali dall’alto.

Accade così che nei primi sei mesi di quest’anno 100mila neo imprenditori hanno deciso di aprire una nuova attività. Di essi quasi un quarto, il 24,5%, ha meno di trent’anni, e se si includono tutti gli under 35 la percentuale sale al 45 per cento. A rivelarlo è una ricerca realizzata da Unioncamere, l’associazione delle Camere di commercio, su un campione di 4mila neo-imprenditori che hanno avviato un’azienda tra il gennaio e il 30 giugno 2011. Il profilo socio-anagrafico del neo-imprenditore vede svettare (75% dei casi) gli uomini con meno di 40 anni e un diploma di scuola superiore.

Che cosa ha spinto a compiere il grande passo? In una buona metà dei casi, è il desiderio di indipendenza e di affermazione personale, la consapevolezza delle opportunità di mercato. Ma quasi un terzo dei nuovi imprenditori (il 32,9%) è stato mosso dalla necessità di lavorare, magari dopo aver cercato invano un impiego da dipendente. E così sono finiti per ingrossare le fila delle partite Iva in cerca di committenza.

In ogni caso, quello rilevato è un dato molto interessante, che mostra come anche oggi ci sia spazio per ribaltare la crisi in opportunità. I settori preferiti sono il commercio, i servizi alla persone, le costruzioni e l’immobiliare. Il commercio all’ingrosso e al dettaglio è in particolare quello che ha mobilitato più i giovani: ci sono infatti 200 mila imprese, il 27,6% del totale di aziende guidate da imprenditori “under 35”. In agricoltura, invece, sono oltre 65 mila imprese giovanili (il 9% delle aziende agricole italiane).

Da notare che non sempre sono necessari grandi capitali, anzi. La ricerca di Unioncamere mostra anzi che in molti casi i “numeri” per avviare l’azienda sono da microcredito. Nel 46,8% dei casi, infatti, l’investimento iniziale non supera i 5mila euro. Quanto, infine, alla distribuzione geografica, è il Sud che detiene il primato  di concentrazione di imprese under 35 (40,7%), secondo il Nord Ovest con il 24,4 per cento.

La fotografia è tratta dall’album Flickr di brancaleone71

 

 

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