I ciellini tornano all’origine: “alleanze con tutti”

Dall'assemblea annuale della Compagnia delle Opere che si è tenuta oggi a Milano arriva il messaggio che la Cdo (e con essa buona parte del mondo di Cl) è pronta a navigare in mare aperto. Con Monti c'è dialogo ma l’investimento nel nuovo governo va al di là dell’emergenza finanziaria: l'auspicio...

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20 Novembre Nov 2011 1537 20 novembre 2011 20 Novembre 2011 - 15:37
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Forse è una pura coincidenza. Oppure è la dimostrazione, come ha detto Julián Carrón, il successore di don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione, che «è nei momenti di crisi che ciascuno di noi è messo alla prova». Fatto è che è nello stesso giorno in cui l’ex premier Silvio Berlusconi pone le condizioni del Pdl al governo Monti, la Compagnia delle opere (Cdo) mostra tutta la voglia e l’intenzione di cimentarsi nella prova rappresentata dalla crisi economica e dalle novità della politica italiana.

Il messaggio che arriva dall’assemblea generale che si è tenuta questa mattina a Milano – due ore fra interventi, testimonianze dal vivo, video-racconti e, in mezzo, una performance esilarante del comico Paolo Cevoli – è che la Cdo (e con essa buona parte del mondo di Cl) è pronta a navigare in mare aperto, uscendo dalle secche della «litigiosità e faziosità che è stata una delle cause della crisi politica». Dal nuovo esecutivo, formato «attraverso una collaborazione fra il presidente della Repubblica, la maggioranza e le forze dell’opposizione», sono arrivati «segnali importanti e promettenti», afferma il presidente Bernhard Scholz.

Dialogo a tutto campo. «Noi – ha detto Scholz – siamo pronti a dialogare con gli esponenti del governo Monti su tutti temi dove siamo in grado di dare un nostro contributo». Del resto,L il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica, è da sempre vicino a Cl. La prima questione che sta a cuore alla Cdo è riforma del sistema fiscale «per alleggerire il peso delle imposte per lavoratori, famiglie e imprese». Vengono ritenute molto importanti «le intenzioni di far ripartire gli investimenti pubblici nelle infrastrutture, sburocratizzare la pubblica amministrazione, accelerare i pagamenti alle imprese» e l’attuazione dello Statuto delle imprese, che è probabilmente il provvedimento più interessante per lo sviluppo approvato nella fase finale del governo Berlusconi.

Un programma politico per lasciarsi alle Berlusconi c’è già. È lo stesso che è stato perseguito negli anni di allenza con il Cavaliere, e può sintetizzarsi così: vade retro, Stato. «Vogliamo lasciarci alle spalle – ha precisato Scholz – un dirigismo statale e un assistenzialismo sociale con tutta la burocrazia e tutti i costi che comporta». La parola-chiave è «sussidiarietà»: che vuol dire prorità delle iniziative che nascono dal basso, con l’obiettivo di realizzare il bene comune, su quelle dello Stato. Quest’ultimo, o le sue articolazioni territoriali, non devono sostituirvisi «ma intervenire, se necessario, solo in loro aiuto». 

Una stagione costituente? L’investimento della Cdo nel governo Monti va al di là dell’emergenza finanziaria. Scholz immagina di «ripartire dallo spirito della Costituente che vedeva politici di diverse provenienze impegnati insieme per il bene del paese». Un altro esempio citato è l’Europa del ’57 e del Trattato di Roma, quella che trova il coraggio di gettare le fondamenta di un’unione pacifica, istituendo la Comunità economica europea.  

Un nuovo campo da gioco. Per creare le condizioni di una stagione costituente è necessario che la società possa sprigionare le sue energie migliori in piena libertà, ragionano i ciellini. Perciò Scholz auspica una una riforma del sistema elettorale «che restituisca all’elettore la scelta dei propri candidati, per ridimensionare l’oligarchia che volenti o nolenti oggi caratterizza i raggruppamenti politici». Forse il Pdl va stretto e la galassia di Cl vuole le mani libere per pesare di più? Massimo Ferlini, presidente della Cdo di Milano, non si sbilancia ma non nasconde che la Compagnia delle opere «è entrata in una fase riflessiva». Una fase che prevede «un dialogo con tutti». Come in fondo è sempre stato nella natura di questo movimento prima delle nozze con Berlusconi.  

lorenzo.dilena@linkiesta.it

 

Twitter @lorenzodilena

 

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