“Noi donne vogliamo la metà di tutto”

«Crediamo che “Se non ora quando?” abbia avuto un ruolo importante soprattutto nelle ultime amministrative, che hanno visto costituirsi giunte paritarie o con un maggior numero di donne assessori. Anche il nuovo governo ha tre donne in ministeri di peso» racconta Giorgia Serughetti, ricercatrice ...

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1 Gennaio Gen 2012 1051 01 gennaio 2012 1 Gennaio 2012 - 10:51
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Giorgia Serughetti Ultimaa

Giorgia Serughetti, 32 anni
Ricercatrice sociale e membro del movimento "Se non ora quando?"
Roma

Cosa ha funzionato nel 2011?
Il 2011 è stato per noi un anno straordinario: il 13 febbraio un milione di persone, per la prima volta donne e uomini insieme, sono scese in piazza a chiedere dignità e rispetto per le donne al grido di “Se Non Ora Quando?”, poi la nascita del movimento come soggetto politico che è riuscito a unire da nord a sud donne diverse per età, appartenenza politica, sociale, religiosa e per “anzianità” di militanza femminista. Crediamo che il movimento abbia avuto un ruolo importante soprattutto nelle elezioni amministrative di primavera, che hanno visto costituirsi giunte paritarie o con un maggior numero di donne assessori. Anche il nuovo governo ha tre donne in ministeri di peso.

Cosa deve cambiare nel 2012?
Molte cose: la battaglia per la democrazia paritaria è lunga e difficile, e noi vogliamo la metà di tutto. Dovremo lavorare duramente perché si arrivi alle elezioni del 2013 con liste paritarie e programmi politici incentrati sulla parità di accesso delle donne al mercato del lavoro, sullo sviluppo dei servizi alle persone e del welfare per le donne. Le donne sono colpite con particolare gravità dalla crisi, dai tagli ai servizi e dalla ristrutturazione del sistema previdenziale. Vogliamo misure che migliorino le loro condizioni di vita.

Una proposta concreta per il futuro?
Ne farei tre: a questo governo e al ministro Fornero chiederei di ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco, che sono una vergogna, una prassi illegale che colpisce le donne aggirando le leggi che tutelano la maternità. A tutte le forze politiche chiederei di ripartire dalla cittadinanza, di estenderla ai figli degli immigrati che vivono nel nostro Paese, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di una polis inclusiva verso donne e minoranze. A tutte le partecipanti al nostro movimento, farei una proposta non meno concreta, che è quella di restare unite, pur nella diversità, perché solo così possiamo ottenere quegli obiettivi di crescita paritaria che tutte abbiamo a cuore.

 

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