Svezia, nasce la religione della pirateria: "Copiare è sacro"

Venera la libera circolazione delle informazioni, possiede un testo sacro e delle liturgie precise. Ha già 3000 adepti e, da qualche giorno, ha anche ricevuto il riconoscimento ufficiale dallo stato svedese. Linkiesta ha intervistato Isak Gerson, 20 anni, studente e fondatore della Chiesa Mission...

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11 Gennaio Gen 2012 1726 11 gennaio 2012 11 Gennaio 2012 - 17:26

"Copy and seed", copia e diffondi. Così mi saluta, al termine dell'intervista, Isak Gerson, ventenne studente di filosofia svedese che un anno fa ha fondato il Kopimismo, la religione che santifica la pirateria. La Chiesa Missionaria del Kopimismo - questo il nome completo - è stata riconosciuta ufficialmente, il 5 gennaio, dal Kammarkollegiet, l’organo statale con sede a Stoccolma che si occupa di registrare le autorità religiose.

La Chiesa trae origine da Kopimi, un movimento che predica la libera circolazione delle informazioni. Il simbolo di Kopimi, consistente in una K inserita all'interno di una piramide, è diventato anche il simbolo della neonata religione. Come si può facilmente intuire, il Kopimismo santifica la libertà di copia e venera il file sharing. Ha anche un testo sacro, intitolato Pows, Broccoli and Kopimi (che potete sfogliare qui) che elenca, tra il serio e il faceto, "100 roads to #g-d", cento modi per arrivare a Dio, una lista di scherzosi comandamenti 2.0.

Ottenere la registrazione presso gli uffici governativi non è stato semplice. I primi due tentativi di Gerson sono andati a vuoto. Il giovane ha dovuto dimostrare che la chiesa avesse tutte le carte in regola, fornendo, tra le altre cose, anche la lista dei simboli ritenuti sacri dagli adepti: tra di essi ci sono Ctrl+C e Ctrl+V, le due combinazioni di tasti che indicano le operazioni di "Copia" e "Incolla". Il credo kopimista non prevede la vita dopo la morte, perché, spiega Gerson, non ce n'è bisogno: "L'informazione muore quando viene dimenticata, ma finché verrà copiata, sopravviverà".

Isak, come è nata l'idea di fondare una religione?
L’idea, in realtà, non è mia. Si tratta di una proposta che ha girato su internet per anni. Allora abbiamo pensato: "Abbiamo tutti una fede in comune, perché non dovremmo creare una Chiesa?"

Qual è il messaggio del Kopimismo?
Semplicemente che copiare è sacro e che tutti dovrebbero copiare di più.

Com'è organizzata la Chiesa?
Siamo un'organizzazione abbastanza estesa. Comunichiamo tra di noi soprattutto attraverso varie pagine web e una chat IRC.

Quanti membri conta?
All'ultimo conteggio effettuato, eravamo circa 3000.

Avete dei rituali? Venerate un Dio?
No, nessun Dio. Abbiamo una liturgia chiamata Kopyacting, in cui ci connettiamo gli uni con gli altri attraverso una stanza, che non dev'essere per forza un luogo fisico ma può essere anche un server, e ci scambiamo file copiati. La liturgia si conclude con un'incoraggiamento a copiare le informazioni ad altre persone.

Cosa pensa la Chiesa del Kopimismo delle leggi sul copyright?
Pensiamo che siano disastrose: il copyright andrebbe abolito. Personalmente, non temo queste leggi. Avendo studiato crittografia, so come cavarmela in certe situazioni. Ma ho paura per quelli che non ne sono capaci e potrebbero venire beccati.

Siete legati in qualche modo al Partito Pirata, movimento politico che in Svezia esiste dal 2006?
No, nel modo più assoluto.

Ora che la Chiesa è stata riconosciuta, cosa cambia per voi?
Personalmente mi aspetto che il numero degli adepti continui ad aumentare e, ovviamente, che il file sharing venga accettato pubblicamente sempre di più.

 

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