Bossi minaccia, ma senza le poltrone lombarde la Lega fallisce

Mentre Umberto Bossi minaccia di far cadere la giunta di Roberto Formigoni in Lombardia, in via Bellerio fanno due calcoli su quanto perderebbe la Lega Nord dal crollo dell'amministrazione lombarda. Il risultato è da far impallidire lo stesso Senatùr, perché l'ultimo bilancio regionale è stato di...

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23 Gennaio Gen 2012 1739 23 gennaio 2012 23 Gennaio 2012 - 17:39

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi minaccia di far cadere la giunta regionale lombarda di Roberto Formigoni se Silvio Berlusconi non staccherà la spina al governo Monti. Peccato che alla boutade semi elettorale di piazza del Duomo non credano nemmeno i leghisti, che in generale preferiscono astenersi dal rilanciare l’intervento del Senatùr. «Non c’è bisogno di commenti», tuona anzi l’assessore alla Salute Luciano Bresciani, medico personale dell’Umberto, a suo modo garante dei delicati meccanismi che regolano l’importante settore sanitario di regione Lombardia. D'altra parte il territorio lombardo, nonostante la crisi econimica mondiale, resta una delle area con il Pil procapite più alto d'Europa. 

Del resto, oltre allo stipendio mensile del Trota Renzo Bossi in consiglio regionale (circa 12mila euro per 20 consiglieri), dalle parti di Gemonio, quartier generale del cerchio magico, come in via Bellerio, sempre più faro dei maroniani, si calcola che in caso di crollo della giunta Formigoni le perdite sarebbero decisamente ingenti. In ballo, oltre a assessorati di peso come Urbanistica o Sanità, ci sono le posizioni nelle Aziende Sanitarie Lombarde (Asl) e le direzioni generali degli Ospedali. Ci sono le presidenze nelle partecipate strategiche come Finlombarda, Cestec, Infrastrutture Lombarde, Lombardia Informatica, ma anche Aler, Ferrovie Nord Milano e persino Lombardia Film Commission dove compare come perfino come consigliere Renzo Martinelli, il regista lumbard del film il Barbarossa. Poi ci sono appunto i posti nei relativi consigli di amministrazione con stipendi annuali a cinque zeri e relativo gettone di presenza. Infine c’è la gestione del sistema infrastrutturale lombardo, come la prossima grande torta per l’Expo 2015. 

Nel 2011 l’amministrazione regionale ha investito nel settore sanitario circa 16 miliardi e 350 mila euro. Un ospedale vale da solo all’incirca 200 milioni di euro. E la sola Asl Milano 1 aveva nel 2010 un budget di un miliardo e 700 mila euro. Che dire poi di Infrastrutture Lombarde, altra partecipata che gestisce un portafoglio di progetti di circa 5 miliardi di euro. O di Fiera Milano, «snodo centrale di moltissimi comparti produttivi», come si legge in una nota di regione Lombardia, «e motore di sviluppo per il sistema Italia».
È una questione che non guarda in faccia nessuno. Che pone le sue fondamenta sull’accordo tra la lobby di Comunione e Liberazione e quella del Sole delle Alpi di Alberto Da Giussano. Vicenda dove non c’entra poi molto la battaglia tra barbari sognanti e bossiani di ferro. Gli alfieri della lottizzazione compaiono in grande stile tra le file leghiste che continuano comunque a urlare contro Roma ladrona: ma lo spoil system è anche made in Bossi. & co.

Nel caso in cui cadesse la giunta Formigoni, infatti potrebbe per esempio essere rivista la direzione generale della Asl di Varese, dove a dicembre è stato nominato Giovanni Daverio, voce dei Distretto 51, band musicale di Bobo Maroni. Lo stipendio di un direttore generale di una Asl si aggira intorno ai 150 mila euro annui. Oppure sarebbe a rischio la presidenza di Lorenzo Demartini in Lombardia Informatica, società da 230 milioni di euro di ricavi, dove il presidente incassa annualmente 460 mila euro. Le cassaforti di regione Lombardia sono però Cestec e Finlombarda. Qui nel 2010 il Carroccio e il Pdl hanno ingaggiato un duro braccio di ferro che ha portato l’ex presidente della Finanziaria per lo Sviluppo lombardo Giampaolo Chirichelli sulla presidenza del Centro per lo sviluppo tecnologico, l'energia e la competitività delle Pmi lombarde. Nei relativi consigli di sorveglianza presieduti dal governatore Formigoni compare anche l’assessore all’Urbanistica Daniele Belotti e il vicepresidente leghista Andrea Gibelli.

Ma è sulle cadreghe nel cda che la Lega l’ha spuntata all’ultimo valzer di nomine. In Cestec Chirichelli può contare sui leghisti Lorena Trecate e Giammarco Mancini. Mentre in Finlombarda, il pidiellino Marco Nicolai si trova a confrontarsi con i padanissimi Luca Allievi e Luca Galli. In Fiera Milano Spa c’è come vicepresidente vicario il sindaco di Varese Attilio Fontana. Tra i consiglieri il padano Roberto Baitieri, di Sondrio, che ha deleghe regionali anche sulla Montagna. Carlo Malugani, che è anche consigliere comunale della Lega Nord a Lecco, è presidente di Ferrovie Nord Milano.  

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