Il cemento avanza, quanto suolo abbiamo consumato

Nell’ultimo decennio le aree urbane in Italia si sono espanse velocemente

Cementificazione
25 Gennaio Gen 2012 0730 25 gennaio 2012 25 Gennaio 2012 - 07:30
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Estratto dalla Audizione del Presidente dell’Istat Enrico Giovannini alla Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali del Senato 

Il «consumo di suolo» è un concetto multidimensionale, di cui allo stato non esiste una definizione univoca. I suoi elementi più evidenti sono l’espansione delle aree urbane e l’impermeabilizzazione delle superfici naturali (soil sealing), solo in parte associata all’urbanizzazione. Entrambi questi fenomeni negli ultimi decenni sono aumentati assai più rapidamente della popolazione, in Italia come in altri Paesi europei. In generale, altre trasformazioni permanenti o difficilmente reversibili delle caratteristiche dei terreni sono associate all’insieme delle attività antropiche e agli stessi agenti naturali. L’agricoltura, ad esempio, può determinare la perdita di sostanze organiche o la salinizzazione con l’uso intensivo delle falde acquifere sotterranee per l’irrigazione. Inoltre, alcune parti del nostro territorio sono esposte in misura crescente ad erosione e al rischio di desertificazione, in relazione agli effetti del cambiamento climatico.
L’insieme di queste forme di consumo del suolo, oltre a determinare la perdita, nella maggior parte dei casi permanente e irreversibile, di suolo fertile, si riflette in frammentazione del territorio, riduzione della biodiversità, alterazioni del ciclo idrogeologico e modificazioni microclimatiche.

Per approfondire:

Infografica – L’Italia di cemento, quante nuove case sono state costruite in dieci anni?

 

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