La Lega salva Cosentino? E il Pdl aiuta Calderoli accusato di truffa

Popolo della Libertà e Lega Nord salvano nella giunta per le autorizzazioni a procedere il senatore Roberto Calderoli. Accusato di truffa ai danni dello Stato per un volo istituzionale da 10 mila euro usato, secondo l'accusa, per scopi personali, la vicenda dell'esponente leghista arriva a palazz...

Gancia Calderoli
1 Febbraio Feb 2012 1921 01 febbraio 2012 1 Febbraio 2012 - 19:21
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Scambi di favore tra Popolo della Libertà e Lega Nord per salvare deputati o senatori dalla grinfie dell’autorità giudiziaria. Se una fetta di parlamentari della Lega Nord aveva salvato Nicola Cosentino dall’arresto il 12 gennaio scorso, il Pdl ha ricambiato il favore mercoledì 1° febbraio. Nella giunta per le autorizzazioni a procedere, infatti, pidiellini e i leghisti hanno votato compatti, salvando l’ex ministro Roberto Calderoli dall’autorizzazione a procedere sul caso di un volo di Stato che sarebbe stato usato illegalmente il 19 gennaio del 2011.

Ora sarà l’aula di palazzo Madama a decidere in base alla relazione della giunta. Ma la questione potrebbe persino fare scuola sull’uso dei voli di Stato da parte dei ministri. Spiega Francesco Sanna, senatore del Partito Democratico e relatore in giunta sul caso. «A nome della non inedita maggioranza Pdl e Lega, a Calderoli può essere riconosciuta un' immunità addirittura doppia: di aver agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante e per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo. La qualcosa non esiste e crea un grave precedente sulla base del quale si potrebbero concedere in futuro voli a go-go».

Continua così a sopravvivere il patto d’acciaio tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, i due leader dei partiti di centrodestra, che pur continuando a pizzicarsi sotto il governo Monti, stando uno all’opposizione e l’altro in maggioranza, sembrano comunque andare d’amore e d’accordo. Soprattutto sui casi legati a procedimenti giudiziari che riguardano l’uno o l’altro esponente del Carroccio o del Pdl in cerca di immunità parlamentare. Rischia però di non essere fatta chiarezza su quel volo di stato del 19 gennaio del 2011, quando un aereo del consiglio dei ministri atterrò all’aeroporto Levaldigi in provincia di Cuneo. Una premessa: Gianna Gancia, presidente della provincia cuneese è compagna di Calderoli. E nella memoria difensiva del leghista bergamasco sta scritto chiaro e tondo che quella fu «un'emergenza familiare e non istituzionale»: una visita in ospedale al figlio di 10 anni della Gancia che si trovava in prognosi riservata dopo un incidente stradale.

Eppure qualcosa non torna nel racconto, denunciato a suo tempo dall’esponente del Movimento 5 stelle Fabzio Biolè, perchè secondo le indagini quella fu una deviazione del volo, già impegnato in altri impegni istituzionali. Calderoli è accusato di truffa ai danni dello Stato, perché si legge nell’accusa «con artifici e raggiri consistiti nel richiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite il proprio capo di Gabinetto», l'autorizzazione all'utilizzo «di un aereo di Stato per un volo da Roma a Cuneo e ritorno», motivando la richiesta con «comprovate e inderogabili esigenze di trasferimento connesse all'esercizio di funzioni istituzionali, contrariamente al vero, in quanto egli doveva recarsi a Cuneo per motivi di carattere personale». In questo modo avrebbe indotto «così in errore i competenti funzionari della Presidenza del Consiglio dei ministri in ordine alla effettiva esistenza delle predette esigenze istituzionali». Da qui l’«ingiusto profitto consistente nella effettuazione del viaggio con aereo di Stato», con «conseguente danno subito dallo Stato e derivante dall'esborso delle relative spese per un ammontare di circa 10mila euro». 

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