Quale via d’uscita per lasciarci alle spalle i nostri errori?

Ognuno ha tanti fallimenti nella vita che pesano addosso e ci avvolgono: ci paralizzano. Che via di uscita c’è? «L’uomo è nuovo e libero quando sa che il male, qualunque sia, fatto o subito, non condiziona la sua esistenza», scrive il biblista e gesuita Silvano Fausti.

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18 Febbraio Feb 2012 1210 18 febbraio 2012 18 Febbraio 2012 - 12:10
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Messe Frankfurt

L’uomo di sua natura è uno che cammina, la sua vita ha un senso, ha un fine. 

Marco 2, 1-12
Entrato di nuovo giorni dopo in Cafarnao, si udì che era in casa. E si riunirono molti così che non c’era più posto neanche davanti alla porta e diceva loro la parola. E giungono portando a lui un paralitico sollevato da quattro e non potendo portarglielo dinanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto dove si trovava e fatta un’apertura calano il lettino dove giaceva il paralitico. E vista Gesù la loro fede, dice al paralitico: Figliolo, sono rimessi a te i peccati. Ora c’erano alcuni degli scribi lì seduti a ragionare nei loro cuori: perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non il solo Dio? E subito, conosciuto Gesù nel suo spirito, che così ragionavano in se stessi, dice loro: Perché così ragionate nei vostri cuori? Che cosa è più facile dire al paralitico sono rimessi a te i peccati o dirgli: Risvegliati!, solleva il tuo lettino e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha potere di rimettere i peccati sulla terra, dice al paralitico: Io ti dico, risvegliati! solleva il tuo lettino e va alla tua casa. 
E fu risvegliato e subito sollevato il lettino uscì davanti a tutti, sì che rimasero meravigliati tutti. E glorificano Dio dicendo: Così non abbiamo mai visto.

Il paralitico è l’uomo che non può camminare e quindi rappresenta l’uomo che non può raggiungere nessun senso, nessun fine nella vita. Dove andare? È bloccato. Bloccato dalle sue paure, da infinite cose. Seconda cosa, in questo brano Gesù è accusato di bestemmia. Cioè, quanto Gesù fa è una bestemmia per tutte le religioni, perché tutte le religioni propongono una legge. La legge, se è giusta, condanna chi fa l’ingiustizia e premia chi fa il bravo. Gesù invece ha un’altra legge: perdona. Ma che legge è questa? Se Dio stesso non osserva la legge e perdona, allora come si fa a vivere? Terzo aspetto interessante, questo è l’unico miracolo di cui si dice il senso: liberare l’uomo dai suoi peccati e dalle sue paralisi, in modo che viva. È il senso di tutti i miracoli, e qui è detto esplicitamente. 

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Il paralitico è l’immagine di tutti noi che siamo fatti per camminare, abbiamo un fine che dà senso a tutta la nostra esistenza, e invece siamo bloccati. Ognuno pensi a tutti i blocchi che ha a tutti i livelli: nelle relazioni con gli altri, con se stesso, con l’esistenza. Allora questo paralitico rappresenta quella morte interiore di una vita insensata, bloccata, chiusa, che tutti sperimentiamo e che sappiamo essere sbagliata.

Ognuno ha tanti fallimenti nella vita che pesano addosso, ci avvolgono, ci stringono: ci paralizzano. E gli altri ci convincono che li abbiamo addosso. Peccato in ebraico vuol dire fallimento: peccare è fallire il segno, il bersaglio. Oggi la realtà del peccato è poco nota. Abbiamo in compenso molti sensi di colpa. Il senso di colpa vuol dire che c’è un disagio, qualcosa che non va, se no ci sentiremmo a posto. Quindi ha un valore positivo anche quello. Poi è da vedere cosa non va. Se semplicemente hai un senso di colpa perché non sei così bravo come vorresti essere, perché non hai la voce della Callas per cantare, perché non hai il pennello di Leonardo, allora direi: va bene, rassegnati ad essere quello che sei, supera questi sensi di colpa. I nvece posso avere dei sensi di colpa precisi: ho fatto del male, ho ricevuto del male e me lo porto dentro. Il male che ho fatto e ricevuto ce l’ho addosso, mi taglia delle possibilità, avrei potuto fare cose belle, però tutti questi condizionamenti che ho addosso, che gli altri mi hanno messo addosso, e che io ho contribuito ad accrescere, mi bloccano, non posso più muovermi. Anche la religione che propone tante cose belle, ti fa vedere di più quanto sei sbagliato, quanti peccati hai addosso. Quindi ancora più bloccato.

Che via di uscita c’è? Mi sforzerò di fare il bravino? Più mi sforzo di fare il bravo più mi accorgo che sbaglio, che non riesco, sono sempre più fallito. Cosa devo fare? È il problema serio dell’uomo questo. Quello del male, fatto o ricevuto, comunque incassato, che poi ci incapsula bene. E non c’è via d’uscita. Il potere di Dio è quello di perdonare, di allontanare il peccato. Cioè l’uomo è nuovo quando sa che il male, qualunque sia, fatto o subito, non condiziona la sua esistenza. Il perdono è capace di vincere il male. Anche se è grande è il male che hai, non sei escluso da Dio, anzi, più grande è la sua vicinanza. Come un genitore che, a un figlio che sta male, vuole più bene. Non è che lo butta via. 

Il lettino. Significherà pur qualcosa se viene fuori quattro questo lettino. Che cos’è questo letto nel quale il paralitico sta? È il suo letto di contenzione, che rende visibile la sua paralisi, ma sul quale può anche esser trasportato. Poi se lo porta lui. Probabilmente questo letto è simbolo della legge che lo tiene lì legato, immobile. E la legge cosa fa? La legge mi persuade del mio male, del mio peccato e mi porta a chiedere il perdono. Quindi ha una funzione positiva la legge. La legge mi fa capire che non è bene quel che sto facendo. Se mi tiro una martellata sul dito, capisco che non è bene perché mi fa male, è una legge biologica sentire il dolore. Così anche la legge religiosa ha un valore, non perché ti lega, ma perché ti fa vedere che l’obiettivo sarebbe un altro, siccome tu non lo osservi ti dice: guarda che tu hai sbagliato. E la legge allora mi fa vedere il mio errore. Ma facendomi vedere il mio errore in qualche misura allora mi porta verso il perdono. Se è sbagliato fare così, allora cosa si fa? Dopo l’incontro con Gesù che perdona lui non è più nel lettino, ma lui porta il lettino.

Chi è amato, è chiaro che poi osserva la legge. Se uno è amato certo che non uccide, non ruba, non mente. Se uno è perdonato diventa uomo nuovo capace di vivere la legge che è l’amore, mentre prima la legge gli evidenziava il suo male e lo teneva paralizzato. La legge fa vedere ciò che è bene, ma non ti dà la forza del bene.

*biblista e scrittore

Il testo è una sintesi redazione della lectio divina tenuta nella Chiesa di San Fedele in Milano. L’audio originale può essere ascoltato qui.

Nella foto, Salvador Dalì, «Il sonno», olio su tela, cm 51 x 78, 1937 – collezione privata

 

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