Limonta: «Nessuno può dire di rappresentare il popolo arancione di Pisapia»

Paolo Limonta, maestro elementare, coordinatore dei ComitatixMilano e responsabile dell’Ufficio per la Città del Comune, scrive a Linkiesta dopo il nostro pezzo sul Movimento arancione di Giuliano Pisapia. «Se lo sfaldamento del movimento arancione è rappresentato dalla determinazione, dalla pass...

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24 Febbraio Feb 2012 1204 24 febbraio 2012 24 Febbraio 2012 - 12:04
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Considero Linkiesta un ottimo giornale online e, quindi, vorrei contribuire all'approfondimento che si sta sviluppando sul movimento arancione che, secondo Alessandro da Rold inizierebbe a sfaldarsi.

Premetto che, per me, è molto difficile identificare l'incredibile movimento che ha portato Giuliano Pisapia a Palazzo Marino. Un movimento estremamente variegato e trasversale che comprendeva Bassetti e i giovani dei Centri Sociali, i partiti e gli scout, i Comitati organizzati e i gruppi spontanei di amici che organizzavano iniziative per poche persone o per i quindicimila che hanno partecipato alla "volata", la più grande biciclettata organizzata a Milano.

Quindi, sempre secondo me, nessuno ieri e oggi può ragionevolmente dire di rappresentare il popolo arancione. Però, già a partire dalle primarie un numero sempre crescente di persone ha partecipato al percorso dei Comitati x Pisapia, poi trasformatisi nei Comitati x Pisapia Sindaco e diventati, dopo una due gioni cui hanno partecipato oltre cinquecento persone, Comitati x Milano.

Io, a differenza dei cultori della partecipazione che non partecipano, ma si limitano a scrivere su blog e facebook, vorrei proprio parlarvi di questi Comitati che non rappresentano in toto il popolo arancione, ma ne sono sicuramente una cospicua e degnissima parte. Come ho fatto per tutta la campagna elettorale e dopo l'elezione di Pisapia, a partire dalla metà di febbraio ho iniziato una sistematica partecipazione alle loro riunioni che mi hanno confermato la bontà del percorso che, insieme, abbiamo iniziato.

Perché io credo che ritrovarsi insieme a centinaia di donne e uomini che stanno sul territorio, analizzano i problemi, coinvolgono persone nell'elaborazione di progetti per migliorare le condizioni di vita di tutti e si rapportano continuamente con Sindaco, Giunta e Consigli di Zona sia una realtà che a Milano non si vedeva da anni.Una realtà che ha l'obiettivo di definire e incentivare i percorsi di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politico amministrativa della città.

E, attenzione: i Comitati x Milano non sono i pretoriani di Giuliano Pisapia e della sua Giunta ma, piuttosto, la loro coscienza critica, una realtà organizzata che sa anche stimolare, criticare, chiedere inversioni di rotta in un percorso di continuo confronto. Perché, lo scopo dichiarato dei Comitati e del Sindaco è quello di cambiare profondamente questa città rigenerando un nuovo spirito civico che definisca comportamenti individuali adeguati alla concezione di città come bene comune.

Per sintetizzare potremmo dire che tra poco più di quattro anni a Milano non ci dovranno essere più vigili che multano gli automobilisti che posteggiano negli spazi dei disabili, perché l'obiettivo è non avere più automobilisti che lo fanno. Il sindaco e la Giunta, per il momento, hanno risposto a questa domanda di partecipazione interpretandone molto bene il primo stadio e cioè quello dell'ascolto e del confronto.

Non basta, ma la fretta non ci porta da nessuna parte: dobbiamo utilizzare ogni giorno, ogni settimana, ogni mese per progredire sempre di più sul terreno della democrazia partecipata. Ci sono critici, scontenti, insoddisfatti? Certamente, alcuni si sono addirittura palesati una settimana dopo l'insediamento di Giuliano a Palazzo Marino. Noi non sottovalutiamo nessuna opinione, nessun segnale negativo, nessuna critica.

Però non ci fermiamo e andiamo avanti. E, se lo sfaldamento del movimento arancione è rappresentato dalla determinazione, dalla passione, dalla forza che continuano a esprimere i Comitati x Milano... beh, auguro che questo sfaldamento si estenda alle varie città dove il vento è cambiato la scorsa primavera e a quelle dove cambierà la prossima.

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