Tavolazzi: «Caro Beppe Grillo, a espellermi hai fatto un errore gravissimo»

Oggi sono stati espulsi i grillini di Forlì. La lista ormai è lunga. Il primo a essere cacciato fu Valentino Tavolazzi, di Ferrara. «La mia espulsione è uno spartiacque», disse a Linkiesta in questa intervista che vi riproponiamo, «segna un prima e un dopo nella storia del movimento».

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5 Marzo Mar 2012 1950 05 marzo 2012 5 Marzo 2012 - 19:50

Tavolazzi, come ci si sente a essere il primo espulso nella storia del Movimento 5 Stelle?
Disorientati. Proprio non capisco. Non ho risposte. Ci siamo parlati ieri sera lungamente al telefono con Beppe Grillo e non mi ha detto niente. Oggi fa quel post, e mi butta fuori dal movimento…

Ma cos’è successo?
E che ne so! Non riesco a capire. Con Beppe Grillo ci conosciamo da anni. Lui non ha gradito l’organizzazione di un incontro a Rimini tra militanti dell’M5S per parlare di organizzazione e democrazia interna. Aveva tuonato duramente sul suo blog, parlando addirittura di morte del Movimento. Io non avevo capito perché mescolasse alcune conversazioni critiche tra consiglieri (io non ero tra loro) espresse in una chat privata con l’organizzazione di quella giornata. Allora su Facebook ho scritto “Perché vengono accomunati i commenti privati (nel merito dei quali non entro), con la due giorni di Rimini? Cosa c’entra? E perché il programma dei lavori sarebbe quello di un partito?”. Poi, tornato da Rimini, sempre su Facebook ho scritto un lungo post (leggi) che si apriva con le parole “Caro Beppe”, dove spiegavo quello che avevamo fatto. Evidentemente non ha gradito. Ma al telefono non mi ha detto niente. Ha ribadito di vedere come il fumo negli occhi queste riunioni tra militanti. Ma niente poteva farmi pensare che oggi mi avrebbe espulso. Lui era convinto che io fossi tra gli organizzatori, invece no. Ho solo preso parte all’evento, e gliel’ho detto. Avevo organizzato il Democracy Day qui a Ferrara, è vero, a fine novembre. E gli ho spiegato come, secondo me, queste occasioni siano molto valide. E come non ci sia niente di separatista dietro, nessun complotto… Solo una richiesta di maggiore chiarezza sul funzionamento della democrazia interna.

Ma di cosa è accusato? Come si giustifica l’espulsione?
Non lo so! E secondo me non lo sa neppure lui. Scrive che ho violato il “Non statuto”. Ma quale articolo? Quale comma? Cosa mi si contesta? Tutto quello che mi sta accadendo non è comprensibile. E segna un prima e un dopo per il Movimento. È stata una decisione gravissima, uno spartiacque. Intanto perché, visto che non abbiamo le tessere, non è prevista una procedura di espulsione. Ha fatto una cosa fuori dal regolamento. Io non ho nessun rancore nei suoi confronti, ma non riesco a individuare questo suo comportamento come un comportamento di Beppe Grillo, dell’amico che conosco da tanti anni. Le possibilità sono due, e non so quale sia peggiore: o mi ha espulso perché non gli sono piaciuti quei miei due post su Facebook, o ha voluto fare di me un simbolo, colpire qualcosa di molto più grande di Valentino Tavolazzi. Mi ha scelto come immagine di qualcos’altro, mi ha sacrificato volutamente per dare un segnale, una lezione, un messaggio di rigore. Che di certi temi, cioè, e in particolare della democrazia interna al Movimento, non si può e non si deve parlare. Quindi, o le ragioni sono in quei due post in parziale dissenso, o in questo avvertimento trasversale. In ogni caso il fatto resta gravissimo. E non so decidere se sono più amareggiato o stupito.

Questa espulsione rischia di spaccare il Movimento. Già sulle tante bacheche del movimento c’è chi dice bravo a Grillo «perché sta facendo fuori le mele marce» e chi la difende a spada tratta dando a Grillo del kapò o dicendo che tiene dei processi stalianiani…
Credo che quelli che mi danno della mela marcia non mi conoscano. Per fortuna, la menzogna ha vita dura al tempo di internet. Basta dare un’occhiata sul web per vedere tutto quello che ho fatto per il movimento. Ringrazio invece quelli che mi stanno dando una solidarietà incondizionata. Mi fa piacere che tante persone mi stiano difendendo e non si facciano una ragione di quello che è successo. Ma non voglio nemmeno che nasca un fronte contro Beppe Grillo. Mi sta così a cuore il bene del Movimento, che non vorrei che questa storia indebolisse le battaglie in cui ho sempre creduto. Sono convinto che Grillo stia sbagliando alla grande. Ma mi interessa più il successo delle idee vere del 5 Stelle che non una mia rivalsa personale. Anche perché ho poco da rivalermi. Ho la coscienza a posto. Sono nel giusto al 110%.

Valentino TavolazziValentino Tavolazzi con Beppe Grillo, quando tra i due c’erano ancora solo sorrisi

Il post incriminato sulla pagina Facebook di Tavolazzi

CARO BEPPE,
Sono a Rimini e sono contento di partecipare ad una iniziativa bella, pacata, di confronto sincero su temi vitali per il futuro del movimento. La sede non e’ deliberante, e’ un confronto su proposte che vengono approfondite e votate per valutarne il gradimento. Essere contrari a questo non ha alcun senso. I temi selezionati in rete per il programma di lavoro, sono anch’essi proposte e quelli apparsi fughe in avanti o fuori contesto non sono stati votati. Una proposta non e’ mai colpevole, se non e’ condivisa viene cancellata. Nè può essere il pretesto per etichettare una iniziativa (“partitocratica”) o per non partecipare. La prima giornata ha prodotto proposte interessanti che riguardano il processo decisionale nel Movimento (chi, come, dove, quando decide cosa?), gli strumenti (portale, assemblee, social network, blog locali,...), le regole per la selezione dei candidati del Movimento, sia per elezioni locali che per quelle nazionali. E’ stata una giornata in cui tanti hanno potuto esprimere liberamente le proprie opinioni e proposte sui temi citati ed altri. Non capisco l’accanimento contro iniziative di questo tipo. Io non ho percepito nessun astio o pregiudizio contro Beppe o Casaleggio. Ho già detto che in tal caso non avrei partecipato o non sarei rimasto. Quello che invece emerge con forza e’ la domanda di strumenti di confronto e di decisione sui temi di politica locale e nazionale, che consentano veramente di realizzare “uno vale uno”. Tanti nel Movimento da anni si fanno il mazzo per quel principio che Beppe ci ha fatto amare, ma che tuttora resta sulla carta. Il Movimento brulica di bravi ragazzi che dedicano tempo libero per una causa, per degli ideali, ma che vogliono anche vedere dei risultati. Se noi non saremo capaci di realizzare una vera democrazia diretta nel Movimento non potremo proporla nella società. Il post di Beppe di ieri non andava fatto. Ha reso pubbliche conversazioni private, le ha accomunate all’iniziativa di Rimini, senza che vi sia alcun nesso, ha appiccicato l’etichetta partitocratica ad una situazione che tale non si voleva e non e’ stata. Rimini e’ la prosecuzione del Democracy Day di Ferrara, esperimenti di democrazia diretta, che dimostrano una loro validità e potenzialità di estensione all’intero Movimento. Non possono sostituire il voto nel portale, perché non possono essere accessibili a tutto il popolo dei votanti del Movimento. Ma costituiscono degli ottimi percorsi di proposta ed approfondimento di soluzioni, regole, esperienze, da sottoporre al voto in rete. Delegittimarle senza conoscerle e’ un errore. Penso anche che gli eletti avrebbero fatto bene a partecipare (c’e anche domani), sia perche’ si respira un clima aperto e fortemente propopositivo, ma anche perché penso che nessuno, tanto meno Beppe, possa attribuire etichette da separatisti o da presunti fondatori di partiti o peggio da ribelli che mirano all’espulsione dal Movimento, di CHI LO HA FONDATO (accusa tanto patetica quanto vergognosa), a persone che interagiscono e lavorano per il bene del Movimento con la massima trasparenza (tutto in streaming) e lealtà. La LEALTA’ e il valore che va chiesto agli altri, ma ad essi va dato. La lealtà e’ il valore tradito da chi usa ogni occasione per dividere il Movimento in ortodossi e traditori, dall’alto di una purezza che nessuno ha. La lealtà e’ il valore che Beppe ha sempre apprezzato e che ci ha sempre dimostrato. A quella lealtà non voglio smettere di credere. Basta con le polemiche inutili, con i sospetti, con le paure. Il Movimento sta crescendo in fretta e in questo processo il confronto leale è l’unico anticorpo contro la trasformazione in un partito come gli altri. Penso che nessuno lo voglia, ma questo non esclude il confronto su strategie e processo decisionale per la realizzazione effettiva di “uno vale uno”.

 

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