Corruzione ed evasione, due facce della stessa medaglia

Se proprio si dovesse fare una classifica di chi è più parassita tra l’evasore e il corrotto, non vi è dubbio alcuno che il corrotto lo è più dell’evasore, posto che quest’ultimo si prende quanto meno la briga di creare la ricchezza su cui omette poi di adempiere il proprio obbligo contributivo, ...

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12 Marzo Mar 2012 1025 12 marzo 2012 12 Marzo 2012 - 10:25
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Allarmi e casi di cronaca, l’ultimo in Lombardia, si susseguono sul problema della sempre più dilagante corruzione nella politica e nel settore pubblico, ma le iniziative legislative continuano a latitare. Eppure evasione fiscale nel settore privato e corruzione nel settore pubblico sono due facce della stessa medaglia: entrambi sono comportamenti che impoveriscono la collettività, piegando la ragione comune all’interesse individuale.

Anzi, se proprio si dovesse fare una invero sciocca classifica di chi è più parassita tra l’evasore e il corrotto (sciocca perché parassiti lo sono entrambi e tanto basta), non vi è dubbio alcuno che il corrotto lo è più dell’evasore, posto che quest’ultimo si prende quanto meno la briga di creare la ricchezza su cui omette poi di adempiere il proprio obbligo contributivo.

Perché, allora, la politica, le alte cariche istituzionali del Paese e i super-tecnici con super-stipendi che presidiano pubbliche amministrazioni, agenzie e authority varie sostengono a spada tratta qualsiasi misura draconiana contro l’evasione fiscale, ma al tempo stesso condividono la necessità di procedere con i piedi di piombo sul fronte della corruzione?

La risposta più maliziosa, ma oggettivamente anche più immediata, è che la loro non è una battaglia di legalità nel nome del bene comune, ma una pura e semplice difesa dello status quo.
Altro che rivoluzione culturale.

Nell’istante in cui scarseggiano le risorse finanziarie per mantenere inalterato l’apparato statale, l’evasione fiscale diventa un reato che mette in pericolo quello status quo che contempla per l’appunto anche sprechi e rilassatezza nel perseguire la corruzione.

Ecco che, come tale, l’evasione fiscale diventa meritevole di essere perseguita con quella determinazione che altre forme di illegalità assolutamente equivalenti non meritano, perché, evidentemente, il punto non è la battaglia all’illegalità e all’iniquità. Il punto sono i soldi e la possibilità di continuare, nei limiti del possibile, come nel settore pubblico si e’ sempre fatto. C’è solo una cosa peggiore di astenersi dal combattere una battaglia assolutamente giusta: combatterla pervertendone il fine.

 

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