Napoli, l’America’s Cup promette di rendere tre volte quello che costa

Ad aprile è previsto l’arrivo delle competizioni preliminari dell’America’s Cup a Napoli. Le richieste degli organizzatori sono molto precise, dai rifiuti agli spot fino alle strutture temporanee e il programma degli eventi. La previsione di ritorno dell’investimento per Napoli è di circa 73 mili...

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21 Marzo Mar 2012 0800 21 marzo 2012 21 Marzo 2012 - 08:00

Nelle 75 pagine del piano strategico per le regate dell'America's Cup World Series che dal prossimo 7 aprile avranno luogo a Napoli è tutto minuziosamente pianificato: tempi, modalità e costi dell'evento sportivo partenopeo. Nulla è lasciato all'improvvisazione, lo chiedono, anzi lo impongono, gli americani organizzatori dell'evento che si faranno pagare 5 milioni d'euro in soli diritti per ognuna delle due regate e faranno spendere circa venti milioni d'euro per opere a mare e a terra, eventi e comunicazione. Se tutto però andrà come previsto, le regate partenopee moltiplicheranno per tre e forse più (si prevede un ritorno di 73 milioni e mezzo) l'investimento iniziale. A Napoli, città degli eterni cantieri, le opere a mare per allungare la barriera artificiale di scogli davanti al lungomare partenopeo, vanno avanti. Ieri, intanto, sono approdati in città, stipati nei container, i tre catamarani Ac45 che si sfideranno nelle regate preliminari World Series.

SPAZIO AEREO, PIANO RIFIUTI, NO SPOT ABUSIVI

Nel piano Napoli per l'America's Cup attenzione maniacale alla divisione degli spazi che sono limitati e vanno sfruttati fino all'ultimo metro. Nel regno del brand, durante le regate spariranno tutte le pubblicità cittadine. Lo prevede l'accordo tra gli americani e la società di scopo nata a Napoli, la Acn srl (costituita da Comune, Regione, Provincia e Unione industriali): lotta al cosiddetto ambush marketing, soltanto chi paga potrà avere il suo marchio nell'area dell'evento; perfino la segnaletica stradale sarà cambiata per l'occasione. L'organizzazione statunitense, l'Acea, chiede molto: accesso illimitato allo spazio aereo di regata per gli elicotteri; una super polizza assicurativa di due anni per qualsiasi cosa accada durante e dopo ma collegata alle regate. Anche il recruitment e la formazione di 50 volontari che in quanto volontari non saranno pagati ma avranno due pasti al giorno. Nemmeno sulla rimozione dei rifiuti si rischia: la società italiana gestore della kermesse dovrà garantire la pulizia dell'area. Ciò, ipotizza qualcuno, per evitare di finire in balìa di scioperi delle ditte pubbliche.

STRUTTURE E PROGRAMMA DEGLI EVENTI

Gli eventi si concentreranno fra il lungomare e la Villa Comunale. Sarà realizzato un palco per le premiazioni avrà mille posti a sedere; un'area ristoro di mille metri quadrati e trecento posti a sedere, mini punti ristoro e gazebo per un totale di duecentocinquanta posti.
Agli sponsor andranno settecento metri quadrati; cento in meno per gli infopoint turistici. Nella “Hospitality Area“Lezioni di strategie” coi campioni della vela raccontano le regate attraverso modelli e film, l'esperienza della regata di vela in 3D; l'area foto coi campioni in lizza; video e racconti delle leggende dello sport e uno studio televisivo allestito per le interviste.

Nel “Public Village” mostre fotografiche con sponsor (oggettistica di lusso, oro, pietre preziose, coralli, cammei). Sulla “Excellence Avenue”, promenade per le eccellenze locali saranno in mostra cibo, moda, prodotti dell'hi-tech del Mezzogiorno.

Prevista anche la possibilità per gli appassionati fra una gara e l'altra di cimentarsi nel circuito di regata con barche private. C'è poi “Mare maris”, il mondo della carpenteria navale partenopea raccontato dai protagonisti; “Notte dello champagne” e “Luxury fast food”, spazio per film e teatro partenopeo e per l'arte culinaria. Per la kermesse di apertura con la cerimonia delle bandiere due le possibilità: piazza Plebiscito o Mergellina. Allo show s'aggiunge un galà dinner quattrocento invitati. Nelle serate del dopo regata jazz nella kermesse “Suono del vento”; spettacoli di danza dedicati all'acqua e, infine, spettacolo di chiusura con una pira sul mare e gli immancabili fuochi artificiali.

LA COMUNICAZIONE

Ci sono 800mila da spendere per pubblicizzare sui canali e i giornali nazionali e locali l'evento di aprile. Le campagne saranno sui giornali sportivi, su quotidiani e periodici generalisti locali e nazionali, radio e tv locali e nazionali. Poi le affissioni con la campagna di sul trasporto locale e infine il marketing virale sui social network, youtube, web. Chi gestirà il tutto? Tre aziende, vincitrici di due selezioni (una col Comune e una con la Acn). Si tratta di Jumbo Grandi Eventi, Infronts sport and media e K-events. La prima azienda, già impegnata nel G8 de L'Aquila e in altri maxi-eventi, è guidata da Barbara Bussetti, manager legata alla deputata Pdl Barbara Saltamartini, quest'ultima a sua volta politicamente legata a Gianni Alemanno già da quando era ministro. K-Event invece è del Gruppo Filmmaster che annovera partecipazioni di tutto rispetto come quella del presidente del Calcio Napoli Aurelio De Laurentiis, di Diego Della Valle e, indirettamente, di Luigi Abete. La gara è tuttavia nel mirino di una delle società sconfitte che ha annunciato ricorso al Tar per annullare l'esito della procedura.

IL FATTORE TEMPO

Mancano pochissimi giorni e praticamente a parte le opere a mare (il cosiddetto “baffo” della scogliera”) è stato fatto poco e nulla. Nei giorni scorsi c'è stata la consegna delle aree alle aziende vincitrici dell'appalto. Probabilmente il tempo a disposizione è così poco che non si riuscirà a portare a termine tutto: in Villa comunale, ad esempio, verranno effettuati solo i lavori indispensabili. Non c'è ancora il calendario degli eventi e soprattutto non si sa chi saranno i big della musica internazionale tanto attesi all'ombra del Vesuvio. Non mancano le polemiche: nella Casina Pompeiana sempre nella Villa Comunale, location di gran parte dell'evento, già si grida alla sprecopoli. Lo racconta il quotidiano Il Roma: Palazzo San Giacomo ha sborsato 20mila euro per gli accessori, fra i quali spiccano 12 sgabelli da 400 euro l'uno, un tavolo pieghevole da 1.400 euro e 88 sedie da 140 euro ognuna.  

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