Altro che doppi incarichi, negli enti locali c’è chi ne occupa 30

Francesco Bettoni, presidente della Camera di Commercio di Brescia, occupa allo stesso tempo più di trenta incarichi in diverse partecipate lombarde, tra consorzi, associazioni, fondazioni, società di progetto per la costruzione di autostrade e diversi altri enti locali. È solo uno dei tanti in L...

Aula Presidenza
28 Marzo Mar 2012 2359 28 marzo 2012 28 Marzo 2012 - 23:59
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Mesi a discutere sulla ormai nota «doppia poltrona» dei parlamentari, senza rendersi conto che sul territorio lombardo c’è chi riesce tra enti pubblici e partecipate, una galassia vastissima e infinita, a occupare fino a 30 incarichi, percependo persino ottimi stipendi. Saranno pure pochi «spicci», rispetto alle grandi aziende statali o a una busta paga annuale a Montecitorio. Ma incassare fino a 35mila euro l'anno in venti posti differenti di certo non guasta. Pensare che il governo Monti si era posto l'obiettivo di cambiare le cose con il decreto Salva Italia del 22 dicembre 2011. Certo, a livello nazionale è celebre il caso del presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, che arrivò a toccare quota 54 incarichi nel 2008. Si può pure discutere sul leghista Daniele Molgora, presidente della provincia di Brescia e tutt'ora deputato. Oppure di Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, che la trasmissione Report intervistò per i suoi tanti impegni professionali. Ma fa scuola nelle lande desolate della provincia lombarda, forse meno note nelle altre regioni del bel Paese, l’incredibile vicenda di Francesco Bettoni.

Il presidente della Camera di Commercio di Brescia è finito sotto i riflettori dell’associazione Tempo Moderno. In un post della scorsa settimana il think tank socialista è riuscito a risalire a tutte le poltrone occupate dal «numero uno» di quello che «ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 580» svolge, «nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza» e sulla base del principio di sussidiarietà all'articolo 118 della Costituzione, «funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali». Bettoni è nell'ordine: presidente appunto della Camera di Commercio bresciana; presidente dell’Unione delle Camere di Commercio della Lombardia; presidente della Confagricoltura; presidente dell’Unione provinciale Agricoltori di Brescia; presidente del consiglio di amministrazione di Autostrade lombarde; consigliere di amministrazione del Consorzio Fidi Agricoltori lombardi. E così una lista lunghissima, che Tempo Moderno ha pubblicato interamente qui, scusandosi persino sulla possibilità di aver saltato qualche «cadrega». I guadagni sono alti, a dirlo è la tabella sul prospetto informativo degli incarichi.  

La questione «tante poltrone» non guarda in faccia nè destra nè sinistra. Basti pensare che sempre l’associazione coordinata dall’avvocato Lorenzo Cinquepalmi, è riuscita a scoprire che il consigliere provinciale del Partito Democratico Pierluigi Mottinelli occupa allo stesso tempo 17 incarichi, tra provincia, comunità montane, Asl o fantomatiche aziende territoriali per servizi alla persona. In sintonia con i principi costituzionali viene da domandarsi come questi «professionisti» riescano a essere allo stesso tempo in così tanti posti diversi, controllando tutto e tutti.

La commistione tra incarichi in enti pubblici, consorzi, cooperative, società di progetto per la costruzione di autostrade, aziende sanitarie, ospedali, fondazioni, raggiunge traguardi inaspettati proprio in Lombardia. Secondo una ricerca dell’Anci, associazione comuni italiani insieme con Infocamere, datata fine 2011, è proprio la regione governata da Roberto Formigoni a vantare il maggior numero di partecipate, circa 597. Si tratta di una delle regioni più ricche d’Italia, governata dal centrodestra ormai da quasi vent’anni, che a ogni rinnovo di consigli di amministrazione mette in fibrillazione Lega Nord e Pdl, i due partiti di maggioranza.

Nel caso dell’Aler, l’azienda lombarda di edilizia residenziale, il cumulo di incarichi è soprattutto interno. Ovvero, tra vicepresidente e membri del consiglio di amministrazione si riesce spesso a occupare posti in società satellite o che comunque hanno a che vedere sempre con la casa madre. Loris Zaffra, il presidente, ha lasciato gli altri incarichi in Lombardia servizi Spa alla nomina. Lo scrive nella sua stessa biografia sul sito, anche se ricorda che oltre a Aler, mentiene pure la presidenza di Federcasa Lombardia a Milano. Come lui il vicepresidente Filippo Musti, che è anche presidente di Asm Voghera Spa, presidente di Cispel Lombardia Servizi, presidente di Società Vivere Insieme Srl, consigliere della società Asset Srl, consigliere della società Csi Sr. Che dire poi di Marco Mastrandrea, anche lui nel consiglio di amministrazione di Aler, ma allo stesso tempo capogruppo del Pdl nel consiglio comunale di Seveso.

Il caso dell’azienda che gestisce le case popolari in Lombardia può essere di esempio per diverse altre aziende a controllo pubblico. Se una delle questioni che si mettono sul tavolo quando si giustificano i doppi incarichi è la «professionalità», qui c’è da constatare che qualcosa non ha funzionato in questi anni. A parte le lamentele che arrivano ogni giorno dai condomini popolari per lo stato delle abitazioni, diverse volte negli anni passati si sono scoperti buchi di bilancio consistenti e talvolta la magistratura ha dovuto persino aprire indagini su presunti appalti truccati. È il caso ultimo di finanziamento illecito ai partiti che ha travolto nelle indagini l’assessore alla Sicurezza di regione Lombardia Romano La Russa e il genero Marco Osnato, consigliere comunale e direttore dell’area gestionale di Aler. Che forse il cumulo di incarichi e la commistione sempre più stretta tra politica e partecipate stia iniziando a creare qualche problema? 

La lista di dirigenti che riescono a sdoppiarsi in settimana tra i vari enti è davvero immensa. Chiunque può effettuare una ricerca sui presidenti della Camere di Commercio locali, per scovare come siano tantissimi a occupare posti in associazioni statali o affini. Che dire dunque di Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza. Oltre a essere presidente di Automobile Club Milano, su cui pende una sentenza da parte del Tar di febbraio che avrebbe azzerato tutto il cda per eccesso di consiglieri, è stato nominato la scorsa settimana vicepresidente di Automobile Club Italia. Qui potrà trovare Piergiorgio Re, altro vicepresidente di Aci, (sono tre ndr), stimato professore di Economia che annovera anche lui un curriculum di tutto rispetto tra revisore di conti nella Fondazione del Musero Antichità Egizia, sindaco effettivo nella Banca del Piemonte, consigliere del museo dell’automobile e ancora molto altro ancora.  

 

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