Ratzinger lascia il 28 febbraio, parte il toto-papa

Il papa ha annunciato che lascerà il pontificato dal 28 febbraio. Ripubblichiamo la nostra analisi. Il vaticanista John Allen ha sondato l'ambiente ecclesiastico alla ricerca dei nomi più accreditati per la successione: l'italiano Angelo Scola, il canadese Marc Ouellet e l'argentino Leonardo Sandri.

Concistoro
17 Maggio Mag 2012 1833 17 maggio 2012 17 Maggio 2012 - 18:33
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Aggiornamento 11 febbraio 2012

Papa Benedetto XVI lascerà il pontificato dal 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Lo riferisce l’agenzia Ansa. «Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile2005», ha detto Benedetto XVI. «Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino», ha aggiunto Joseph Ratzinger.

Ecco il testo della lettera, dal sito di Radio Vaticana:

Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

 

 

Chi sarà il prossimo Papa? Una domanda ormai di stringentissima attualità e che qualche tempo fa il vaticanista americano John Allen si è fatto ed ha fatto negli ambienti vaticani. Ne sono emersi tre nomi: Angelo Scola, Marc Ouellet e Leonardo Sandri. Non è un caso che i tre siano quasi coetanei (rispettivamente 70, 67 e 68 anni). Passati gli ottanta, infatti, i cardinali non partecipano al conclave per eleggere il successore di Pietro. Questo formalmente non impedisce di essere eletti, ma tutti gli ultimi Papi erano tra i cardinali riuniti nei palazzi vaticani.

Leonardo Sandri, argentino, prefetto della Congregazione per le chiese orientali, è stato sostituto in segreteria di Stato tra il 2000 e il 2007, e questo potrebbe creare un problema, quantomeno di immagine. Alcune associazioni di vittime di preti pedofili accusano il Vaticano, e in particolare il cardinale – e a lungo segretario di Stato - Angelo Sodano, di aver insabbiato le inchieste sui casi di violenza sessuale. Sandri, da sempre prossimo a Sodano, potrebbe pagare la vicinanza di quest’ultimo al movimento dei Legionari di Cristo, coinvolto negli scandali, e al suo fondatore, Marcial Maciel, sospeso a divinis nel 2006 proprio per episodi di pedofilia. Oltre a questo, un articolo del Foglio di oggi, che prende spunto dallo studio di Allen, imputa a Sandri la mancanza del carisma necessario, definendolo «più capace come amministratore che come trascinatore».

Un problema questo che non riguarda Angelo Scola, italiano, storicamente vicino al movimento di Comunione e Liberazione. L’arcivescovo di Milano, già patriarca di Venezia, è un grande comunicatore e, insieme a Ouellet, viene dato come il più accreditato per la salita al soglio pontificio. L’unica “pecca”, ma che per alcuni costituisce invece un grande pregio, è il non aver mai lavorato nella curia romana. Specialmente a seguito del caso dei “corvi” in Vaticano (gole profonde all’interno della chiesa, che hanno fatto trapelare documenti e voci, nell’ambito dello scontro di potere in corso tra la segreteria di Stato e la curia romana) da più parti se ne invoca una riforma. L’ultima risale a più di 20 anni fa, con la Costituzione Apostolica Pastor Bonus di Papa Giovanni Paolo II. Angelo Scola è anche stato coinvolto in alcune polemiche italiane, ad esempio nel 2010 per aver lodato come giornalista Renato Farina, ex vicedirettore di Libero e parlamentare Pdl, che aveva ammesso di aver collaborato coi servizi segreti fornendo informazioni e pubblicando notizie false in cambio di denaro.

Ultimo del terzetto è il canadese Marc Ouellet. Di orientamento conservatore, come Ratzinger, condivide con quest’ultimo non solo le posizioni dottrinali ma anche alcuni aspetti del carattere: «cerebrale, schivo, a disagio sotto i riflettori, teologo poco appassionato di realpolitik», per usare le parole di Allen. Dal 1972 è membro della compagnia dei sacerdoti di San Sulpizio, un ordine che si occupa principalmente della formazione del clero e della gestione dei seminari. Già nel 2005 rientrava tra i papabili, secondo fonti di stampa.

Oltre a questi, Allen cita diverse “seconde linee”. Dall’arcivescovo filippino Luis Antonio Tagle, 54 anni, all’arcivescovo americano Timothy Dolan, 62 anni. Dal cardinale brasiliano – ma di origini tedesche - Odilo Pedro Scherer, 62 anni, al cardinale Peter Turkson, ghanese, 63 anni e potenziale “papa nero”. Questi “giovani” vedrebbero aumentare le proprie chance se il pontificato di Benedetto XVI dovesse protrarsi nel tempo. Una variabile che qualsiasi aspirante Papa deve sempre considerare. Durante il lungo pontificato di Wojtyla, ad esempio, molti papabili sono invecchiati fino a superare gli 80 anni o sono morti.

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