Ecco perché il signoraggio bancario fa bene a tutti

Spesso il termine “signoraggio” ha un significato negativo e oscuro, legato a manipolazioni della moneta da parte delle elites mondiali. Al contrario, la compravendita di valute da parte delle banche centrali serve a riportare l'equilibrio quando si ha una crisi che non è governabile lasciando ch...

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20 Maggio Mag 2012 1713 20 maggio 2012 20 Maggio 2012 - 17:13
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Messe Frankfurt

Nel tempo che fu, il Signore poteva alterare il conio, ossia la sua moneta metallica poteva non avere la quantità di oro che si credeva avesse. Il potere di lucrare la differenza fra quanto incassava con le monete e quanto spendeva nel batterle era chiamata Signoraggio. E così il Signore finanziava le sue guerre, comprava i broccati, e si intratteneva con le cortigiane. Quando i Servi scoprivano il trucco, la moneta perdeva potere d'acquisto e perciò il Signore tornava a comprare in proporzione all'oro contenuto. Passato qualche tempo, tutto ricominciava. A un certo punto, i Servi tolsero al Signore il potere di battere moneta. E il potere fu dato alla Banca Centrale. Laddove non si altera più il conio, ma si stampano banconote che hanno un potere d'acquisto di gran lunga superiore al loro costo di produzione.

I Paesi (chiamiamoli così) arretrati stampano moneta per finanziare il saldo fra le entrate e le uscite del settore pubblico, mentre quelli avanzati (chiamiamoli così) emettono obbligazioni (ossia debito pubblico). L'emissione di obbligazioni per finanziare il deficit toglie moneta dal circuito privato per darla a quello pubblico (in cambio di un interesse e dell'impegno a rimborsare l'obbligazione alla scadenza). Stampando, invece, moneta, i paesi arretrati non generano debito pubblico e dunque non sorgono né interessi né obblighi di rimborso. Una soluzione magnifica non fosse che, alla fine, stampando moneta, si genera inflazione. Non ci fossero contro indicazioni – con un'inflazione elevata si impoveriscono tutti quelli che hanno i redditi non indicizzati – basterebbe stampare moneta per essere tutti ricchi.

Il Signoraggio (significativo, perché un minimo di Signoraggio esiste sempre) lo troviamo in misura contenuta nei paesi detti avanzati e in misura molto maggiore in quelli detti arretrati. In Italia, prima del divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia del 1981, si esercitava un Signoraggio di un certo peso. La Banca d'Italia doveva, infatti, comprare il debito offerto dal Tesoro e rimasto inoptato, e dunque iniettava moneta nel sistema. La quantità di moneta aumentava molto, il che alla lunga produceva un'inflazione elevata. Negli anni Settanta chi se lo poteva permettere comprava le forme di Parmigiano per difendersi dall'inflazione (il Parmigiano matura in tempi lunghi e la sua domanda non reagisce cadendo al crescere del prezzo: perciò, se uno lo tiene, lo rivende poi a un prezzo maggiore e quindi si copre dall'inflazione). Oggi esiste un modo meno macchinoso dello stipare formaggio per difendersi dall'inflazione, se uno la teme: bastano le obbligazioni emesse dal Tesoro indicizzate alla variazione dei prezzi.

Si sente dire che il Signoraggio deve tornare al Popolo. Svolgendo l'esercizio di comprendere la succitata affermazione, direi così. La spesa pubblica in deficit è finanziata con moneta e non con obbligazioni. Il valore dei beni e dei servizi che la spesa pubblica in deficit compra è maggiore del costo di produzione delle banconote che usa (=il Signoraggio al Popolo). Si ha un'espansione della spesa pubblica finanziata con moneta che costa poco o nulla. Fin qui, tutto bene, ma, andando avanti, si vede che le cose non sono semplici. Una volta che la manodopera e gli impianti siano pienamente utilizzati, grazie all'espansione della domanda, ecco che sorge l'inflazione. Se si riesce a fermarla – come, per fortuna, è avvenuto quando abbiamo avuto in Italia il divorzio fra la Banca Centrale e il Tesoro – le cose vanno a posto, se non si riesce, abbiamo l'iper-inflazione.

Se è vero che il Signoraggio marcato è cosa da paesi arretrati proni all'inflazione, perché mai è visto come un importante strumento dei “poteri forti”. Non l'ho mai capito. Dico perché. 1) Per “poteri forti” si allude alle élites dei paesi avanzati. 2) Queste si muovono in un mondo di pesi e contrappesi, ossia in un mondo in cui ogni potere è smussato. 3) E' difficile vedere quale possa essere il loro interesse a governare producendo – attraverso l'uso sistematico del Signoraggio – molta inflazione. Una parte dell'élite può volere il Signoraggio, ma un'altra parte può non volerlo, anche perché brucerebbe il debito pubblico che in gran parte è detenuto dai benestanti, che sono ben rappresentati nelle élites medesime. Si potrebbe obiettare che la critica del Signoraggio non c'entri con l'inflazione. Piuttosto, essa è la denuncia del Signoraggio come mezzo per arricchire le banche centrali, e dunque anche quelle private che ne sono l'azionista. Confesso che non capisco nemmeno questa critica.

L'anno scorso, quando il franco si era rivalutato moltissimo contro l'euro, la Banca Centrale elvetica aveva incominciato a vendere franchi per comprare euro. Il turismo – per l'esplosione del cambio del franco – si era quasi azzerato. In particolare, quello di lingua tedesca poteva andare in Austria o in Alto Adige, dove la natura è la stessa e si parla la stessa lingua. Sorse il timore che la Banca Centrale avrebbe potuto perdere molto, se l'euro fosse sceso ancora. (Il suo attivo, composto da molti euro, si sarebbe potuto svalutare ancora, trascinando in giù il passivo, ossia il patrimonio netto). Un suo esponente (T. Jordan, Does the Swiss National Bank need Equity?, novembre 2011) spiegò perché non si doveva aver timore: la Banca Centrale può incorrere anche in forti perdite perché il suo attivo è sempre finanziabile emettendo banconote. Essa può, infatti, comprare debito pubblico che ha un rendimento maggiore del costo di produzione della moneta.

La Banca Centrale non ha perciò bisogno – se incorre a perdite – di varare, come farebbe un'impresa privata, degli aumenti del capitale. Essa può impegnarsi in operazioni che un un privato non può nemmeno immaginare di affrontare, e dunque il Signoraggio –  in un sistema avanzato – serve a riportare l'equilibrio quando si ha una crisi che non è governabile lasciando che i mercati trovino autonomamente una soluzione. Il Signoraggio arricchisce le Banche Centrali in un senso preciso. I profitti delle banche centrali sono distribuiti in forma di dividendi agli azionisti in misura minima. I profitti trattenuti concorrono ad accrescere il patrimonio della Banca Centrale, che così può affrontare le crisi.

Assumendo che Mario Draghi non viva ebbro fra broccati e cortigiane sperperando i soldi del Signoraggio, si ha che il patrimonio netto della Banca Centrale nel tempo aumenta, ciò che incrementa la probabilità di poter gestire le crisi. Dunque il Signoraggio delle Banche Centrali non è il Signoraggio del Tiranno, come si potrebbe pensare.

 

 

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