Impregilo: Salini parla col mercato, Gavio con l’amico Palenzona

Si fa duro, e forse anche un po’ opaco, il gioco per il controllo di Impregilo, il principale costruttore italiano. Rastrellamento in atto sul titolo (+4%) in vista dell’assemblea chiesta da Salini per sfiduciare e sostituire il cda con il supporto dei voti degli investitori istituzionali. Gavio,...

Palenzona Ies Ok
5 Giugno Giu 2012 1801 05 giugno 2012 5 Giugno 2012 - 18:01
Messe Frankfurt

Si fa duro, e forse anche un po’ opaco, il gioco per il controllo di Impregilo, il più importante gruppo delle costruzioni italiano. Nello scontro tra l’attuale azionista di controllo Astm, che fa capo alla famiglia Gavio e punta a mantenere lo status quo, e il gruppo romano Salini, che persegue un progetto di integrazione con Impregilo, si inseriscono infatti nomi di peso del sistema bancario italiano. Nello stesso tempo, emerge sempre più chiaramente un’azione di rastrellamento sul titolo in vista dell’assemblea del 12 luglio, chiesta da Salini per sfiduciare il cda in carica e sostituirlo con un nuovo consiglio guidato da Claudio Costamagna.

Un altro «banchiere-power broker» per Impregilo. L’azionista di controllo Astm (Autostrada Torino Milano) ha infatti deciso schierare un peso massimo per la presidenza del gruppo, dopo che pochi giorni fa Massimo Ponzellini è stato costretto alle dimissioni perché messo agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere, corruzione e appropriazione indebita per i finanziamenti erogati nel triennio in cui è stato presidente della Banca popolare di Milano (2009-2011). Fuori un banchiere, comunque, i Gavio hanno deciso di fare il bis: Fabrizio Palenzona. Presidente di Gemina e degli Aeroporti di Roma, numero uno dell’Associazione Italiana Gestori Aeroporti e dell’Aiscat (la lobby delle concessionarie autostradali), Palenzona è soprattutto il vicepresidente del gruppo Unicredit, dove rappresenta l’azionista Fondazione Crt. «Ho chiesto io a Palenzona di entrare in consiglio e di diventare presidente – ha detto Beniamimo Gavio – È quasi fatta». Dei Gavio, Palenzona è storico amico e alleato, oltre che conterraneo: entrambi sono di Tortona, cittadina piemontese in provincia di Alessandria. I Gavio vantano poi un consolidato rapporto sia con Unicredit sia con Mediobanca: entrambi gli istituti hanno finanziato, tramite un prestito ponte di 200 milioni, l’acquisizione delle quote di Igli cedute pochi mesi fa dai Ligresti e Benetton.

Schermata 2012 06 05 A 19L’andamento delle quotazioni Impregilo (fonte: Borsa Italiana.it) 

Mani forti sul titolo. Sul titolo Impregilo sta intanto proseguendo un’azione di rastrellamento. Oggi le quotazioni sono cresciute del 4% a 3,35 euro, variazione che porta il rialzo al 13,7% nell’ultimo mese. Sul rialzo ha influito anche l’annuncio della  cessione del termovalorizzatore di Acerra per 355 milioni. Poiché l’assemblea del 12 luglio dovrà votare la revoca dell’attuale cda e, se la sfiducia verrà approvata, eleggere un nuovo consigli, i due fronti si stanno posizionando. Salini, che nell’ultima assemblea del 28 maggio è risultata titolare del 29,2% dei diritti di voto, ha scelto di ricorrere a una proxy solicitation, la prima nella storia di Piazza Affari. Il gruppo romano richiederà agli investitori una delega di voto vincolata alla sostituzione del cda in carica e all’esecuzione di un piano, che verrà dettagliato in un prospetto atteso a giorni. Gavio, invece, resta fermo al suo 29,9% e, almeno finora, non ha lasciato trapelare le sue intenzioni. Di recente, però, è spuntata Mediobanca, di cui Gavio è socio con l’1,6%, conferito nel patto di sindacato. L’istituto di Piazzetta Cuccia deteneva l’1,9% di Impregilo, alla data dell’ultima assemblea. 

Nella partita si stanno, però, inserendo altre banche. Secondo fonti finanziarie, nella vicenda sarebbero entrati in campo anche altri istituti di credito, probabilmente a sostegno delle posizioni di Gavio. In particolare, negli ultimi tempi avrebbero comprato titoli Impregilo due banche interregionali: Carige e Veneto Banca. Non sono noti i quantitativi acquistati. Interpellato da Linkiesta, circa una possibile vicinanza a Gavio, l’istituto trevigiano guidato da Vincenzo Consoli ha precisato che «l’operazione è di natura puramente finanziaria, non guidata da finalità di tipo diverso». Nessun commento, invece, dalla Banca Carige, istituto di Genova presieduto da  Giovanni Berneschi. Quale che siano le motivazioni, comunque, la sensazione complessiva è che il sistema bancario relazionale che continua a dominare la finanza italiana sia entrato in fibrillazione per tentare di controbilanciare l’inedita iniziativa di mercato lanciata da Salini.

Twitter: @lorenzodilena 

 

 

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