FonSai, irrompono i giudici, chiesta la revoca dell’ok a Unipol

Il custode giudiziario delle azioni Premafin sequestrate ai trust dei Ligresti ha chiesto di convocare nuovamente l’assemblea per revocare la delibera dell’aumento di capitale riservato a Unipol. «Non consta che l’assemblea sia stata messa nelle condizioni di effettuare una comparazione» fra l’of...

Palazzo Di Giustizia Milano C Marta
26 Giugno Giu 2012 2125 26 giugno 2012 26 Giugno 2012 - 21:25
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Alla fine la magistratura ha suonato il fischietto nella vicenda del salvataggio di Fondiaria Sai. La controversa operazione organizzata e gestita da Mediobanca e Unicredit, le due principali banche creditrici, è tutta da rifare. A metterlo per iscritto è l’avvocato Alessandro Della Chà, il custode giudiziale del 20% di Premafin che lo scorso 19 aprile è stato sequestrato ai trust off shore riconducibili alla famiglia Ligresti. 

Assemblea da riconvocare. Della Chà chiede ai vertici della Premafin di convocare urgentemente una nuova assemblea straordinaria per riesaminare, ed eventualmente revocare, la delibera del 12 giugno che prevede un aumento di capitale da 400 milioni riservato a Unipol. Attraverso questo passaggio, Unipol otterrebbe circa l’80% di Premafin, assumendo il controllo di Fondiaria Sai, e parteciperebbe, in un secondo momento, alla ricapitalizzazione della compagnia assicurativa. Al termine del riassetto, che si concluderebbe con una fusione a quattro (Unipol Assicurazioni, Premafin, FonSai, Milano Assicurazioni), i vecchi soci Premafin avrebbero lo 0,85% della nuova entità. 

Il custode giudiziale contesta l’assenza di una procedura competitiva fra le offerte arrivate sul tavolo di Premafin. «Non consta», si legge nel fax spedito alle 16:14 di martedì 26 giugno, che l’assemblea della holding «sia stata posta nelle condizioni di effettuare una comparazione tra le due offerte» per il salvataggio del gruppo, quella di Unipol e quella di Sator e Palladio. Una comparazione che viene però ritenuta necessaria «nella prospettiva della migliore valorizzazione della partecipazione di Premafin in FonSai (e in ogni caso nella prospettiva della migliore valorizzazione della partecipazione di ciascun azionista in Premafin)». Fra gli azionisti di Premafin ci sono anche, con un altro pacchetto del 20%, i curatori fallinetari di Sinergia e Imco, le holding dei Ligresti che hanno fatto crac lo scorso 13 giugno. Per Della Chà, inoltre, pare che «possano configurarsi profili di invalidità delle deliberazioni adottate». Della Chà ricorda di essere un «ausiliario del giudice» e ha anche «suggerito» di non dare esecuzione alla delibera sull’aumento di capitale riservato a Unipol. Nelle scorse settimane, l’accordo è stato caldeggiato con insistenza dalle banche e, in particolare, da Mediobanca e da Unicredit.

Oltre al cda e ai sindaci di Premafin, la lettera è stata anticipata per fax alla Consob e all’Isvap. È stata poi consegnata a mano anche al gip di Milano Roberto Arnaldi e al sostituto procuratore Luigi Orsi, titolare dell’inchiesta per aggiotaggio sulle azioni Premafin. Il cda della holding – tuttora presieduto da un’esponente della famiglia Ligresti (Giulia) ma ormai composto a maggioranza da amministratori più sensibili alle ragioni delle banche creditrici – si è riservato «ogni più opportuna valutazione sul merito», entro venerdì 29.

Fuori gioco. L’intervento del professionista nominato dal Tribunale di Milano riporta alla casella di partenza il matrimonio fra Fonsai e Unipol, quando ormai tutto sembrava volgere alla conclusione desiderata dalla compagnia bolognese guidata da Carlo Cimbri e dalle banche creditrici dei Ligresti. Nell’ordine era infatti arrivato il semaforo verde (sia pure condizionato) della Consob all’esenzione dagli obblighi di Opa per Unipol, il sì delle banche al piano di risanamento di Premafin, l’ok condizionato dall’Antitrust, quello dell’Isvap e della Banca d’Italia. Di ieri, è il nuovo accordo sulla revoca – non si sa quanto giuridicamente valido – della manleva inizialmente concessa ai Ligresti. All’appello, manca l’ultimo sì della Consob: quello sull’esenzione dall’obbligo di Opa sulla Milano Assicurazioni, controllata di FonSai. «La decisione arriverà il più presto, ma ovviamente non dipende solo da noi», ha detto il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, più o meno negli stessi momenti in cui arrivava il fax del custode giudiziale. A sorpresa, la magistratura e i suoi uomini hanno fischiato il fuori gioco. E ora si aprono altri, imprevedibili scenari.

Twitter: @lorenzodilena

 

La lettera del custode giudiziale (in fondo al comunicato)

ultimo aggiornamento mercoledì 27 giugno h 10.02

 

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