Ecco l'intervista integrale di Elsa Fornero al WSJ

I giovani «devono sapere che un posto di lavoro non è qualcosa che si ottiene di diritto, ma qualcosa che si conquista, per la quale si lotta e per la quale si possono anche fare dei sacrifici». Ecco la traduzione dell'intervista rilasciata dal ministro del Lavoro Elsa Fornero al Wall Street Jour...

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27 Giugno Giu 2012 1526 27 giugno 2012 27 Giugno 2012 - 15:26
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Il ministro del Lavoro italiano Elsa Fornero, esperta di pensioni e professore di economia a Torino, si occupa di pensioni, lavoro, welfare e pari opportunità nella terza più grande economia della zona euro. La sua importante riorganizzazione del lavoro, che deve essere sottoposto al voto parlamentare a Roma mercoledì, risponde in parte a una richiesta da parte delle autorità europee perché l'Italia renda più semplice alle aziende il licenziamento dei singoli lavoratori.

La Fornero ha parlato con i giornalisti del Wall Street Journal, Christopher Emsden e Alessandra Galloni, nel suo ufficio di Roma. Di seguito una trascrizione del colloquio.

WSJ: Diversi leader parlamentari dicono che voteranno per la riforma del lavoro al di là dell'impegno preso con l'attuale governo tecnico, ma che vogliono modificarlo dopo l'approvazione. Questo la preoccupa?
Ms. Fornero: A volte i partiti politici si comportano come se ci volessero far dimenticare che ci troviamo a operare sotto vincoli di bilancio molto ristretti. È necessario che i membri del parlamento usino il buon senso e non cerchino di capovolgere il provvedimento subito dopo l'approvazione. Ritardare la messa in atto delle misure prese minerebbe la credibilità della legge. Possiamo accettare alcuni ritardi minori per compensare il fatto che l'economia è attualmente in una contrazione maggiore, ma speriamo che la contrazione finirà presto.

WSJ: Nei sei mesi di negoziati, comprese le visite a fabbriche, chi le ha offerto il maggiore supporto?
Ms. Fornero: I miei alleati principali sono stati il ​​primo ministro Mario Monti, e in linea di massima parlare con i più giovani, le piccole imprese e gli artigiani, che sono entusiasti all'idea che stiamo cercando di costruire la crescita professionale attraverso contratti di apprendistato. Non stiamo cercando di creare un mercato del lavoro basato su bassi costi. Le aziende che cercano di prosperare grazie ai costi molto bassi hanno un approccio a breve termine.

WSJ: Ma Confindustria, principale lobby industriale in Italia, ha criticato i provvedimenti?
Ms. Fornero: Vorrei far notare in questa sede che Confindustria non ha mai  chiesto una revisione più forte dell'articolo 18. Confindustria critica ora la riforma, lamentando il fatto che offre un rimborso dei contributi sulle retribuzioni aggiuntive solo alle imprese che assumono almeno il 50% degli apprendisti successivamente regolarizzati con contratti a tempo determinato. Questo mi stupisce. Nel corso delle consultazioni con loro prima di definire tale provvedimento, gli imprenditori di Confindustria mi hanno detto che loro regolarmente assumevano l'80% degli apprendisti con contratti a tempo indeterminato.

WSJ: Qual è il ruolo dei sindacati, in particolare Cgil, il più grande sindacato, il cui leader Susanna Camusso è stata esplicita nella sua critica alla riforma, accusandola addirittura di avere una "passione per i licenziamenti"?
Ms. Fornero: La trasformazione dell'Italia richiede anche cambiamenti sindacali, che oggettivamente sono ancora piuttosto conservatori. Cgil ha i suoi punti di vista e la sua ben nota posizione e gioca per stabilizzarla. Noi stiamo cercando non di cambiare il gioco, ma di cambiare il sistema. Stiamo provando a essere arbitri. Altri stanno giocando per vincere.

WSJ: L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori offre la base giuridica per un posto di lavoro per tutta la vita. I sondaggi mostrano che anche i giovani italiani credono che questo sia di estrema importanza, anche se indirettamente ha portato alla proliferazione di contratti a breve termine che hanno spostato il peso delle perdite di posti di lavoro, nella fase di recessione, proprio sui lavoratori più giovani. Cosa pensa dello smantellamento di un simbolo come questo?
Ms. Fornero: La tradizionale attenzione per l'articolo 18 è ovviamente ideologica. Non voglio darmi delle arie, ma penso che in una certa misura il nostro successo si basi sulla disarticolazione degli elementi di questo articolo. Resta illegale licenziare per motivi discriminatori. Ma i motivi economici ora possono essere citati.

WSJ: Tuttavia lei ha fatto una concessione.
Ms. Fornero: Abbiamo ammesso la possibilità che un lavoratore licenziato possa fare ricorso ai tribunali. Tuttavia, deve essere dimostrato in tal caso che i motivi citati dal datore di lavoro siano palesemente falsi. In Francia e Germania accade lo stesso. Per coloro che pensano che l'inserimento di questa clausola fosse una ritirata da parte del governo, dico che le leggi non dovrebbero essere scritte sulla base del fatto che non crediamo che i giudici possano giudicare. Possiamo, e dobbiamo, ridurre il numero di casi e di controversie che richiedono un giudice. Abbiamo accelerato il tempo vincolante di una udienza in tali casi, limitato l'ammontare dell'indennizzo, anche se il lavoratore vince la causa o l'appello e le parti stanno promuovendo la riconciliazione. In ogni caso, per quanto riguarda le parti controverse dell'articolo 18, una lezione che ho imparato in sei mesi di acceso dibattito sulla riforma del lavoro è che, per quelli che vivono profondamente nel processo politico, una volta che una cosa è fatta non è più importante.

WSJ: Avete particolari paure su ciò che potrebbe accadere con questa riforma?
Ms. Fornero: Questa riforma rappresenta una scommessa sul cambiamento dei comportamenti. La mia grande paura è di non superare questa sfida. Tutti, non solo i lavoratori, devono capire e cambiare. Questo include i giovani, che devono sapere che un posto di lavoro non è qualcosa che si ottiene di diritto, ma qualcosa che si conquista, per la quale si lotta e per la quale si possono anche fare dei sacrifici.

WSJ: Cosa bisogna fare per rendere certo che la legge venga messa in pratica?
Ms. Fornero: La prima cosa che farò una volta che la legge viene approvata è costituire un metodo scientifico per monitorare sia il ritmo di attuazione sia gli effetti reali. Spero di lasciare a chi viene dopo di me un sistema ben organizzato di monitoraggio in modo che le nuove modifiche possano realmente essere messe in pratica.

WSJ: Lei parla spesso del ruolo del cambiamento nei comportamenti. Sembra un po' una scommessa, no?
Ms. Fornero: Questa è una riforma complessa. Tocca la società italiana al livello più profondo. L'Italia non è una terra legata alle regole, ma un posto dove la gente aggiusta il sistema, lo modifica qua e là, e adotta aggiustamenti fatti su misura. Così, sapendo questo, le nostre nuove regole dovrebbero essere molto più favorevoli al lavoro. Riduciamo il tempo in cui le persone ricevono benefici, che è un miglioramento anche per i lavoratori delle fasce di reddito più basse. Nel frattempo, l'Aspi [il sistema di assicurazione della disoccupazione] controllerà che il beneficiario dell'indennità non rifiuti le offerte di lavoro. Questa condizione, in Italia, è da sempre ignorata.

WSJ: La sua riforma del lavoro rappresenta un grande cambiamento, soprattutto perché arriva dopo la recente riforma pensionistica, approvata nel mese di dicembre.
Ms. Fornero: La riforma delle pensioni è stata fatta molto velocemente, e il ricavato è andato a ridurre i buchi di bilancio durante la grande emergenza fiscale. Ho solo portato in vita una legge di 17 anni fa. La riforma delle pensioni del 1995 era buona, ma molte leggi buone vengono lanciate nel futuro e si dissolvono.

WSJ: La riforma delle pensioni lega l'ammontare della pensione a quanto un lavoratore ha contribuito per tutta la vita, piuttosto che all'ultimo e più  alto stipendio della vita lavorativa.
Ms. Fornero: L'idea che quanto si contribuisce sia correlato ai benefici che si ricevono è fondamentale. Ma la gente qui è spaventata da questo, perché vengono chieste esenzioni particolari. Finora, hanno avuto ragione nella loro convinzione di poter aggirare la legge.

 

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