Dalla non ha fatto testamento, Marco Alemanno escluso dall’eredità

Sono finite le ricerche del testamento di Lucio Dalla, cantautore improvvisamente scomparso lo scorso primo marzo. Il documento non esiste e l'eredità andrà ai parenti, escludendo di fatto Marco Alemanno, suo compagno di vita e lavoro da dieci anni. Ma le questioni aperte sono ancora tante, tra c...

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5 Luglio Lug 2012 1054 05 luglio 2012 5 Luglio 2012 - 10:54
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Diverse case a Bologna e alle isole Tremiti, a Milo, sull’Etna e a Pesaro. Opere d’arte, una barca di 22 metri, una società di produzione e i diritti d’autore, che frutteranno circa 50mila euro all’anno. Questa a grandi linee – come racconta il Corriere di Bologna – l’eredita lasciata dal cantautore Lucio Dalla, scomparso improvvisamente lo scorso primo marzo mentre si trovava in Svizzera.

Ma a chi spetta tutto il suo patrimonio? Le ricerche concluse oggi confermano che Dalla non aveva fatto nessun testamento, e di conseguenza secondo la legge, a Marco Alemanno suo compagno di vita e collaboratore da più di dieci anni, non spetta niente. L’eredità è nelle mani dei sei parenti che hanno deciso di accettarla, i quattro cugini di primo grado (Dea Melotti, Amelia Melotti, Silvana Scaglione e Lino Zaccanti, più i due figli di Luisa Melotti (la sorella di Dea, scomparsa qualche settimana fa).

È a loro che spettano ora le decisioni importanti. Saranno guidati dall’avvocato Giovanni Canino, che li aiuterà ad affrontare questa delicata situazione. Tra le altre cose in ballo anche la decisione su una possibile fondazione per la promozione dei giovani talenti, a cui il cantante pensava da un po’ di tempo. Niente di scritto neanche sul progetto della fondazione, ma solo un’idea raccontata a parole più di una volta al suo staff e agli amici più stretti. Eugenio D'Andrea, avvocato del cantautore bolognese, ritiene che gli eredi rispetteranno la sua volontà ma ogni decisione sul patrimonio economico ora spetta a loro.

 

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