Con il mercato non si scherza, FonSai e Unipol vanno a rotoli

Aggiornamento: Fitch ha ritirato i rating su FonSai e su Milano Assicurazioni: non ci sono «sufficienti informazioni pubbliche per mantenere i rating».  Unipol e FonSai hanno fatto i conti senza l’oste, comunicando i dettagli dell’aumento di capitale senza l’ok di Consob, e oggi l’hanno pagata ca...

Fondiaria
9 Luglio Lug 2012 1921 09 luglio 2012 9 Luglio 2012 - 19:21
...

AGGIORNAMENTO AL 10 LUGLIO H. 14.30. Fitch ha ritirato i rating su Fondiaria-Sai e la sua controllata quotata Milano Assicurazioni. L’agenzia ha motivato la decisione con il fatto «di non avere a disposizione sufficienti informazioni pubbliche per mantenere i rating». La raccomandazione era «B+». Non è chiaro se la decisione impatterà sugli impegni delle banche del consorzio in relazione all’aumento di capitale di Fondiaria Sai.  

Un’altra giornata di passione. Fondiaria Sai e Unipol hanno fatto i conti senza l’oste. Venerdì scorso hanno reso noti i dettagli dell’aumento di capitale senza il nulla osta da parte della Consob, che invece ha chiesto un supplemento all’informativa. Pressapochismo a dispetto dell'orda di consulenti che seguono l'operazione? Sfortuna? Poco importa, a questo punto, perché con il mercato non si scherza.

Fino a metà pomeriggio i titoli delle due società non sono riusciti a “fare prezzo”, come si dice in gergo. Per poi chiudere rispettivamente a 61 euro (-12,48%) e 14,6 euro (-6,71%), e le azioni privilegiate Unipol a quota 6,30 (-13,70%). Unica eccezione le azioni privilegiate della compagnia assicurativa dei Ligresti salite a quota 36,12 euro (+1,18%).

Fino all’ultimo le due società avevano tentato di ottenere la sospensione dei titoli dalla negoziazione in attesa del via libera della Consob, ma Borsa Italiana ha concesso solo una restrizione della banda di oscillazione, al di fuori della quale viene interrotta la negoziazione continua e un titolo viene trattato in asta. Tecnicamente, le norme di Borsa Italiana prevedono che il limite massimo di variazione dei prezzi delle proposte di acquisto e vendita non superi in positivo o in negativo il 50% rispetto al prezzo statico (definito come valore di apertura del primo contratto nella seduta precedente).

Nel caso dei derivati, la soglia per i contratti aventi come sottostante i titoli quotati sul Ftse Mib scende al 5 per cento (oppure del 3,5% considerando il prezzo dinamico, cioè il prezzo dell’ultimo contratto concluso durante la seduta corrente oppure il prezzo di riferimento del giorno precedente, qualora non siano stati conclusi contratti nel corso della seduta corrente). Secondo alcuni operatori, quest’ultima banda di oscillazione è stata ridotta ulteriormente da Borsa Italiana al 2,5 per cento. Traducendo, significa che ogni qualvolta il valore dei contratti superava il 2,5%, oppure i titoli scendevano oltre il 50% dell’apertura di venerdì scorso, andavano in asta di volatilità. Una situazione che, come detto, è durata per quasi tutta la seduta odierna. Anzi, in realtà, per larga parte della giornata i titoli sono rimaste in asta di apertura, senza riuscire a far prezzo.

Oggi si sono registrati comunque volumi molto risicati – soltanto 11 milioni e 13 milioni di pezzi, per quanto riguarda le Fonsai ordinarie e privilegiate – ma le vendite hanno di fatto anticipato la classica situazione che si verifica il primo giorno di un aumento di capitale, cioè si vendono le azioni per comprare i diritti d’opzione. Nel caso della compagnia assicurativa milanese, come si legge nel comunicato diffuso venerdì, il rapporto tra nuovi e vecchi titoli è pari a «n. 252 azioni di nuova emissione ogni n. 1 azione ordinaria posseduta, per un controvalore massimo pari ad Euro 916.895.448», con uno sconto del 24,7% sul prezzo teorico ex diritto (Terp). 

Significa che, da questo momento in poi, i diritti d’opzione contano ben più delle vecchie azioni. E quindi da un lato si vende allo scoperto tenendosi pronti per il momento dell’arbitraggio con i diritti d’opzione, e dall’altro si abbassa il prezzo di mercato delle azioni, quando non includeranno più il valore dei diritti. Allo stesso modo il ragionamento vale anche per Unipol. 

Tuttavia, nota un trader di una primaria banca italiana, le azioni in circolazione non sono moltissime quindi nei prossimi giorni si vedrà di tutto, una volta che scatteranno le ricoperture nei dossier titoli di chi ha preso a prestito titoli per scommettere al ribasso ma si ritrova a restituirli.  

 

Articoli correlati