La Francia alza le tasse ai ricchi, loro vanno a Londra

L’Eliseo aumenta le tasse ai ricchi e il ministro delle Finanze, Moscovici, spiega che la nuova imposta al 75% per la parte di reddito oltre il milione di euro non solo è giusta, ma anche «patriottica». Ma intanto l’esodo verso il Regno Unito, Sotheby’s e Christie’s, le due principale case d’asta...

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17 Luglio Lug 2012 1508 17 luglio 2012 17 Luglio 2012 - 15:08
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Messe Frankfurt

“Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé!”. Dalle parole ai fatti. Alla fine, la Francia ha aumentato le tasse, come spiegato durante la presentazione dell’ultima finanziaria, che otterrà circa 7,2 miliardi di euro dalle nuove imposte. Ma la novità è un’altra. L’Eliseo ha lanciato la sua campagna mediatica per far digerire le tasse anche a chi, come i super ricchi, avrebbero preferito evitare un aumento delle aliquote. Il ministro delle Finanze, Pierre Moscovici, in una lunga intervista a Le Monde, ha rimarcato che la tassa sui ricchi non solo è giusta, ma anche «patriottica». Parole che non sono passate inosservate. «Quando uno guadagna più di 1 milione di euro l’anno, può dare un contributo straordinario al Paese, per aiutarlo a uscire da un periodo di crisi», ha detto Moscovici. E l’esodo verso il Regno Unito è iniziato.

«Il mondo è cambiato, è ora che tutti facciano il loro dovere». Prima di spiegare la composizione del budget 2012, Moscovici pronunciò questa frase, scandendola in modo netto. Per tutte le persone che in Francia dichiarano un reddito superiore a un milione di euro l’anno, e per la parte eccedente tale cifra, l’aliquota sale al 75%, mentre nella fascia subito inferiore, sopra i 72mila euro annui, l’incremento è di quattro punti percentuali (dal 41% al 45%). Tanto, secondo molti, specie considerando la crisi dell’eurozona. Eppure, come ha spiegato Moscovici, che fu allievo di Dominique Strauss-Kahn, «la solidarietà è un concetto che non deve essere dimenticato dai francesi più fortunati». Infatti, dall’Impôt de solidarité sur la fortune (Isf) prevista per il 2012 arriveranno circa 1,3 miliardi di euro. Come aveva ricordato anche il presidente François Hollande durante la sua campagna elettorale, è «doveroso» che chi ha più introiti sia il primo a pagare più tasse.

Un mese fa, il premier inglese David Cameron aveva ironizzato sulle intenzioni di Hollande. «Se davvero la Francia istituirà la tassazione al 75% per i più ricchi noi stenderemo il tappeto rosso e accoglieremo altre imprese francesi, che pagheranno le loro tasse nel Regno Unito», ha detto nelle ultime settimane Cameron. In tal modo, «finanzieremo i nostri servizi pubblici e le scuole», ha aggiunto, ridacchiando. Questo fenomeno, come fanno notare Sotheby’s e Christie’s, le due principale case d’asta britanniche, è già iniziato. «Da inizio aprile a fine giugno le vendite di immobili di prestigio in Gran Bretagna con compratori francesi sono state oltre 100, con una media di 1,7 milioni di euro l’uno», ha spiegato Sotheby’s. Analoga la dinamica per l’altra casa d’aste, Christie’s.

Sotheby’s e Christie’s non sono le uniche due società che hanno registrato il fenomeno. Due fra le più grandi agenzie di real estate londinesi, cioè Foxtons e Knight Frank, hanno entrambe reso noto che la domanda di abitazioni di lusso a Londra e dintorni è aumentata, rispettivamente, del 30% e del 34% negli ultimi quattro mesi. «È facile che sia tutto da ricondurre alle nuove imposte che ha introdotto il governo di Hollande», ha spiegato il direttore della divisione francese di Sotheby’s, Alexander Kraft, in un comunicato stampa. Il trend, fa notare Knight Frank, è in crescita. Da inizio anno a oggi le richieste arrivate dalla Francia sono cresciute del 55%, con una prevalenza per Notthing Hill, Chelsea e Mayfair, tre fra i quartieri più celebri di Londra. «In realtà, anche le domande per la campagna inglese stanno aumentando», fa notare l’agenzia immobiliare. Paura di nuove tasse, sconti per i trasferimenti fra Parigi e Londra o un’inaspettato amore dei transalpini per la Gran Bretagna? Più probabile che la prima sia la ragione di tutto l’interesse.

Nei giorni scorsi a lanciare l’allarme di un esodo verso il Regno Unito era stato un esponente della classe finanziaria transalpina. Edouard Carmignac, fondatore dell’omonimo fondo d’investimento, aveva comprato una pagina del Financial Times per attaccare la politica socialista di Hollande. E ora è un’altra società finanziaria francese, Natixis, che pubblica un report sulla ricchezza del Paese, sottolineando come «fra 2012 e 2013 è lecito attendersi una riduzione del 15% dei grandi patrimoni presenti in Francia». Il riferimento è agli High net worth individual (Hnwi), i soggetti che hanno disponibilità liquide, escluso l’immobile di residenza, superiori a un milione di dollari, secondo la classificazione di Cap Gemini-Merril Lynch. E non è colpa del deterioramento della situazione economica dell’eurozona. Infatti, il timore di un ulteriore giro di vite del governo di Hollande, oltre a quello appena effettuato, «rischia di far evaporare diversi miliardi di euro dalla Francia», sottolinea Natixis. Per la serie: toccateci tutto, ma non alzateci le tasse.  

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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