Rum, lampone e metallo, ecco l’odore dello spazio

Provare a riprodurre “l’odore dello spazio” sembra una follia, eppure la Nasa ci sta provando da anni. Ma di cosa sa? Gli astronauti ci rivelano che è un mix di diverse fragranze, dal rum alla carne e non è paragonabile a nessun altro profumo che sentiamo sulla terra.

Galassia
20 Luglio Lug 2012 1445 20 luglio 2012 20 Luglio 2012 - 14:45
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Rum e lamponi. Ma anche una bistecca cotta in padella e un metallo caldo. L’odore dello spazio è un mix di tutti questi profumi, unico e diverso da tutti quelli che consociamo. I soli che possono sentirlo per ora sono loro, gli astronauti, che al ritorno dalle loro passeggiate spaziali, quando tolgono tuta e casco vengono invasi da questa particolare fragranza. Secondo quanto dichiarò nel 2009 l’astronauta Tony Antonelli al sito Space.com, ripreso dal magazine americano The Atlantic, «lo spazio ha un odore diverso da qualsiasi altra cosa» mentre per Thomas Jones «ha un odore acre, di ozono, e sa anche un po’ di polvere da sparo, di zolfo». 

La Nasa da anni cerca invano di riprodurre quello che gli astronauti definiscono “l’odore dello spazio”, anche se in realtà oltre l’atmosfera, nel vuoto, gli odori come i suoni non si propagano. Quello che identificano come tale è il risultato dell’alta energia vibrazionale delle particelle presenti nello spazio (con cui vengono bombardati i materiali dell’attrezzatura degli astronauti durante le loro passeggiate spaziali), che quando gli astronauti tornano nella stazione spaziale si mescolano con l’aria.

Per complicare ulteriormente le cose, alcuni astronomi alla ricerca di aminoacidi nello spazio (punto di partenza per ipotizzare la presenza di altre forme di vita extraterrestri) hanno trovato una grande nube di polvere di formiato di etile, un estere responsabile del profumo dei lamponi, e anche dell’odore del rum. L’odore dello spazio quindi è una somma di tutti questi aromi, mischiati fra di loro. E se provare a immaginare tutti questi profumi insieme è difficile, altrettanto difficile è riprodurre il mix.

La Nasa ci sta provando, a solo scopo formativo per abituare gli astronauti ad acclimatarsi agli odori dell’ambiente extra atmosferico, e ha chiesto al chimico Steve Pearce di ricreare l’eau de vacuum sulla terra. Per aiutarlo in questa difficile impresa ci sono le descrizioni degli astronauti. Uno di loro, Don Pettit lo racconta così: «È difficile descrivere questo odore che non è confrontabile con nessun altro di cui siamo a conoscenza. Il paragone migliore che mi viene in mente è che sa di metallico, un metallico dolce e piacevole. Questo è l'odore dello spazio».
 

 

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