Scudo sì, scudo no, ma qual è la verità?

Madrid lancia la bomba: Italia, Francia e Spagna chiedono una veloce adozione degli accordi dell’ultimo Consiglio europeo. In altre parole, vogliono l’attivazione dello scudo anti-spread. Prima Roma e poi Parigi smentiscono, ma Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, avverte: «Urge un...

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24 Luglio Lug 2012 1720 24 luglio 2012 24 Luglio 2012 - 17:20
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Messe Frankfurt

Tutto e il contrario di tutto. Di punto in bianco, sulle agenzie si inizia a leggere che Italia, Spagna e Francia avrebbero chiesto una rapida attivazione dello scudo anti-spread. Rapide, e secche, le smentite dei funzionari italiani e francesi, che lasciano gli spagnoli con il cerino in mano. Madrid, intanto, ribadisce che la nota congiunta esiste, è netta, ed è pubblicata sul sito del governo. O meglio, era, dato che è stata rimossa (qui il link alla vecchia pagina). L’operazione sarebbe quindi stata fatta all’oscuro di Roma e Parigi. Intanto però il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha spiegato che l’Europa deve dare un segnale forte: «Urge un intervento per tranquillizzare i mercati». Prove tecniche di attivazione dello scudo?

Dall’Italia tutti cadono dalle nuvole. È vero che lo spread, ovvero il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato decennali di Italia e Germania, è oltre quota 500 punti base e si avvicina sempre più ai massimi di novembre. È vero che la tensione sui bond italiani è aumentata negli ultimi giorni, coi tassi d’interesse arrivati oltre quota 6,5 per cento. È vero che il downgrade di Moody’s ha peggiorato la percezione sull’Italia. Ma è altrettanto vero che, almeno per ora, non ci sono state richieste di aiuto o esortazioni a un acquisto di titoli di Stato da parte del nostro Paese. «C’è stato un vertice, quello del 28 e 29 giugno, e si era giunti a un accordo di massima. Ma dire che è il momento di metterlo in pratica mi pare eccessivo», dice a Linkiesta un funzionario di Palazzo Chigi. Stesse parole giungono dal Tesoro. Arrivano smentite e nessuno vuole sentire parlare di scudo anti-spread. «Sarebbe assurdo attivarlo adesso», dice senza mezzi termini un alto funzionario del Dipartimento del debito pubblico del Tesoro. Eppure, ha continuato a ribadire la Moncloa, il comunicato congiunto esiste. Ma cosa è successo?

Fonti governative spiegano che è avvenuto un colloquio fra i ministri per gli Affari europei di Francia, Italia e Spagna, in quel di Bruxelles. E il ministro Íñigo Méndez De Vigo è il primo a fornire alle agenzie stampa copia del comunicato incriminato, in cui si legge che i tre Paesi in questione «hanno chiesto l'esecuzione immediata degli accordi dell'ultimo Consiglio europeo degli scorsi 28 e 29 giugno». Cioè, l’equivalente di alzare bandiera bianca. Immediatamente i corrispettivi stranieri del ministro iberico, Enzo Moavero Milanesi per l’Italia e Bernard Cazeneuve per la Francia, hanno smentito. Di più, Palazzo Chigi esprime «stupore» per le dichiarazioni di Méndez De Vigo. Stessa visione per l’Eliseo, che prende le distanze da Madrid. In realtà, è plausibile che si sia discusso anche dell’utilizzo dei due fondi salva-Stati European financial stability facility (Efsf) e European stability mechanism (Esm) per l’acquisto di titoli di Stato sul mercato primario e secondario, come nelle possibilità sia dell’uno sia dell’altro. Tuttavia, la discussione sarebbe rimasta solo ipotetica e attuabile dopo alla piena attivazione dello Esm, che dovrà avvenire solo dopo l’approvazione della Corte costituzionale tedesca, che si esprimerà il 12 settembre.

Nel frattempo, la Bce si prepara a un agosto di fuoco. Gli occhi sono puntati sul venerdì 17, il terzo del mese. In quella data, come era successo nello scorso venerdì, andranno a scadenza diversi contratti future e opzioni sugli indici di Borsa. In caso non avvenga il rollover, il rischio è quello di un nuovo crollo. Ma gli occhi sono puntati soprattutto sulle emissioni obbligazionarie. Cioè, se la Spagna scenderà dieci volte, come spiegato dal Tesoro iberico, sui mercati per collocare i propri bond. L’Italia invece una sola volta. E dalla riunione, che oggi è avvenuta al Tesoro fra gli operatori del settore, è emerso che il maggiore rischio per Roma è legato alla congiuntura economica. Come spiegato dal Fondo monetario internazionale nell’ultimo rapporto sul Paese, nel caso la recessione fosse più pesante del previsto, l’Italia potrebbe soffrire molto più di oggi sui mercati obbligazionari.

Oggi è stato anche il giorno dei primi colloqui fra Tesoro Usa e governo italiano. Il team guidato da Charles Collyns, Assistant Secretary for International Finance dello US Treasury, avrebbe partecipato da uditore al meeting dei primary dealer, per poi discutere degli sviluppi economici di Roma con i funzionari del Tesoro. Nessun comunicato è stato effettuato, ma sono filtrate alcune indiscrezioni, secondo cui la squadra di Collyns si è detta «preoccupata» dal possibile peggioramento della crisi italiana, anche alla luce del deterioramento di quella iberica. Ma, nemmeno in questo caso, qualcuno avrebbe parlato di una reale, e immediata, applicazione dello scudo anti-spread. Almeno per adesso.  

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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