“Bimbi con la pancia ma non obesi, il problema delle nuove diete”

Con quali cibi dobbiamo riempire i carrelli della spesa? E cosa è bene evitare per i nostri bambini? «Bisogna saper scegliere senza rincorrere il mito dei prodotti salutistici», risponde Alfredo Vanotti, professore di dietologia all'Università Milano Bicocca e all'Università Statale, «perché spes...

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26 Luglio Lug 2012 1858 26 luglio 2012 26 Luglio 2012 - 18:58
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Cosa bisogna mangiare? Quanta acqua bere? Cosa è bene evitare per i bambini? E con quali cibi dobbiamo riempire i carrelli della spesa? «Bisogna saper scegliere senza rincorrere il mito dei prodotti salutistici», risponde Alfredo Vanotti, professore di dietologia all'Università Milano Bicocca e all'Università Statale, «perché spesso si spende di più alla fine si assumono più calorie». Il risultato è l'aumento della circonferenza della vita dei bambini, che finiscono per assumere sempre più zuccheri. 

Professore, quali sono i segreti di una alimentazione sana?
Anzitutto l'equilibrio tra entrata e uscita, rispondente alle esigenze della persona. C'è una componente metabolica che varia da individuo a individuo e questa va rispettata. Si calcola che in età adulta, dopo i 18 anni, si debbano assumere 30 calorie per chilogrammo, ma certamente dipende anche dallo stile di vita. Se sto tutto il giorno seduto dietro la scrivania, me ne bastano anche 27-28. Poi serve soprattutto variare gli alimenti che compongono la nostra dieta: bisogna assumere il 50-60% di carboidrati (soprattutto amidi), il 25% di grassi minori e il 10-15% di proteine. Infine, bisogna assumere la giusta quantità di acqua, in base alla quantità di calorie che ingeriamo. Se introduco 1.500 calorie, dovrò bere 1,5 litri di acqua. In genere i bambini dovrebbero bere un litro e mezzo di acqua al giorno, gli adulti anche due. Invece non se ne introduce abbastanza. D'estate si beve di più perché sudiamo e avvertiamo la sensazione di sete, mentre d'inverno si beve molto poco. In un recente studio effettuato, è venuto fuori che i bambini lombardi d'inverno bevono una quantità di acqua che corrisponde a un terzo del fabbisogno giornaliero. Bisogna sapere che l'acqua non è importante solo perché ci disseta, ma anche perché contiene sali minerali importanti, come calcio e potassio. 

Quali errori si compiono più spesso nella scelta degli alimenti e nel modo di mangiare?
La principale tendenza alimentare è quella di uno squilibrio calorico, sia in eccesso sia in difetto. Oltre che a uno squilibrio tra i componenti: si consumano, ad esempio, molti più carboidrati semplici, come gli zuccheri, e molto meno quelli complessi, cioè gli amidi come pasta, pane e riso. Ci sono poi degli errori nella gestione dei tempi della propria alimentazione. Uno su tutti: si va a fare la spesa da affamati e tendiamo a comprare prodotti ipercalorici. Così acquistiamo una confezione di 12 merendine. Ce ne basterebbe una, ma poi, avendo il pacco in casa, finiamo per mangiarle tutte. Per non parlare del fatto che si salta spesso la colazione, si mangia poco a pranzo e tanto la sera. Questo è un gravissimo errore, perché l'apporto calorico maggiore deve essere concentrato nella prima parte della giornata, quando consumiamo più energia, e non nella seconda. Questo porta il corpo ad avere un calo del metabolismo e a vivere dei propri grassi e non di quello che produce: in questo modo il corpo genera acetone, che ci fa provare una sensazione di maggiore fatica. Non rispettando i pasti, poi, si mangiucchia sempre durante tutto l'arco della giornata, magari assumendo alimenti a eccessivo introito calorico.

Eppure sempre più persone ricorrono a cibi salutistici per mantenersi in forma. 
Non sempre il ricorso ai cibi salutistici porta ai risultati sperati e spesso si compiono degli errori. Prendiamo le spremute di sola frutta, ottime dal punto di vista nutritivo. Ma se bevo tutto il bottiglione da due litri di succo, assumo comunque una grande quantità di calorie, visto che il succo contiene gli zuccheri della frutta. Per tanti anni noi specialisti abbiamo messo in guardia dall'uso delle bevande gasate molto zuccherine e infatti ora su quelle c'è una maggiore attenzione e più contenimento. Ma se si pensa di fare una scelta sana rifilando a un bambino un litro di succo di frutta anziché un bicchiere di Coca Cola, ci sbagliamo. 
 

Molte persone, invece, scelgono una dieta vegetariana, senza carne né pesce, o addirittura vegana, eliminando tutti i derivati animali. Ci possono essere complicazioni per la nostra salute?
L'uomo è un essere onnivoro, ma con prevalenza vegetariana. E questo è dimostrato dalla forma allungata del nostro intestino e dalla forma dei nostri denti, diversi dai canini dei lupi o dei cani fatti per azzannare la carne. Invece spesso si mangia troppa carne: secondo l'Oms, non dovremmo superare infatti i 500 grammi alla settimana. È inoltre scientificamente provato che una alimentazione vegetariana sia molto protettiva contro l'insorgenza di tumori e malattie cardiovascolari. Ci sono molti vegetariani anche tra gli atleti che nei prossimi giorni parteciperanno alle Olimpiadi di Londra. Certo è una scelta che va gestita con attenzione: così come mancano le fibre negli alimenti animali, ci sono elementi che mancano nei vegetali. Come il ferro, ad esempio. Certo c'è negli spinaci, come insegna Braccio di ferro, ma viene assimilato di meno. Un altro componente che manca è la vitamina B12, che si trova naturalmente nella carne. Ne basta 1 milligrammo al mese per stare bene. Ma si può rimediare con il latte.

E la dieta vegana?
È una scelta difficile soprattutto per quanto riguarda l'apporto di proteine. Bisogna abbinare bene le proteine dei legumi e quelle dei cereali. È importante equilibrare l'apporto di tutti gli elementi e soprattutto avere uno specialista che ti segua per evitare qualsiasi tipo di squilibrio. Non mangiando latticini, ad esempio, potrebbe mancare il calcio. Allora io consiglierei di bere una acqua minerale che contenga anche 400-500 milligrammi di calcio al litro. L'importante, come mi è capitato di vedere con alcune ragazzine, è che non si facciano queste scelte con l'intento di dimagrire. Perché, una volta che si è scoperto che con legumi e cereali non si dimagrisce, si finisce per diventare solo delle mangiatrici di insalata.

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Dall'altra parte, vanno molto di moda le diete iperproteiche, come la famosa Dukan. 
Questo tipo di regime alimentare può andar bene per uno o due mesi al massimo, non per tutta la vita. È come l'assunzione di un farmaco, deve essere limitata nel tempo. D'altro canto la parola dieta viene dal greco "dìaita", che significa "imparare a conoscersi e a educarsi". In diete di questo tipo manca la componente educativa per il nostro corpo. Non può essere prolungata nel tempo, perché a lungo andare l'eccesso proteico porta ad affaticare i reni e il fegato.

Il ricorso a regimi alimentari non convenzionali e a diete di vario tipo documenta però una maggiore attenzione verso l'alimentazione.
Certo, oggi c'è una piena consapevolezza che c'è del cibo salutare e altro che invece fa male. Bisogna stare attenti, però. Nei supermercati, il 30-40% dei prodotti è costituito da alimenti nutraceutici, quelli che cioè dovrebbero avere una funzione benefica per la salute umana. Ma nello scegliere questi alimenti spesso ci illudiamo di poter sopperire agli altri mali della vita. Si spende anche tanto per comprare alimenti come i prodotti a elevato contenuto di fibre, il latte con più calcio o più omega tre, pensando di sopperire ai farmaci o agli alimenti stessi. Ma non è così. Si va alla continua ricerca di soluzioni da trovare nel cibo. Ad esempio, una delle diete che va per la maggiore è quella basata sulle intolleranze alimentari. Ma togliendo gli alimenti che si tollerano meno non si perde peso. Questo tipo di dieta non ha alcun fondamento scientifico. Le uniche intolleranze reali sono la celiachia, cioè l'intolleranza al glutine, e quella al lattosio. Tutto il resto non è vero. Il problema è che il cibo viene visto come qualcosa di magico, che può risolvere molti dei nostri problemi, perché è una delle soluzioni più facili, è qualcosa di tangibile, alla portata di tutti. E in questo il supermercato e il mercato arrivano prima della scienza, proponendo di comprare alcune cose che dovrebbero avere determinati effetti ma per i quali non c'è invece alcuna base scientifica. 

La scelta sbagliata degli alimenti è tra le cause dell'obesità, che ormai sembra essere quasi una malattia sociale, soprattutto tra i più giovani.
L'obesità è molto diffusa tra i bambini: i casi in dieci anni sono raddoppiati. Ciò che preoccupa di più è che negli ultimi anni è diminuita progressivamente la percentuale di bambini obesi, ma il numero dei giovani in sovrappeso è aumentato considerevolemente. Si è passati dal 20% di qualche anno fa al 27%. Sono i cosiddetti bambini "robusti", per i quali non ci si preoccupa come per gli obesi. Il bambino maschio robusto si sente più forte, continua a fare attività sportiva con gli amici e viene accettato in società. Il campanello d'allarme scatta solo nel caso di un bambino obeso, che pesa più del 30% del peso normale, comincia a non potersi muovere così tanto, non gioca più a calcio con gli amici ma viene messo in porta, ed è discriminato. Ma anche il sovrappeso è preoccupante, perché è legato alla sedentarietà di molti bambini. Magari non mangiano così tanto, ma mangiano male e in maniera mal distribuita. Mettiamo che un bambino vada in palestra o giochi a calcio, bruciando 200-300 calorie. Ma se dopo l'attività fisica gli diamo un pacchetto di patatine di 400 calorie, lo sport non è servito a niente.

Si deduce che lo stile di vita è molto importante. 
Certo! Molti bambini conducono uno stile di vita sedentario, trascorrono la maggior parte del pomeriggio sul divano a guardare la tv, non fanno le scale ma usano solo l'ascensore e soprattutto non aiutano più nei mestieri di casa, come lavare i piatti, portare fuori la spazzatura, uscire con il cane. Abbiamo calcolato che facendo queste cose si consumano anche 300-400 calorie. Il risultato è un aumento della circonferenza della vita sia nei bambini e sia nelle bambine. 

Un aumento della circonferenza della vita tra i bambini? Da cosa deriva?
Si può benissimo notare in spiaggia di questi tempi. Prima i bambini ingrassavano a tutto tondo, oggi magari sono normopeso ma hanno la pancia come gli adulti. Questo deriva dalla assunzione di troppi zuccheri che alterano il funzionamento dell'insulina. Basta calcolare il rapporto tra la circonferenza della vita e l'altezza. Se la vita supera la metà dell'altezza, allora siamo davanti a sintomi patologici. Ad esempio, un bambino alto un metro e sessanta che ha una vita di 90 centimetri. Siamo davanti a un aspetto patologico che può portare all'obesità o alla sindrome metabolica, in grado di aumentare il rischio di malattie cardiache e di problemi come il diabete. 

Dall'altra parte esistono, però, il mito della magrezza e patologie pericolose come l'anoressia e la bulimia. 
In un mondo che soffre sempre più di obesità, ambienti come quello dello spettacolo e della moda continuano a proporre il mito della magrezza. Il che genera emulazione, soprattutto tra le ragazze. Che sognano di essere magre. Non a caso nella fascia d'età che va dal menarca ai 20 anni c'è una percentuale di anoressiche del 2-2,5%. È una percentuale altissima, se si considera che l'anoressia, così come la bulimia, sono malattie letali.

Quanto è importante l'educazione alimentare per evitare abitudini alimentari sbagliate? 
È fondamentale l'educazione alimentare nel corso della scuola primaria e secondaria, quando viene insegnato a mangiare alcuni tipi di alimenti, come i vegetali, il pesce o i legumi, che normalmente vengono rifiutati dai bambini. Bisogna imparare a mangiare bene sin da piccoli, perché poi diventa sempre più difficile acquisire determinate abitudini. La cosa più importante è la formazione degli insegnanti, che devono fornire degli esempi giusti di alimentazione ai più giovani. Il fatto che si parli di educazione alimentare in occasione di Expo 2015 è un fatto positivo, proprio perché Expo sarà una vetrina importante per fornire dei modelli. In questo, la presenza di Paesi diversi, dall'Africa agli Stati Uniti, porterà a discutere di problematiche molto differenti, che vanno dall'eccesso di alimentazione alla mancanza di alimentazione. È bene sapere, però, che anche nei Paesi poveri si fa un largo uso di cibo spazzatura e ci sono alte percentuali di obesità. Questo perché il cibo spazzatura costa di meno. Accade anche a noi in questo momento di crisi: si tende sempre più a comprare cibi economici ma con elevato apporto calorico. 

Quanto è importante l'alimentazione nella prevenzione dei tumori e delle patologie cardiovascolari?
Ci sono dei modelli alimentari da evitare. Dagli studi, ad esempio, è emerso come un alto consumo di carne conservata e insaccati può incidere sulla insorgenza di molte patologie. Così come un'alta percentuale di alimenti vegetali e di fibre protegga dall'insorgenza dei tumori. L'importante è non forzare troppo. Certo si deve limitare il consumo di insaccati, ma non lo si può vietare completamente e non si possono cambiare le abitudini dall'oggi al domani. In più, c'è da considerare che gli studi sono stati fatti sugli insaccati francesi o tedeschi, mentre alcuni salumi italiani, come la bresaola o i prosciutti magri, certamente sono più sicuri. La cosa importante è modulare poco a poco le abitudini alimentari, senza rivoluzionare di punto in bianco il carrello della spesa. 

 

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