Il tributo di Facebook a James Holmes: più di 60 pagine fan

Il killer di Aurora celebrato sul social network, che non interviene: "Sono di cattivo gusto, ma rispettano le linee guida del sito", spiega un portavoce. Intanto, la social-curiosità si scatena. Nelle ore successive al massacro, gli omonimi dell'assassino si sono ritrovati il profilo invaso da c...

James Holmes
26 Luglio Lug 2012 1007 26 luglio 2012 26 Luglio 2012 - 10:07
Tendenze Online

Sessanta. Tante sono le pagine aperte dagli utenti di Facebook in "onore" di James Holmes, il 24enne americano che settimana scorsa ha aperto il fuoco durante la prima proiezione de "Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno" in un cinema di Aurora, in Colorado, uccidendo 12 persone e ferendone altre 59. La maggior parte di esse hanno pochi fan, meno di cinquanta, alcune invece superano i cento. Una, addirittura, ha toccato quota 453 "mi piace".

Che cosa possa piacere all'utente medio di Facebook di questo ex dottorando di neuroscienze, che si è presentato al multisala con una maschera, un giubbotto antiproiettile, due fucili ed una pistola calibro 40, non è facile capirlo. Eppure, il proliferare di pagine a lui dedicate dovrebbe fare riflettere e discutere. E Facebook, cosa dice? Il social network, dal canto suo, ha scelto di non intervenire, perché - a quanto sembra - i contenuti non violerebbero i termini del servizio offerto.

A confermarlo, il portavoce Fred Wolens alla CNN: "Per quanto di pessimo gusto, le pagine rientrano nei nostri parametri". Wolens ha aggiunto che la piattaforma interverrebbe solo in caso di "minacce reali contro persone specifiche" o di "contenuti che incitino alla violenza", ponendo l'accento sulle tante pagine nate invece a favore delle vittime del massacro: "La maggioranza delle attività degli utenti di Facebook è stata a supporto della comunità colpita e non viceversa".

Ciò non toglie che la social-curiosità abbia scatenato fenomeni preoccupanti: nelle ore successive alla tragedia, subito dopo che i media hanno rivelato il nome dell'attentatore, i James Holmes di Facebook si sono ritrovati il profilo invaso da messaggi e richieste d'amicizia. Non è la prima volta che la febbre della notizia spinge gli utenti a simili forme di "sciacallaggio mediatico dal basso".

Uno dei James Holmes "normali", residente a Littleton, sempre in Colorado, ha voluto puntualizzare il misunderstanding: "Caro utente casuale di Facebook che continui a scambiarmi per un assassino", si legge nello status pubblicato sul profilo. "Apprezzo che tu stia cercando informazioni riguardanti i fatti avvenuti la notte scorsa ad Aurora, ma non sono io la persona che cerchi. James Holmes, in effetti, sembra essere un nome abbastanza comune".

Mentre scrivo quest'articolo, i "mi piace" sulla pagina Facebook più affollata sono già diventati 456. La pagina ha iniziato a proporre anche meme ironici con il faccione di Holmes (quello "vero", stavolta) e scritte che definire di cattivo gusto è un eufemismo. Tra gli apprezzamenti, in effetti, c'è anche un'altra pagina, "I laugh when people die" ("rido quando le persone muoiono"): caro Facebook, siamo proprio sicuri che non si tratti di contenuti che incitano alla violenza? 

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