Diego Occhiuzzi porta a Napoli una sciabola d’Argento

Diego Occhiuzzi è medaglia d'argento nella sciabola Maschile. Lui, numero 14 della classifica mondiale di sciabola, arriva fino in finale, dove viene sconfitto senza mai sembrare in grado di vincere. Arriva da Napoli: una delle capitali mondiali della sciabola, che ha sfornato un nuovo campione.

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29 Luglio Lug 2012 1832 29 luglio 2012 29 Luglio 2012 - 18:32
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Non sappiamo quello che Diego Occhiuzzi farà a Londra per festeggiare la sua medaglia d’argento. Sappiamo per certo quello che farà una volta tornato in Italia: infradito ai piedi e aliscafo per Forio d’Ischia nel bed & breakfast del buen ritiro, quello dove si rifugia dopo ogni impegno internazionale tra una battuta di pesca e una chiacchierata al bar. E, visto come sono andate le cose a Londra, questa volta permanenza doppia anche se dopo un po’ l’argento vivo degli sciabolatori si fa sentire e il riposo finisce per far male. Napoletano, classe 1981, era il numero tre nel ranking degli italiani. Ma la forma non si improvvisa e grazie al maestro Malena, cosentino di nascita, partenopeo d’adozione, l’ha ritrovata in tempo per le Olimpiadi. Un sogno nato già a sei anni quando ha cominciato a frequentare il circolo Posillipo, e lì di lame se ne intendono.

Medaglie tante, ma sembra che la sua carriera di sciabolatore sia sempre al servizio della squadra, mai sua personale. E’ la prima individuale in un grande torneo internazionale (in team ha vinto un bronzo olimpico, tre ori europei, due argenti e due bronzi mondiali) e la mostrerà ai suoi piccoli allievi della Champ di Cercola. Casa Vianello alla napoletana si trova nell’hinterland del capoluogo campano dove Diego Occhiuzzi e Gigi Tarantino vivono in simbiosi allevando i piccoli campioncini, la palestra cui dedicano le loro attenzioni tra una vittoria e l’altra. “Chi è la moglie e chi è il marito? Non so, di certo stiamo insieme 24 ore al giorno” ha sempre scherzato. Con Gigi, suo fratello maggiore, vive praticamente in simbiosi. La pesca, il mare, e perché no, anche l’isola dei famosi. “Mi piacerebbe parteciparvi come ha fatto Tarantino” disse una volta. Gli sciabolatori vivono di protagonismo, si sa. Lui, Marzocca, Tarantino.

Moschettieri del re che crescono in via San Domenico, a Napoli. Uno per tutti, tutti per l'onore della sciabola. In una delle ultime curve che conducono dal Vomero a Soccavo, c’è questo piccolo gioiello napoletano. E’ nato per la determinazione di un maestro, Alberto Coltorti, che, sfrattato tre anni fa dal Cus Napoli, si mise in cerca di una palestra dove traslocare con la sua società, il Club Scherma Napoli presieduto dall’argento a squadre di Mosca ’80 Marco Romano. Una caccia durata diversi mesi prima che incontrasse una dirigente scolastica illuminata. “Siete in cerca di una sala? Noi possiamo offrirvi 700 mq di deposito da ristrutturare completamente”. Novantamila euro di spesa ed è nato un sodalizio pubblico-privato che ha fatto nascere una vera e propria accademia nazionale pari di quelle già esistenti a Livorno e Roma. Una sorta di stage permanente aperto a tutti gli sciabolatori più forti che si allenano insieme indipendentemente da provincia e società di appartenenza. E’ qui che è nata la medaglia di Occhiuzzi. “Non costruiamo cattedrali. Valorizziamo ciò che abbiamo”. 

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