Sorpresa: la Germania prima con l’Italia per truffe alla Ue

Il report annuale della Commissione Europea su irregolarità e frodi mette al primo posto polacchi, tedeschi e italiani in quelle nei trasferimenti per la coesione territoriale. In tutto i tre paesi ne hanno accumulate 149 su 276. Anche se gli estensori del rapporto si precipitano a precisare imme...

Commissione Uropea
30 Luglio Lug 2012 1409 30 luglio 2012 30 Luglio 2012 - 14:09
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Non siamo sempre i peggiori nell’uso dei fondi pubblici europei: incredibile ma vero, il report annuale 2011 della Commissione europea ci affianca sul podio delle truffe comunitarie ai tanto vituperati e amati tedeschi.

I trasferimenti europei contano diverse voci: i più importanti per peso economico riguardano l’agricoltura e la Cohesion Policy, finalizzata alla redistribuzione di ricchezze tra le regioni più ricche e più povere d’Europa. Su quest’ultima voce lo studio della Commissione rivela il primato di Polonia, Germania e Italia per numero d'irregolarità, che in tutto ne hanno accumulate 149 su 276. Purtroppo lo studio non fornisce la cifra esatta paese per paese, per cui non è possibile capire chi fra i tre faccia più truffe.  Anche se gli estensori del rapporto si precipitano a precisare immediatamente che «la Germania rimane il paese membro che ha più successo nel completare i procedimenti penali per stabilire la frode e imporre le multe». Insomma, comunque anche se froda anche lei, la Germania resta migliore.

Nel 2011, le irregolarità fraudolente contavano 139 casi per il settore agricolo (per un totale di 77 milioni di euro d’impatto economico stimato), 276 per le politiche di coesione (e 204 milioni di euro d’impatto). A queste si aggiungevano 101 casi tra i fondi di pre-accesso all’Unione (12 milioni di euro) che coinvolgevano paesi come Romania e Bulgaria. Nel giugno 2011, la Commissione ha approntato la Commission Anti-Fraud Strategy. un piano per incrementare l’efficienza dei controlli, dell’Ufficio Anti-Frode Europeo (Olaf) e per rivedere le direttive e velocizzare i processi, riducendo i rischi di frode.

Qualcosa era già in moto. Dopo l’aumento delle irregolarità tra 2000 e 2008, complice, in parte, l’accesso dei Paesi dell’Est-Europa nell’Unione, la creazione dell'Ims, Irregularity Management System (2008), ha contribuito a contrastare la tendenza alla frode. Tra il 2008 e il 2010 la cifra ha continuato ad aumentare, vero, in particolare si nota un incremento al 2009 per un 43% nell'agricoltura e un 23% nelle politiche di coesione, ma, come spiega lo studio della Commissione per la protezione degli interessi finanziari dell'Unione, gran parte è dovuto ad un migliore monitoraggio da parte dei Paesi. Tra il 2010 e il 2011 si assiste ad una inversione: le irregolarità diminuiscono del 35% e l’impatto economico delle frodi del 37%.

E dal 2011 la Commission Anti-Fraud Strategy. Parole d'ordine: etica, trasparenza, rinforzo strumenti di monitoraggio, prevenzione delle frodi, aumento delle sanzioni e cooperazione tra attori europei e nazionali. Sarà interessante aspettare i risultati del 2012 per capire se la Germania sarà ancora con noi e la Polonia a spartirsi il primo posto per irregolarità.

Per quanto ancora il nostro paese arrancherà dietro gli altri? Al 2010 si classificava primo per frodi accertate nei fondi per l’agricoltura, e ora è primo a pari merito con Germania e Polonia per le irregolarità nei trasferimenti per le politiche di coesione. Ma essere affiancati dai primi della classe resta una magra consolazione, soprattutto quando gli altri si rivelano impeccabili nel perseguire le irregolarità e nella gestione dei fondi in altri ambiti. 
 

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