Ecco Phelps, il più grande atleta di tutti i tempi

Michael Phelps ce l'ha fatta. Dopo essere stato battuto da un ventunenne e vedersi così soffiare l’oro di Londra ai 200 farfalla, ha trionfato nei 4x200 stile libero. L'atleta ha vinto quindi la sua 19esima medaglia olimpica, di cui 15 ori. Phelps entra in questo modo nella Storia, quella con la ...

Phelps
31 Luglio Lug 2012 1912 31 luglio 2012 31 Luglio 2012 - 19:12
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Ricordate il Michael Phelps che incantò Pechino con le sue otto medaglie d’oro olimpiche? Sembrava un tempo passato. In Cina era un po’ bambinone, sempre attaccato alle tre donne della sua vita, la mamma Deborah e le due sorelle. Pane e nuoto. Oddio pane è dir poco perché lo stesso Phelps rivelò la sua dieta da 12.000 calorie al giorno dopo la vittoria della 4x200. Ora a Londra, in un'Olimpiade che da un punto di vista dei risultati personali non lo ha premiato come avvenuto a Pechino,  porta a casa nella 4x 200 stile libero porta a casa l'oro che lo fa diventare l'atleta più medagliato di sempre ai giochi assieme alla russa Larissa Latyinina. 

A colazione tre uova in padella con pane, formaggio, lattuga, pomodori, cipolle fritte e maionese. Poi due tazze di caffè e una scodella di fiocchi d’avena, una “pappa” di cereali spezzettati. Tre fette di pane tostato con zucchero a velo. Per finire, tre piccole frittelle di cioccolato. Terminata la prima colazione e con le fitte della fame per l’incombere del pranzo, mezzo chilo di pasta condita e due grandi panini con prosciutto e formaggio, pieni di maionese. Senza dimenticare mille calorie di bevanda energetica. A cena scorta di carboidrati per l’allenamento del giorno successivo. Ancora mezzo chilo di pasta, accompagnato però da una pizza e altre mille calorie di bevanda energetica. Poi a letto per il meritato riposo.

«I love pasta e pizza. Mangiare, dormire e nuotare, è tutto quello che so fare», scherzava. L’allora ministro dell’agricoltura Zaia esultò e non perse tempo invitandolo a Casa Italia. Il tutto cucinato da Deborah Phelps l’onnipresente mamma che per combattere il disturbo del comportamento ipotizzato dalle maestre elementari vista la sua irrequietezza, utilizzò il nuoto come terapia. Una terapia vincente che lo ha portato nell’olimpo dei grandi. E non finisce qui perché a Londra, ha agganciato Larissa Latyinina la ginnasta russa che con i suoi 9 ori, 5 argenti e 4 bronzi vinti tra il ’56 ed il ’64 è, finora, l’atleta più medagliata dei Giochi.

Il Baltimore Kid è a quota 16 ma 14 sono del metallo più prezioso. Il Phelps di Pechino è il classico bamboccione americano. Dicevano di lui: un uomo sgraziato, gambe troppo corte, braccia che arrivano quasi all’altezza delle ginocchia, andatura impacciata. In acqua è tutta un’altra cosa. A Pechino in nove giorni vinse 400 misti, 200 stile, 200 farfalla, 200 misti, 100 farfalla e le tre staffette (4x100 sl 4x200 sl 4x100 mista). E diventò leggenda.

Ma otto medaglie d’oro pesano e finite le Olimpiadi di Pechino la notorietà investì come un treno il ragazzone che vale quaranta milioni di dollari di sponsor. Solo per fare qualche vasca in una party privato staccarono un assegno di centomila dollari. Poi copertine, MTV Video Music Awards 2008, servizi fotografici e finanche il video natalizio della Casa Bianca. Il ragazzone dei record non fu più quello di prima.

Scoprì le insidie della vita. News of the world lo beccò con un bong, una pipa di vetro utilizzata per fumare cannabis ed altre sostanze stupefacenti. Lui ammise l’errore giurando che era la prima volta ma non convinse l’America perbenista e la Kellogg stracciò il contratto milionario. Un simbolo non può sgarrare, anche se ha solo 23 anni. Tempo qualche mese ed arriva il secondo scandalo.

Coinvolto in un incidente stradale e multato per guida senza patente. Il punto non è l’incidente, dicevano i giornali, ma che ci faceva nella zona a luci rosse della città solitamente frequentata da transessuali? Meglio allora non star lontano dalle piscine dove le cose gli riescono in tutt’altro modo. Ai mondiali romani del 2009 sei medaglie, con 5 titoli e un argento. Il cannibale è sempre lui ma la concorrenza comincia a farsi sentire. Ai mondiali di Shanghai del 2011 emerge la stella di Ryan Lochte che lo batte nei 200 stile. La vasca cinese incorona così il modaiolo della nazionale yankee, 27 anni e una mole di record messi già insieme compreso quello del maggior numero di ori in un’edizione dei mondiali (6): nell’ultima stagione il rivale in casa aveva già stracciato, e varie volte, il colosso di Baltimora, che dopo l’abbuffata olimpica vive una fase decisamente down.

Abiti e accessori sono la passione della nuova star nato a Canandaigua a due passi dal lago Ontario nello stato di New York. Non sono certo passate inosservate le scarpe da ginnastica over size verde quasi fluo con cui si è presentato ai blocchi di partenza dei mondiali di Shanghai. La sfida è lanciata e quando annuncia «è arrivata la mia ora», Phelps risponde: «Sono solo frasi ad effetto. Io ho paura solo dei serpenti e delle grandi altezze. Non mi pare Ryan sia un rettile ed è più basso di me».

Il nostro prima della vittoria di questa sera aveva già deciso: «Dopo l’Olimpiade dico basta. In carriera sono andato in grandi città, ma ho visto solo alberghi e palasport. Dopo Londra farò tutto quello che voglio fare». Chissà se ora che è entrato nella Storia penserà ancora così. 

 

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