Il ginnasta giapponese dà 100 dollari ai giudici. Ma è legale

Dall'America rimbalza l'immagine di un ginnasta giapponese, Kohei Uchimura, che paga i giudici a Londra 2012. Un tentativo di corruzione in mondovisione? Macché, è tutto regolare. I cento dollari servono ad assicurare che non vengano presentati ricorsi inutili. E in questo caso, la scelta si rive...

Japan Cash Appeal
31 Luglio Lug 2012 1614 31 luglio 2012 31 Luglio 2012 - 16:14
Tendenze Online

Quello che vedete, nella foto in alto, è il ginnasta giapponese Kohei Uchimura a Londra 2012. Uchimura allunga verso i giudici una banconota da 100 dollari, insieme ad un foglio: l'immagine è stata catturata dalle telecamere dell'emittente americana Nbc. Com'è potuto accadere, chiederete voi, che un atleta pagasse i propri giudici in mondovisione e che nessuno intervenisse? 

Semplice: perché è tutto legale. Anzi, è previsto dal regolamento olimpico. Il Cio, infatti, impone il pagamento di una quota - 100 dollari, appunto - ogni volta che una squadra effettua un ricorso dopo aver gareggiato, chiedendo la revisione del punteggio assegnato. Questa tassa è stata introdotta per scoraggiare i ricorsi più inutili e superflui, quelli "fatti tanto per fare".

Il ricorso del Giappone, tra l'altro, è stato convalidato. Cosa che ha permesso al team orientale di assicurarsi l'argento olimpico nella ginnastica, dopo aver ottenuto originariamente la quarta posizione. Gli allenatori giapponesi, convinti che i giudici avessero sbagliato a giudicare la prestazione di Uchimura, hanno mandato lo stesso atleta a contestare il punteggio.

Scelta che si è rivelata azzeccatissima, dal punto di vista sportivo ed economico: i cento dollari, infatti, sono stati restituiti. É la prassi, nel caso in cui il ricorso venga accettato.

Japan Appeals Olympic Gymnastics Decision With Cash

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