“Vivere in 5 con 5 euro al giorno”, la “decrescita felice” di una famiglia

C’è chi approfitta della crisi economica per sperimentare un nuovo stile di vita, quello della «decrescita felice». La protagonista di questa storia al contrario si chiama Stefania Rossini, 37 anni. Che, grazie a un blog e un libro, nel web è ormai diventata il punto di riferimento di chi cerca d...

Rossini
9 Agosto Ago 2012 1200 09 agosto 2012 9 Agosto 2012 - 12:00

Non tutti i mali vengono per nuocere. E c’è chi approfitta della crisi economica per sperimentare un nuovo stile di vita, quello della «decrescita felice». La protagonista di questa storia al contrario si chiama Stefania Rossini, 37 anni, bresciana, di professione mamma di tre bimbi, moglie e casalinga tuttofare. Che, grazie a un blog e un libro - Vivere in 5 con 5 euro al giorno – nel web è ormai diventata il punto di riferimento di chi cerca di risparmiare e vivere felice. «Non è difficile da capire», dice lei, mentre si dà il turno in cucina con il marito, «siamo abituati a pensare che ci sia un solo modo di vivere, invece abbiamo la possibilità di scegliere».

Tutto è partito due anni fa. Stefania, vegetariana da vent’anni, lavorava come salumiera in un negozio di Pontevico, nel bresciano. «Affettavo cadaveri», racconta ridendo. «Ma il luogo di lavoro era vicino casa e mi sembrava un ottimo compromesso per tirare avanti». Tutto cambia, però, quando il papà di Stefania, che dava una mano alla famiglia con i tre bambini, «muore improvvisamente d’infarto a sessant’anni». A quel punto, nonostante una famiglia da mandare avanti e un mutuo da pagare per i successivi trent'anni, Stefania sceglie comunque di licenziarsi. Perché? «La baby sitter dopo l’asilo mi sarebbe costata troppo», racconta, «più del mio stesso stipendio, che però fino a quel momento era servito a pagare le rate del mutuo». Non c’era nulla da fare: bisognava tirare avanti solo con lo stipendio da operaio del marito. E reinventarsi, così, uno stile di vita. 

«Mi è capitato tra le mani il computer», continua, «e così ho cominciato a cercare ricette per risparmiare, per fare i saponi a casa, i trucchi per le conserve del cibo e così via». Stefania comincia così a sperimentare quella che lei chiama la «decrescita felice». Accanto a casa, un orto e un frutteto le danno la materia prima. Niente di nuovo, dice lei: «Era quello che facevano i nostri nonni, con la differenza che loro erano poveri davvero». In poco tempo Stefania diventa famosa tra amici e parenti per le sue creme viso idratanti e i detersivi fatti in casa. Le email cominciano ad accumularsi nella sua casella di posta elettronica. E rispondere a tutti diventa faticoso. Da qui nasce l’idea del blog. E dal nome scelto, si capisce già molto: “Natural-mente-stefy”

«Non sono una grande esperta di computer», dice, «ma mi sono lanciata in questa avventura». E in poco tempo i consigli di risparmio di Stefania, dalle bamboline fatte all’uncinetto ai camioncini costruiti con i flaconi dei detersivi, raggiungono quota 400 mila contatti. «In questo modo dirottavo sul mio blog le persone che mi chiedevano come si faceva qualcosa e in tanti si appassionavano al mio stile di vita». Un successone che si può spiegare, secondo Stefania, «sia con la necessità di risparmiare dovuta alla crisi, sia con una crescente attenzione all’ambiente e agli sprechi». 

Dal blog al libro, il passo è breve. La piccola casa editrice "Edizioni Età dell'Acquario" contatta Stefania e le propone di scrivere un libro. «È stato un sogno che si è realizzato, avevo già tutto in mente e l’ho scritto in pochissimo tempo», racconta. Il titolo, Vivere in 5 con 5 euro al giorno, ammette Stefania, «è un po’ una forzatura, ma ho accettato questo compromesso». E il libro sta andando a ruba, tanto che in due settimane è arrivato già alla seconda ristampa. Anche se, ammette, «è fatto con la carta tradizionale, e questo è un altro dei compromessi che ho dovuto accettare. Ma a ottobre arriverà anche l’ebook  e il risparmio sarà assicurato». Il testo - da cui « guadagno solo pochi centesimi a copia» - è un manuale «che insegna a risparmiare con semplicità e dà le ricette pratiche per farlo». Un esempio? Le creme idratanti per il viso: basta mettere insieme olio vegetale, cera d’api e una delle erbe che offre il giardino, come la calendula o il rosmarino. Costo: «Qualche centesimo». Tempo di lavorazione: «Cinque minuti». Lo stesso vale per i detersivi. 

Stefania 0

«Mi rendo conto», dice Stefania, «che chi lavora tutto il giorno alla sera arriva stanco e non riesce a fare tutto quello che faccio io». La sua giornata non è mai uguale a quella precedente. «Se il tempo è bello sto nell’orto, se piove no. Ho un’agenda su cui scrivo le cose da fare durante la settimana e pretendo molto da me stessa, ma faccio tutto in grande libertà». Per alcune cose, assicura, bastano però solo pochi minuti e tutti si possono cimentare. «I detersivi», ad esempio, «si fanno una volta all’anno: basta dedicargli un sabato pomeriggio». In questo modo, «compro un flacone al supermercato solo d’estate, perché quelli che faccio io non sono così efficaci sugli aloni come quelli chimici». Stessa cosa per la spesa alimentare. «L’orto cambia di giorno in giorno», racconta, «mangiamo quello che ci offre e al supermarket vado solo di rado».

E il resto? I quaderni dei bambini, i giochi, i vestiti? «Non ci sono quaderni da comprare», risponde. «In due anni per i miei figli avrò comprato due quaderni». Per il resto esiste il baratto: «C'è, ad esempio, la community online “Zero relatovo”: io do le cose che non mi servono o che autoproduco e loro mi danno quelle che servono a me. Ad esempio, c’è una cartoleria di Lecce alla quale io do io miei lavori all’uncinetto. In questo modo recupero quasi tutto il materiale scolastico necessario per i bambini». Che, come tutti gli altri coetanei, «hanno gli zaini e i quaderni dei gormiti, la tv, la playstation e tutti gli altri giochi». Semplicemente, cambia il modo di comprarli. Niente privaizoni, insomma. E per le bollette? «Producendo tutto in casa i consumi non sono bassi e spesso con questi costi finiamo fuori budget, ma siamo attenti a non sprecare».

I cinque euro al giorno in cinque, come recita il titolo del libro, «non sono una bugia». Forse, solo una forzatura: «Posso spendere cinquanta euro in un giorno e poi niente per una settimana», dice Stefania. Anche se questo titolo le è costato parecchie critiche e attacchi da parte di chi, dice, «non riesce ad andare oltre un numero e crede che sia possibile un solo stile di vita». E le ferie? «Per noi la vacanza dura tutto l’anno, anche se mi alzo alle 6,30 del mattino. Mica sono una di quelle casalinghe che guarda la tv per tutto il giorno! Stiamo bene qui dove abitiamo e non sentiamo l’esigenza di andare in vacanza. Al massimo, andremo a trovare mia suocera in Toscana».
 

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