«Al Senato posate nuove ogni anno e tende da 600mila euro»

Il senatore Alberto Filippi, ex leghista cacciato da via Bellerio, è l’incubo dei contabili di Palazzo Madama. «Volete qualche dato? La manutenzione degli ascensori costa 500mila euro l’anno, quella per riscaldamento e aria condizionata più di due milioni. Lo sapete che ogni anno al  ristorante v...

Senato 3
10 Agosto Ago 2012 1658 10 agosto 2012 10 Agosto 2012 - 16:58
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Alberto Filippi è l’incubo dei contabili di Palazzo Madama. Giovane senatore vicentino e imprenditore nel settore chimico, guida un’azienda di proprietà della famiglia da tre generazioni. «Un gruppo che oggi fattura 40 milioni di euro» racconta orgoglioso. Fino a un anno fa militava nella Lega Nord. Poi, l’espulsione. «Questioni interne al partito» si giustificarono all’epoca i vertici di Via Bellerio. «Sono stato fatto fuori dal Cerchio Magico - rivela lui oggi - perché sono sempre stato molto vicino a Tosi e Maroni». Abbandonato il Carroccio e costretto a emigrare nel gruppo di Coesione Nazionale, Filippi ha scoperto un’altra passione. Fare le pulci ai ragionieri di Palazzo Madama. Ogni anno, al momento di votare il bilancio del Palazzo, Filippi studia minuziosamente il documento per denunciare pubblicamente le spese più curiose. Un vizio che nelle ultime settimane gli è costato un duro scontro con il questore Paolo Franco. Guarda caso suo ex compagno di partito nella Lega.

L’impegno di Filippi contro gli sprechi del Senato era iniziato già nel 2008. «Tra le varie voci che mi avevano colpito quattro anni fa - ricorda - c’era il noleggio di un’Apecar. Palazzo Madama aveva affittato il mezzo per spostare alcuni libri dalla biblioteca. Peccato che aveva pagato un importo superiore persino al costo della vettura nuova». L’anno scorso stessa storia. «Al momento di votare il bilancio mi sono astenuto per protesta». Nella denuncia di Filippi erano finite le forchette, i coltelli e i cucchiaini di Palazzo Madama. «Avevo scoperto che l’intero servizio di posate del ristorante veniva sostituito ogni anno. Completamente. Per la modica cifra di 40mila euro». Accuse non sempre inascoltate. «Dopo le mie rimostranze - racconta al telefono Filippi - Quest’anno per le posate il Senato ha speso “solo” 7mila euro. L’intero servizio è stato di nuovo sostituito, ma almeno hanno risparmiato qualcosa».

Una settimana fa - quando il Senato si è riunito per approvare il bilancio interno - Filippi è intervenuto in Aula con nuove denunce. «Altre voci di spesa ingiustificabili». È il caso del lavaggio auto. «Un trend inspiegabilmente in crescita - spiega - nel 2010 per pulire le nostre autoblu spendevamo 62mila euro, quest’anno arriviamo a 70mila. Ho chiesto alla Ragioneria del Senato quante auto sono in servizio. E mi hanno risposto che ce n’è una sola. Insomma, per Palazzo Madama forse è più conveniente sospendere i lavaggi e acquistare un’autoblu nuova ogni anno». Poi ci sono i traslochi. Secondo le accuse di Filippi, il Senato avrebbe speso per questa voce un milione e mezzo di euro per il 2010 e il 2011. E 1.438.000 euro quest’anno. «Una cosa demenziale. Posso capire un trasloco ogni cinque anni, al cambio di legislatura. Ma una volta all’anno… La cosa assurda è che nel 2010 e nel 2011 abbiamo speso esattamente un milione cinquecentomila euro. Se qualcuno vuole imbrogliare almeno lo faccia per bene. Non metta la cifra tonda…».

Dopo i facchini, gli ascensori. «Quest’anno solo per la manutenzione sono stati spesi 500mila euro. È andata bene, l’anno scorso eravamo quasi a un milione. Neppure il Senato fosse ospitato in un grattacielo di New York». E poi la manutenzione dell’impianto di riscaldamento e di condizionamento. «La cosa geniale - spiega il senatore - è che per questa voce, come per le precedenti, ci sono spese di manutenzione ordinaria e spese di manutenzione straordinaria. Sempre. Solo a Palazzo Madama riusciamo a rendere fisse anche le spese straordinarie. In questo caso abbiamo speso 2.200.000 euro. Circa cinque miliardi di lire. Credo che con gli stessi soldi si possa procedere alla manutenzione di tutti gli impianti del centro storico di Roma».

Ma la voce che ha letteralmente mandato su tutte le furie Filippi è quella relativa alla tappezzeria. «L’anno scorso avevo già denunciato la cosa. Per la manutenzione (ordinaria e straordinaria) il Senato aveva speso qualcosa come un milione cinquecentomila euro. Dopo le mie critiche, quest’anno abbiamo risparmiato. Siamo arrivati a circa 480mila euro. Restano comunque un sacco di soldi. In cosa consiste la manutenzione della tappezzeria? Considerato che qui non ci sono bambini che strappano le tende, immagino che il servizio riguardi la pulizia. Ma anche ipotizzando tre lavaggi l’anno i conti non tornano… Il bello è che oltre alla manutenzione, le tende vengono anche acquistate. L’anno scorso sono stati spesi 137mila euro. L’anno prossimo saranno a 200mila».

Eppure il Senato fa economie. Come ricordato dal Pd Marco Stradiotto - una settimana fa in Aula ha risposto proprio a Filippi - Il bilancio consuntivo di Palazzo Madama relativo al 2011 è arrivato a 546 milioni di euro. Mentre quello di quest’anno dovrebbe chiudersi a 520-530 milioni. «È vero, c’è stata una diminuzione di una ventina di milioni di euro - riconosce Filippi - peccato che le voci tagliate siano principalmente quelle relative agli stipendi di senatori e dipendenti e ad alcuni contratti di affitto rescissi. Questo merito va solo al presidente Renato Schifani. Non certo ai questori che, invece, dovrebbero occuparsi di tagliare le spese di funzionamento del Senato».

Da qui è nata una lunga polemica. Filippi ha chiesto le dimissioni del questore Paolo Franco, ex collega di partito alla Lega Nord (e anche lui vicentino). Accusandolo di non essere stato in grado di gestire con la giusta oculatezza il bilancio del Palazzo. «Davanti a queste spese i questori non si sono mai chiesti il perché?» spiega oggi Filippi. E così qualche giorno fa è arrivata la risposta del questore Paolo Franco. In un’intervista al Tempo, Franco ha accusato duramente l’ex collega di partito. «Ciò che più dimostra la pochezza umana del senatore Filippi - le parole del questore - è la sua pretesa di erigersi a censore degli sprechi quando lui stesso ha attinto a piene mani dei benefici legati alla sua carica». Tre le accuse principali. «In qualità di vicepresidente di Commissione (Affari esteri, ndr) percepisce i fondi per le consulenze; ha ricevuto un considerevole risarcimento dell’assicurazione infortuni pagata dal Senato; ha condotto numerosi e diversi ospiti personali al ristorante del Senato».

Filippi è nero. «Davanti a tutte le spese folli che ho denunciato mi sarei aspettato delle spiegazioni. E invece ricevo solo accuse infondate e calunnie». Non è che tutta la vicenda riguarda solo vecchie ruggini? Magari qualche dissapore personale? Filippi giura di no. «Io so sempre scindere simpatie e antipatie dai ruoli istituzionali». Intanto la polemica a distanza prosegue. Stavolta è il parlamentare di Coesione nazionale a rispondere. Smentendo le accuse che gli sono state rivolte. «Riguardo alla vicenda dell’assicurazione sanitaria trovo davvero grave che Franco diffonda dati personali di questo tipo. È vero, l’anno scorso mentre sciavo ho subito un infortunio gravissimo. Mi sono fratturato il piatto tibiale e mi sono rotto il legamento crociato e il menisco. Ora, si può discutere o meno dell’opportunità di avere un’assicurazione medica per i parlamentari. Ma visto che pago il premio assicurativo non trovo scandaloso ricevere un indennizzo in caso di infortunio». E il ristorante? «Io sono il vicepresidente della commissione Esteri, quando ricevo un ospite istituzionale dovrei portarlo a pranzo alla trattoria da Memmo o al ristorante del Senato? Peraltro non ho mai attinto a soldi pubblici, questi pranzi li ho sempre pagati di tasca mia. Sorvolo sul fatto che ogni volta ho sempre chiesto il permesso proprio al questore Franco, che mi ha regolarmente autorizzato». Resta il nodo delle consulenze. «Come commissione noi abbiamo 800 euro lordi al mese per le consulenze. Che vanno a un esperto, un laureato, che riceve quel misero stipendio».

La vicenda non si chiude qui. «A questo punto, però, forse vi interessa sapere quali sono i benefit del questore Franco». Alberto Filippi inizia a elencare. «Ha diritto a un mega ufficio, con mobili e quadri antichi e un funzionario all’ingresso che filtra le visite. Ma ha anche diritto a un appartamento. E a cinquemila euro al mese che si aggiungono allo stipendio di senatore. E ancora, un discreto numero di consulenze. Ovviamente non può mancare un’autoblu. Non è finita. I questori, infatti, hanno a disposizione una dotazione di regali natalizi per far felici amici ed amiche». E cioè? «Cravatte, portapenne, borse, borsette e foulard. Volevo solo dare suggerimenti costruttivi e far risparmiare qualcosa al Senato. Ma sono costretto a dare una lezione di stile ed educazione». 

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