Ecco il “fumo solido” il materiale ultraisolante progettato dalla Nasa

Al tatto è come il polistirolo e a vederlo sembra “fumo solido”, in realtà è un materiale innovativo che arriva direttamente dai laboratori della Nasa, composto al 99.8% da aria. È un aerogel di ultima generazione, fra i materiali solidi più leggeri e isolanti al mondo, che può avere le più svari...

Aerogelhand
22 Agosto Ago 2012 1203 22 agosto 2012 22 Agosto 2012 - 12:03
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Se la valigia pesa sempre troppo per colpa dei capi d’abbigliamento o d’inverno siamo costretti a indossare indumenti eccessivamente spessi e ingombranti, perché non scegliere un materiale alternativo come il gel d’aria? Non è fantascienza, ma uno dei materiali solidi più leggeri e isolanti al mondo (dopo questo) e arriva dai laboratori della Nasa. Si chiama aerogel ed è una schiuma solida composta per il 99,8% di aria. Leggerissimo e isolante, perfetto quindi per tutte quelle situazioni in cui è richiesto il minimo ingombro con il massimo isolamento. Chiamato anche “fumo solido” per via della sua consistenza.

In realtà gli aerogel si usano già da anni per le applicazioni più varie, ma, come riportato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), quello presentato in questi giorni al meeting della American Chemical Society, è 500 volte più isolante e resistente di quelli usati in precedenza in silice, che sono più fragili, e si rompono e sbriciolano più facilmente. Gli scienziati del Nasa Glenn Research Center di Cleveland, Ohio, guidati da Mary Ann Meador, hanno migliorato le qualità dell’aerogel nel corso degli anni, fino ad arrivare a quest’ultimo, che nasce da una modifica dei tradizionali aerogel in silice, la cui struttura è stata irrobustita grazie ad un nuovo polimero; o in alternativa possono essere prodotti a partire dalla poliimmide, una materia plastica a elevate prestazioni, estremamente forte e resistente al calore, modificata con l’aggiunta di sostegni incrociati che ne hanno rafforzato ancora la struttura. «Si tratta di una materiale sufficientemente spesso e in grado di sostenere il peso di un’autovettura» spiega Mary Ann Meador «ma possono essere prodotti anche in forme molto sottili e flessibili da poter essere impiegate in una grande varietà di applicazioni industriali e commerciali».

Le applicazioni infatti possono essere le più svariate e vanno dall’uso domestico e personale a quello spaziale. Basti pensare che i sottili fogli di aerogel, spessi appena qualche millimetro, possono sostituire pareti termiche di 7-8 centimetri usate per isolare gli edifici, o potranno essere usati per rivestire frigoriferi e congelatori e isolare tubi, serbatoi d'acqua calda e altri dispositivi. Nonché per realizzare tende e sacchi a pelo o indumenti ultraisolanti, molto più leggeri e sottili dei tradizionali capi d’abbigliamento “termici”.

Ovviamente l’obiettivo principale della Nasa è un altro: creare uno scudo termico gonfiabile, che protegga i veicoli spaziali quando al rientro sulla Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale, c’è il pericolo di bruciare a causa dell’attrito con l’atmosfera terrestre. Gli schermi attuali sono ingombranti e pesanti, mentre grazie all’aerogel potrebbero trasformarsi in palloncini che si gonfiano quando la sonda entra nell'atmosfera.
 

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