La storia si ripete, gli italiani continuano a emigrare

Gli italiani continuano a emigrare. Fuori e dentro il Paese. A spostarsi all'estero sono soprattutto i settentrionali. Mentre i meridionali continuano a muoversi verso Nord, Lombardia in testa. Negli ultimi vent'anni dal Sud hanno cambiato residenza più di 2,5 milioni di persone.

14 Gennaio Gen 2013 1200 14 gennaio 2013 14 Gennaio 2013 - 12:00

Anche gli italiani emigrano. Fuori e dentro il Paese. Ma se a scegliere l'estero - Germania in testa - sono soprattutto i settentrionali, al Sud invece continuano a spostarsi verso il Nord Italia.

GLI ITALIANI CHE EMIGRANO ALL'ESTERO. In base ai dati Istat, nel 2011 oltre 50mila connazionali hanno spostato la propria residenza in un Paese straniero, superando di gran lunga quelli che sono tornati a vivere in patria (31mila).

I principali Paesi di destinazione sono l'Europa Occidentale e gli Stati Uniti. Oltre 4mila persone si sono trasferite in Germania, quasi tremila in Svizzera, più di 2mila nel Regno Unito. Al di fuori dell'Europa, si va soprattutto negli Stati Uniti e in Brasile.

A scegliere di emigrare fuori dall'Italia sono soprattutto i cittadini del Nord (25.887). I "più mobili" sono i lombardi (9.717), seguiti da laziali (4.843), veneti (4.569) e siciliani (4.566). In queste quattro regioni si concentra circa la metà, il 47%, delle uscite. I "meno mobili" sono invece i valdostani. A spostarsi oltre confine sono soprattutto uomini (57,4%) con un titolo di studio fino alla licenza media (48%).

Nel 2011 è aumentata anche la quota di laureati migranti, passando dal 22,8% del 2010 al 25,9 per cento. Se si considerano i soli laureati, la graduatoria dei Paesi di destinazione si modifica: al primo posto il Regno Unito (11,9%), seguito da Svizzera (11,8%), Germania (11%) e Francia (9,5%). I diplomati che lasciano il Paese sono invece il 26 per cento.

GLI ITALIANI CHE EMIGRANO DA SUD A NORD. Nel 2011, 1 milione 358mila italiani hanno trasferito la residenza all'interno dei confini nazionali. Seguendo un trend storico, la maggior parte delle migrazioni parte dal Mezzogiorno: nel 2011 112mila cittadini dal Sud hanno cambiato residenza, rappresentando il 44% delle migrazioni interne. Questi flussi si muovo in prevalenza verso Nord Ovest (37%). Ma anche il centro continua ad attrarre gli spostamenti con il 34% sul totale, superando così l'ammontare dei flussi diretti verso il Nord Est (29%).

Il Sud continua negli anni a espellere giovani e manodopera.  Negli ultimi vent'anni, come riporta il Rapporto Svimez 2012, sono emigrati dal Sud circa 2,5 milioni di persone, oltre un meridionale su dieci. Riguardo alla provenienza, nel 2010 in testa per le partenze c'è la Campania (34.100), seguita da Sicilia (23.900), Puglia (19.400) e Calabria (14.400). La regione più attrattiva per il Mezzogiorno resta la Lombardia, che nel 2010 ha accolto in media quasi un migrante su quattro, seguita dall'Emilia Romagna.

Riguardo al titolo di studio, i laureati meridionali diretti al Centro Nord nel 2010 sono il 23% del totale, più che raddoppiati in dieci anni. Le regioni che attraggono più laureati sono Lombardia e Lazio. Quanto all'età, il 57% dei migranti ha meno di 34 anni. Accanto ai single, cominciano a lasciare il Sud anche giovani coppie con figli.

Oltre agli emigrati veri e propri, ci sono anche i cosiddetti pendolari di lungo raggio. Nel 2011 sono stati quasi 140mila, 6mila in più rispetto al 2010, 39mila dei quali erano laureati. A questo aumento del 4,3%, dice il rapporto Svimez, corrisponde una crescita del 40% dell'occupazione meridionale. Mantenendo la residenza al Sud ma lavorando al Centro Nord, questi occupati falsano quindi la realtà del lavoro nell'area.  

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