Per chi hanno votato i giovani tra 18 e 25 anni?

Critiche a Renzi per l'ospitata da "Amici". Ma ai ragazzi il Pd non sa più parlare

Un Seggio Elettorale
1 Marzo Mar 2013 1522 01 marzo 2013 1 Marzo 2013 - 15:22

Con tutto questo parlare di giovani prima e dopo le elezioni, pochi si sono chiesti: ma i giovani tra 18 e 25 anni per chi hanno votato? Difficile dirlo, a meno di non affidarsi a sondaggi che non si sono rivelati così affidabili.

Un’approssimazione che usi i dati reali, però, è possibile. Basta fare la differenza tra i voti validi assoluti presi da un partito alla Camera e quelli presi al Senato. Si tratta di un’approssimazione per due motivi. Esclude che nessuno sopra i 25 anni rinunci alla scheda per il Senato (evento che, però, non si verifica quasi mai). Ed esclude che ci sia voto disgiunto tra Camera e Senato: questo è un evento che si è verificato di sicuro nelle ultime elezioni, soprattutto nelle regioni in bilico, ma soprattutto fra elettori politicamente sofisticati; basta quindi che non abbia riguardato la maggioranza degli elettori di un partito per avvalorare l’approssimazione.

La differenza tra i voti validi alla Camera e al Senato dà 3.384.979 (che approssima gli elettori tra 18 e 25 anni che hanno espresso un voto valido). La stessa differenza per il Movimento 5 Stelle dà 1.403.608, cioè il 41%! Al netto delle approssimazioni di cui sopra, ci sono pochi dubbi che Grillo abbia letteralmente stravinto tra i giovani elettori. Anche la coalizione di Mario Monti, nonostante liste abbastanza in là con l’età media, è andata molto meglio che sul totale della popolazione (794.121, 23%), mentre il Pd è letteralmente crollato (244.362, 7%). Queste due cifre sono sicuramente distorte dal voto disgiunto di quanti hanno votato Pd al Senato e Monti alla Camera nelle regioni in bilico, ma si dovrebbe assumere che questi flussi di voto disgiunto siano enormi per spiegare il crollo del Pd. Pare invece che l’offerta di questo partito non abbia proprio sfondato tra i giovani (non turchi). Anche se si ripete l’analisi togliendo la Lombardia (dove il voto disgiunto è avvenuto in maniera rilevante, vista la troppo esigua differenza nei voti validi al Pd tra Camera e Senato, 14.647), l’analisi non cambia di granché: si arriva solo all’8%. E in altre regioni il voto disgiunto ha probabilmente contato meno.

Il Pdl è andato peggio tra i giovani rispetto alla sua cifra complessiva, ma ha retto il colpo (503.385, 15%). La Lega è invece crollata dal 4% complessivo al 2% (61.459 voti) sui giovani tra 18 e 25 anni.
 

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