“Io, senatore a 5 stelle, al Senato ho votato Grasso”

Dopo l’elezione del presidente di Palazzo Madama

Francesco Campanella
16 Marzo Mar 2013 2123 16 marzo 2013 16 Marzo 2013 - 21:23
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È tarda sera quando Francesco Campanella, neoeletto senatore della Repubblica per il M5s, spiega cosa è successo in Senato all’interno del gruppo dell’ex comico Beppe Grillo. Alla quarta votazione per l’elezione del presidente del Senato, un fardello di 14 senatori avrebbero optato per l’ex procuratore nazionale Grasso. E fra questi ci sarebbe proprio Campanella, che al telefono mostra un forte imbarazzo e racconta che «c’è stato un gruppo di noi che ha votato per Grasso». Mentre altri, come il senatore Vitro Petrocelli, rispondono con un secco «no comment».

Da questa sera Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, è il neo presidente del Senato. Sembrerebbe che alcuni del M5s abbiano votato per il procuratore a latere del maxi processo contro Cosa Nostra. Cosa è successo? 
Fondamentalmente eravamo contrari alla rielezione di Schifani. E alcuni di noi l’hanno detto chiaramente. 

Mi faccia capire meglio, ma lei da siciliano ha votato per Grasso, o ha seguito le indicazioni dei vertici?
Certo. Le posso dire, che c’è stato un gruppo di noi che ha votato per Grasso.

Stando alle parole pronunciate dal neopresidente del Senato, nel suo intervento introduttivo, sareste disposti a votare la fiducia ad un governo di centrosinistra a guida Bersani?
Guardi, noi oggi abbiamo condiviso larga parte dell’intervento. Ma al di là della figura positiva dell’ex procuratore, non appoggeremmo mai un governo di centrosinistra.

Secondo lei, puntando per le due Camere su Boldrini e Grasso, due figure autorevoli della società civile, e distanti dai partiti, l’obiettivo del Pd era quello di far emergere le contraddizioni all’interno del Cinque stelle?
Allora, il Pd ha fatto le scelte che ha fatto sulla base della nostra presenza in Parlamento. Ma non c’è riuscito a farci spaccare. Le posso garantire che non ci sono crepe.

Tuttavia nei corridoi del palazzo si mormora che il M5s avrebbe alzato le spalle perché già pensava di ottenere lo scranno più alto di Montecitorio. È vero?
A noi le poltrone non ci interessano. Il ragionamento che facciamo noi è un altro: essere produttivi, e, sopratutto, maggiore partecipazione. Oltretutto per noi avere un incarico rappresenta un peso. Ad esempio, in Sicilia il vice presidente dell’Assemblea regionale, Antonino Venturino, rinuncia all’indennità da vicepresidente.

Ma oggi il vostro leader Beppe Grillo vi ha dato le direttive?
Guardi, non sento Grillo da circa un mese.

@GiuseppeFalci

 

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